La liberalizzazione del monopolio

Quindici anni fa il decreto Bersani intendeva liberalizzare il settore dell’energia elettrica ma una delibera dell’antitrust di un anno fa denunciava il monopolio di Enel, che gestisce le reti di distribuzione e i dispositivi di interconnessione nella maggior parte dei comuni italiani.

Nel 2014, Enel ha distribuito l’85% dell’energia elettrica consumata in Italia, realizzando un fatturato di sette miliardi di euro prelevati interamente dalle nostre bollette.

Energia misurata da milioni di contatori fabbricati e gestiti dalla stessa Enel, che risulterebbero illeggibili a società che volessero vendere energia elettrica.

La delibera parla di monopolio, di posizione dominante, dell’esclusiva disponibilità di dati di consumo e di coefficienti di trasformazione, propri dei contatori e noti solo a Enel.

L’antitrust ritiene così che Enel abbia posto in essere una articolata strategia volta a ostacolare e danneggiare l’operatività e la crescita di società concorrenti.

Ritiene inoltre che  la possibilità di utilizzare la linea elettrica per la trasmissione dei dati di consumo può costituire un rilevante vantaggio per Enel, che va tutto a danno diretto dei consumatori finali e consolida la posizione di mercato del gruppo Enel sui mercati della vendita.

Il procedimento dell’antitrust dovrebbe concludersi entro il 2016, mettendo in difficoltà Enel che vorrebbe installare 33 milioni di nuovi contatori di seconda generazione che ha deciso di sostituire, anche perché quelli della prima generazione sono illegali e vengono, ancora oggi, sequestrati.

Con quasi 32 GW di potenza installata, Enel può far fronte all’intera domanda nazionale di energia elettrica e quindi, controllando la distribuzione, é in grado di controllare l’intero mercato.

Il decreto Bersani andrebbe rivisto perché nel 1999 si prevedeva un aumento dei consumi tale da ridimensionare la posizione dominante di Enel che invece, visto che i consumi si sono ridotti considerevolmente, si é ulteriormente rafforzata.

 

3 pensieri su “La liberalizzazione del monopolio

  1. Atto n. 4-05005 Senato della Repubblica

    Pubblicato il 17 dicembre 2015, nella seduta n. 555

    SCALIA , ROMANO , CERONI , DALLA ZUANNA , FASIOLO , FABBRI , MASTRANGELI , CONTE , AMATI , PAGLIARI – Al Ministro dello sviluppo economico. –
    Premesso che:

    il decreto legislativo 93 del 2011, di attuazione delle direttive 2009/72/CE, 2009/73/CE e 2008/92/CE relative a norme comuni per il mercato interno dell’energia elettrica, del gas naturale e ad una procedura comunitaria sulla trasparenza dei prezzi al consumatore finale industriale di gas e di energia elettrica, pone particolare attenzione alle società verticalmente integrate che gestiscono nel mercato libero, contemporaneamente, con evidente conflitto di interessi, la produzione, la rete e la vendita di energia elettrica;

    la direttiva UE mette sull’avviso gli Stati membri circa il comportamento delle società verticalmente integrate, le quali, potendo agire con un evidente potere monopolista, potrebbero non solo danneggiare il consumatore, creando discriminazioni, ma potrebbero danneggiare economicamente e finanziariamente loro stesse (e quindi, se pubbliche, anche l’intera comunità), dati i relativi indipendenza e potere di cui godono, con governance che potrebbero essere portate ad effettuare investimenti rischiosi, approfittando del sicuro cash flow che garantisce loro il monopolio della rete;

    lo stesso decreto legislativo n. 93 del 2011 ha, infatti, già determinato un cambio epocale nel settore del gas, con ricadute positive nel mercato, eliminando un conflitto di interessi che non lo rendeva efficiente, e con netta separazione fra rete e vendita e con conseguente e positivo rafforzamento delle attività a mercato libero, anche a livello internazionale, dei campioni nazionali del gas;

    nel settore elettrico, invece, permane ancora l’integrazione verticale i cui problemi recentemente e nuovamente sembrano essere stati posti all’attenzione dell’Autorità per l’energia elettrica il gas e il sistema idrico (AEEGSI), la quale, in un’apposita delibera, n. 467 del 2015, evidenzia la possibilità che si sia verificato un grave comportamento discriminatorio nei confronti di un operatore storico, Esperia, eliminato da Enel distribuzione, monopolista della rete, facente parte del conglomerato della società verticalmente integrata Enel;

    da informazioni ricevute da Esperia, che ha richiesto l’accesso agli atti dell’Autorità relativamente alla citata delibera n. 467 che la riguarda, sembrerebbe emergere una gestione del tutto privatistica di Enel distribuzione nei confronti degli operatori del mercato elettrico, con il chiaro intento di dominare non solo la rete elettrica ma il sottostante mercato libero, anche eliminando dalla rete gli operatori che si dimostrano critici nei confronti dell’attuale mercato elettrico, connotato da elevatissimi prezzi al consumatore,

    si chiede di sapere:

    se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza della problematica;

    se Enel distribuzione adotti norme contrattuali e di comportamento predisposte dall’AEEGSI per la definizione dei rapporti con suoi clienti di rete;

    se nella gestione dei suoi affari interni e di relazione con i clienti della rete, Enel distribuzione coinvolga le strutture della corporate;

    se Enel distribuzione pretenda autonomamente ed unilateralmente il pagamento degli oneri di rete che gli operatori devono raccogliere presso i clienti, ancor prima che gli stessi operatori possano riceverli dai clienti; e se, nei casi di endemica difficoltà di riversamento di detti oneri da parte degli operatori, Enel distribuzione gestisca il ritardo in via discrezionale concedendo piani di rientro di diverso tenore e valore ed ammettendo diversi livelli di ritardi nei pagamenti, a seconda dello stato delle relazioni esistenti fra Enel egli operatori stessi;

    nel caso specifico dello storico operatore Esperia, se risulti se siano state adottate decisioni, quale l’eliminazione dalla rete, anche se in condizioni oggettivamente meno gravi di quelle di altri operatori ammessi, invece, a piani di rientro ed agevolazioni e, quindi, non eliminati dalla rete.

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