Il nuovo contatore della luce

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Poche notizie sul nuovo contatore della luce se non che sarà “un oggetto di design“.

“Enel sta per sostituire 35 milioni di contatori elettrici. Il nuovo contatore renderà possibile lo sviluppo di servizi energetici postcontatore. Ciò favorirà ulteriormente la crescita della consapevolezza del cliente e permetterà di indirizzare la tematica del demand/response e di incrementare i servizi di domotica. Saranno le aziende, tra cui c’è ovviamente Enel Energia, a cavalcare queste nuove opportunità grazie a un’interfaccia aperta in grado di dialogare con tutti gli elettrodomestici e i dispositivi della casa”

Restano peró alcuni problemi da risolvere come  l’umbundling e il protocollo di comunicazione dei dati di consumo, che dev’essere aperto a tutti gli operatori.

Poi c’è la MID: “il misuratore deve essere dotato di un visualizzatore metrologicamente controllato, facilmente accessibile al consumatore senza alcun ausilio”.

È’ sicuro invece che pagheremo di nuovo noi, anche se i vecchi contatori hanno funzionato per pochi anni, e nessuno dice quanto ci costerà.

Con l’avvento del mercato libero Enel rafforzerebbe la posizione dominante, allargandosi sulla telefonia.

I gruppi telefonici e Terna sono però scesi in campo e stanno studiando un proprio contatore.

Il disastro degli oneri di sistema

Le bollette dell’energia elettrica stanno esplodendo e nessuno sembra rendersene conto.

Un documento di consultazione dell’autorità per l’energia valuta come ripartire gli oneri di sistema che quest’anno ammonteranno a 16 miliardi.

Fanno 6 cents/kWh, una volta e mezza l’attuale prezzo all’ingrosso.

La sola componente A3 sarà di 14,5 miliardi di euro.

L’inverosimile quantità di denaro mantiene il sistema dei produttori, trasportatori e distributori i cui bilanci,nonostante l’aria che tira, sono trionfali.

La quota parte energia (30% del totale della bolletta ) é invece calata, in linea con il prezzo del petrolio.

Cosa succederà quando la tendenza s’invertirà e dovesse arrivare la ripresa.

Il governo e l’autorità per l’energia difendono il sistema mentre i cinquestelle parlano forse di un futuro troppo lontano. 

 

 

 

 

 

Valutare il contratto energia

Il mercato tutelato finirà con il prossimo anno.

Gli interessati sono più di dieci milioni di consumatori domestici, con una potenza installata di 3 kW, che ricevono proposte incomprensibili.

Le offerte riguardano la sola “quota energia” che vale un terzo della bolletta.

Oggi la “quota energia”  può essere contrattata a 5 centesimi di euro per kWh.

Il consiglio é di verificare i propri consumi e valutarei possibili risparmi.

La “quota energia” é ora facilmente individuabile sulle nuove bollette.

E’ ora di rivedere il vostro contratto senza farsi raggirare da offerte che prevedono inutili gadgets che non hanno nulla da spartire con quello che comprate e cioè, solo energia elettrica.

Il consiglio é inoltre  di stipulare contratti con validità annuale e assicurarsi che sia garantita la facoltà di recesso, come previsto dalla legge.

 

 

Ma che c’entra l’Antitrust ?

L’Antitrust avviava, alcuni mesi fa, quattro procedimenti nei confronti di Acea, Edison, Enel ed Eni per questioni inerenti la fatturazione e siamo ancora in attesa dei risultati.

Il tema compete all’Autorità per l’energia e non all’Antitrust, che avrebbe ben altro di cui occuparsi, come la posizione dominante di Enel, denunciata proprio dall’Antitrust nel 2007, e invece:

A fronte di numerosi reclami e segnalazioni, ricevute anche da diverse associazioni dei consumatori, l’indagine è volta ad accertare eventuali violazioni del codice del Consumo in merito a varie condotte degli operatori: la fatturazione basata su consumi presunti; la mancata considerazione delle auto-letture; la fatturazione a conguaglio di importi significativi, anche a seguito di conguagli pluriennali; la mancata registrazione dei pagamenti effettuati, con conseguente messa in mora dei clienti fino talvolta al distacco; nonché il mancato rimborso dei crediti maturati dai consumatori”

I fornitori di energia elettrica fatturano sempre consumi stimati, nonostante le decine di milioni di contatori intelligenti e illegali.

Frequenti le mancate registrazioni dei pagamenti ricevuti dai fornitori, con distacco automatico, e senza alcuna raccomandata come imponeva l’Autorità per l’energia.

L’auto-lettura comunicata dall’utente non viene presa in considerazione perché il fornitore resta in attesa della validazione del distributore, che però non lo fa.

Frequente la richiesta di conguagli pluriennali, solo perché nessuno legge i contatori.

Partite economiche gigantesche restano in sospeso per anni dando un’idea della quantità di denaro gira nel settore.

Lo Stato gongola perché dalle fatture di consumi stimati, sempre maggiori di quelli effettivi, incassa più accise, più imposte e più tasse.

 

La farsa delle sanzioni

Anche se non ricevete la bolletta del gas, state certi che entro i cinque anni previsti dalla legge, vi verrà chiesto il conguaglio per consumi anche di otto anni prima.

Siccome non é colpa vostra se non sono venuti a leggere il contatore, sono loro a proporvi di pagare a rate e senza interessi, senza neppure che lo chiediate.

La novità è che, se siete utenti ENI, potrete anche chiedere e ricevere un rimborso.

Dopo un anno d’indagine, l’Autorità per l’Energia ha sanzionato ENI per non aver letto i contatori e non aver inviato le bollette nei tempi dovuti.

L’impegno contrattuale, che lega il fornitore al distributore e all’utente, è che il distributore effettui perlomeno il tentativo di lettura ma sono gli stessi distributori a certificarlo unilateralmente.

Basterebbe imporre ai fornitori un’unica bolletta di acconto all’anno, ma sarebbe troppo semplice!

La sanzione da 25€, comminata a ENI, equivale, grosso modo,  al costo di una lettura,  che non è stata fatta ed è quindi un rimborso: sono in realtà soldi vostri, perché il servizio di misura é addebitato in bolletta, che venga effettuato o meno.

Quindi una buona notizia per i consumatori, ma un regalo per ENI, perché pagando una sanzione di 2,5 milioni di euro, posticipa crediti esigibili per centinaia di milioni, mette a bilancio il solo costo della materia prima, il gas, e non paga le tasse che dovrebbe.

Una pessima notizia per lo Stato, che non incassa imposte e accise: il gas fornito rimane infatti in sospensione di accise e tasse, fino all’emissione della bolletta di conguaglio.

Così, solo perché non vengono letti i contatori, lo stato dovrà trovare altri modi per tassarci!

Paghiamo noi la linea che non va

La linea di trasmissione elettrica Sorgente – Rizziconi, che collega la Sicilia al continente, è costata 700 milioni di euro, tutti pagati con le bollette, ma non é ancora in funzione.

L’iter burocratico per la sua costruzione inizia nel 2003 e nel tempo i vincoli ambientali si sono modificati. I piloni della linea, situati in comuni diversi, sono così finiti nel mirino degli ambientalisti, che ne hanno ottenuto il sequestro.

Il mancato utilizzo ci costa, ogni anno in bolletta, più di mezzo miliardo di euro perché la linea doveva trasmettere energia meno cara alla Sicilia, dove produrla costa invece molto di più e dove il prezzo é diventato politico, perché l’energia elettrica siciliana é stata commissariata dal governo.

Il destino della linea, i cui pali vengono  sequestrati uno alla volta, sembra sposare le resistenze isolane e condizionare le scelte del governo che concede la proroga di ulteriori 2 anni per il completamento definitivo dei lavori dell’elettrodotto al febbraio 2018.

Il decreto interministeriale di autorizzazione datato 20 febbraio 2009 poneva un primo limite di cinque anni per il completamento definitivo dei lavori, quindi inizialmente fissato al febbraio 2014, successivamente prorogato di due anni.

Se per fare una linea, essenziale come questa, ci vogliono dieci anni, e se ogni anno di ritardo garantisce ai produttori siciliani mezzo miliardo di euro, Terna non può restare fuori dalla torta e infatti ha chiuso il 2015 con ricavi per la prima volta sopra i 2 miliardi, a 2,07 mld contro i 1,996 mld del 2014, l’Ebitda sale a 1,53 mld contro gli 1,49 mld del 2014 e gli investimenti totali ammontano a circa 1,1 mld.

 

Marketing aggressivo

Un lettore riceve con la posta elettronica una fattura.

Nessun riferimento del documento è valido: non il codice fiscale, né il numero del conto corrente e non è neppure un utente di Enel; la fattura ha un numero, presumibilmente falso e addebita il consumo di maggio e giugno.

Nel testo ci sono alcuni link che forse è pericoloso aprire.

L’indirizzo del mittente non è riferibile a Enel, anche se non si può escludere a priori qualche collegamento.

L’utente inesperto si preoccupa e chiama subito Enel dicendo che c’è un errore e magari comunica all’interlocutore il POD, il consumo, l’indirizzo o il codice fiscale.

Se lo fa è fregato!

Il governo ha deciso di abolire il mercato di maggior tutela e questo è un assaggio di cosa succederà.

Spetta ad Enel indagare su chi usa, indebitamente o meno, il suo nome.

I signori dell’energia:quelli delle isole

In attesa che la Comunità Europea si pronunci sugli aiuti di stato, il decreto milleproroghe estende al 31/12/2017 il servizio di superinterrompibilità elettrica per Sardegna e Sicilia.

Riduce le quantità massime approvvigionabili: da 500 a 200 MW in Sicilia e da 500 a 400 MW in Sardegna.

Anche il premio viene ridotto a soli” 170.000 €/MW/anno:in due anni 200 milioni di euro scaricati sulle bollette di tutti.

Un conto salato perché, misteriosamente, non entra ancora in servizio la nuova linea di trasmissione con la Sicilia e perché qualcuno deve sfruttare i diritti pregressi della centrale di Alcoa.

Così, a botte di centinaia di milioni di euro, o di miliardi come per le rinnovabili, si accontentano le varie lobbies, in attesa che le bollette si trasformino in autentici boomerang per il sistema, che sembra non voler rendersene conto.

Le slides, utilizzate dal premier appena insediatosi, per spiegare come avrebbe voluto ridurre il costo delle bollette, sono rimaste solo buoni propositi. Gli oneri di sistema stanno esplodendo.

 

Paghiamo noi l’interconnector

Pessime notizie per i consumatori per la vicenda interconnector.

In attesa che gli elettrodotti vengano realizzati, il servizio tornerà alla sua originale forma di mera compensazione finanziaria dei differenziali di prezzo tra il mercato elettrico scelto dai beneficiari e quello italiano.

Il servizio di import virtuale consiste nella messa a disposizione, delle industrie energivore aderenti, di quantitativi di elettricità acquistata su mercati elettrici esteri da esse prescelti; l’energia viene recapitata alle società aderenti come se fossero operative le interconnessioni fisiche.

Il costo dell’operazione é a carico delle nostre bollette; e doveva scadere l’anno scorso perché, nel frattempo, avrebbero dovuto essere realizzati gli elettrodotti.

Ma invece nulla é stato fatto e, su proposta del senatore Mucchetti, il servizio virtuale é stato prorogato fino al 2021.

Cioè, con le nostre bollette, aiuteremo le società energivore a pagare meno l’energia come se potessero importarla attraverso elettrodotti che si sono impegnate a realizzare, ma che per altri cinque anni, non realizzeranno.

 

Il conguaglio

Arriva una bolletta di 3.000 €, le precedenti sono state sempre pagate e quindi mi chiedo cosa sia successo.

Tre pagine di conteggi incomprensibili, i consumi risalgono a tre anni prima.

Termini quali energia ore di picco, corrispettivo di sbilanciamento, perdite rete ore di fuori picco, dispacciamento….. una serie di importi sommati e sottratti senza senso.

Chiedo spiegazioni e il servizio clienti mi spiega che si tratta di un conguaglio.

Mi chiedo perché hanno sostituito i vecchi contatori con quelli elettronici, facendoceli anche pagare e raccontandoci un sacco di balle: anche con i nuovi contatori elettronici arrivano i conguagli.

La bolletta da 3000 € arriva per posta il giorno prima della scadenza del pagamento.

Il fornitore con la coscienza sporca, senza che nessuno glielo abbia chiesto, propone una dilazione di pagamento senza interessi, di dieci rate.

Pago e dopo venti giorni arriva un’altra bolletta di 600 €. Il servizio clienti mi spiega che la bolletta comprende il consumo, presunto, ma mi vengono accreditate delle agevolazioni che, per errore, non erano comprese nella maxi bolletta.

Ora, chi mi dice che i conteggi sono corretti? Se il fornitore ha sbagliato una volta, come ammesso, può sbagliare ancora? Come controllo? Chi mi tutela?

 

 

 

Paghiamo noi la rete delle Ferrovie

Saranno ceduti a Terna 9.300 chilometri di rete elettrica di proprietà di Ferrovie dello Stato che, con biglietti carissimi e servizio pessimo, godono di ottima salute e verranno in seguito privatizzate. Un aiuto al bilancio e una cospicua plusvalenza in vista della quotazione in borsa.

La rete delle ferrovie è tecnologicamente avanzata solo nei mille chilometri dell’alta velocità; il resto sconta decenni di pessimo esercizio e richiede manutenzione.

Se si trattasse di un normale contratto tra privati, e non tra società a maggioranza pubblica, il costo della manutenzione andrebbe detratto dal prezzo di vendita e invece i futuri interventi  di manutenzione resteranno a carico di Terna e saranno spalmati sulle nostre bollette.

Terna provvede già al trasporto dell’energia elettrica nazionale e il servizio viene sontuosamente remunerato con le tariffe stabilite dall’Autorità per l’energia che adesso sta valutando quanto vale la rete delle Ferrovie e quanti miliardi di euro dovranno essere caricati negli anni sulle bollette per la sua manutenzione.

Terna presenta da sempre ottimi bilanci e campa sulle nostre bollette;sarà facile recuperare il miliardo di euro per l’acquisto della rete delle Ferrovie e negoziare con l’Autorità per l’energia quanto ci dovrà essere succhiato con le bollette.

Pagheremo così tre volte quella porzione di rete:lo abbiamo fatto con le tasse in passato, lo facciamo con i biglietti e lo faremo in futuro con le bollette!

Con tale vorticoso giro di soldi, cospicui bonus finiranno nelle tasche dei rispettivi amministratori, mentre della riduzione delle bollette non sentiremo neppure il profumo.

Il bello é che tutto era nato quando Renzi, appena insediatosi, aveva denunciato il fatto che le Ferrovie godevano di tariffe agevolate.alle quali, ovviamente, provvedevamo noi utenti con le bollette.

 

 

Mercato libero: qualche precauzione

Fra un anno finirà il mercato tutelato e,dicono, tutto sarà più libero e conveniente.

Attualmente il mercato libero dell’energia elettrica è concentrato su cinque operatori che si dividono  il 90% dei clienti domestici: Enel, in posizione dominante, Eni, Acea, Edison e A2A.

Il mercato del gas vede Eni, Edison ed Enel che controllano il 46% del totale che con Gdf Suez, E.On e Iren, raggiungendo il 58% del totale.

Il tempo per preparare gli utenti ci sarebbe, come insegnano in Inghilterra e invece da noi finirà male: a breve si aprirà la caccia al pollo, che non sa neppure quanto consuma, che sarà asfissiato con proposte che non sarà in grado di capire.

Quelli che sono già passati al mercato libero, pagano di più.

Per poter valutare le offerte é essenziale sapere quanto si consuma, oltre a quanto si spende, ma non é semplice.

Le letture indicate in bolletta sono infatti sempre stimate o sono in ritardo.

Attenzione a non comunicare i numeri di POD o di PDR  che identificano le vostre utenze.

Se per caso non ricevete le bollette, preoccupatevi perché potrebbero avervele sottratte dalla buca della posta proprio per carpirli e millantare la vostra accettazione di un contratto inesistente.

Si presenteranno poi, porta a porta, con scuse varie: “mi faccia vedere il contatore…..che vecchio!  Glielo cambiamo noi domani gratis, ma adesso mi faccia vedere una bolletta così facciamo quattro conti…”

Vi prometteranno un risparmio di 2 €/MWh consumato nell’anno ma se non sapete quanto consumate non sapete che ne consumate meno di due.

Vi offriranno lampadine a basso consumo, inutili polizze assicurative, tessere del cinema o di carburanti, carte fedeltà e punti da convertire in buoni spesa, buoni sconto per acquisto di elettrodomestici, condizionatori, occhiali e altri gadgets.

Cose che con l’energia c’entrano ben poco.

Non vi renderete conto che la disdetta anticipata del contratto comporta il pagamento di penali o che  i contratti che vi proporranno non sono più contratti di semplice fornitura, ma veri contratti di servizi che prevedono l’acquisto di beni, come già succede con i telefoni.

Ci saranno utenti che, dopo aver cambiato fornitore, riceveranno, per mesi, bollette doppie per lo stesso consumo; dovranno pagare due volte e chiedere il rimborso, dopo giorni passati a imprecare con i call-center.

Ci saranno altri che si troveranno un nuovo fornitore, senza averlo mai chiesto, con tanto di oneri a loro carico.

Le vostre registrazioni telefoniche verranno modificate, come nel caso di segnalato da un lettore del blog “Buongiorno, parlo con il titolare della linea?…… ah è suo marito e rincasa questa sera ? …… beh non importa, quando registriamo, per favore, cerchi di imitare la voce di suo marito!”

Parleranno con gli anziani, che sono sempre a casa, e registreranno loro.

Vi diranno “se passa con noi non pagherà più la tassa di concessione governativa”, che esiste solo per la telefonia mobile.

Molti riceveranno contratti già sottoscritti con la loro firma falsa.

Chi ha avuto esperienze simili è qui il benvenuto, e chi non le ha avute, si prepari!

L’esplosione degli oneri di sistema: 15 miliardi all’anno

ll presidente dell’Autorità per l’energia ha informato la Commissione Industria del Senato che «il complessivo fabbisogno di gettito annuo degli oneriu di sistema raggiungerà 15 miliardi nel 2015, il doppio del 2011». 

Non è una novità: la causa dell’esplosione degli oneri è la crescita degli incentivi alle rinnovabili (83% del totale) e alle assimilate, anche se i mantenuti sono tanti altri.

Bortoni auspica così una rrriforma degli oneri generali che oggi hanno raggiunto un “livello eccessivo” anche se sarebbe più corretto definirlo catastrofico.

E’ talmente elevato che l’dea sarebbe quella di trasferirne una parte sulla fiscalità generale del Paese!

“Gli oneri gravano sulla competitività del nostro sistema produttivo e sul bilancio delle famiglie italiane, in relazione alla notevole complessità che si è venuta a creare per la sovrapposizione di diversi meccanismi originata da altrettanti fonti normative”.

Ma, nonostante le denunce di Bortoni, le fonti normative” proliferano.

Come per esempio la vendita della rete delle FFSS a Terna : “Stiamo lavorando anche con la commissione di esperti indipendenti e stiamo aspettando ancora dei dati da FS e la valutazione dei benefici di sistema da Terna”, ha spiegato Bortoni, sottolineando che nella valutazione si “terrà il faro sull’utilità della rete FFSS per il consumatore elettrico, perché se sarà in bolletta dovrà essere utile”.

Pessime notizie per i consumatori: il costo dell’operazione finirà prima o poi in bolletta e magari pagheremo anche il consumo del faro di Bortoni, un faro inutile tanto non sarà senz’altro Bortoni a verificarne l’utilità, visto che Renzi vuole eliminare le autorities.

Che dire poi della dilazione degli incentivi alle rinnovabili, prevista dal decreto taglia-bollette, sulla quale l’Autorità ha in corso un “tavolo di lavoro con il Mef per la verifica della compatibilita’ dei saldi con l’erario”. 

Oppure come la barzelletta del cavo di collegamento con la Sicilia, che quest’anno ci costerà un altro mezzo miliardo, dopo aver commissariato gli impianti siciliani “L’operatività delle disposizioni del decreto legge concernenti gli impianti siciliani di produzione dell’energia elettrica, inizialmente prevista per sei mesi, si prevede sia destinata a protrarsi fino alla fine del corrente anno”,

E sarà così anche il prossimo anno, visto il sequestro di un palo, da parte della magistratura. Magari il palo verrà dissequestrato quando la linea non servirà più ? Nessuno produrrà più energia rinnovabile perché saranno finiti gli incentivi ?

La riduzione del costo delle bollette si allontana e pagheremo ogni anno, per vent’anni, l’equivalente della TAV con gli interessi.

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