Il sequestro dei contatori

Interpellato alla Camera, il Ministero  non lo ammette, ma a Milano il locale Ufficio Metrico fa sequestrare i contatori illegali dalla Prefettura.

Uno degli ultimi provvedimenti riguardava  64 contatori, installati in un edificio del centro di proprietà del Comune.

Sono previste sanzioni per il distributore, cioè la società che li ha installati e li gestisce, e per il fornitore, che incassa quanto gli viene comunicato dal distributore..

Sono decine di milioni i contatori che operano nella stessa situazione e se tutti gli Uffici Metrici si comportassero come a Milano, 700 € di sanzione per ogni contatore farebbero una bella cifra.

La responsabilità principale é quindi del distributore, che ha installato strumenti illegali, e il fornitore dovrà rivalersi su si esso.

In un servizio di Rai Report del 2005, alla domanda della giornalista:

“Posso chiedere al MAP se un contatore della luce, voi che siete il Ministero delle attività produttive e vi occupate di metrologia legale, se pensate che sia uno strumento metrico o no e mi potete rispondere no o mi potete rispondere si”

venne risposto:

“No! No perché capisco come è capziosa questa domanda è questo il mio problema. Nel senso che questo significa che a un certo punto poi la conclusione è allora i contatori non sono controllati da nessuno e c’è un mercato che non è controllato e il consumatore non è cautelato. Io questo non riesco a capire e quindi a questa domanda non rispondo. Domande capziose che possono essere capovolte anziché nel ben fare nel cattivo fare”

Dopo dieci anni, gli ispettori dell’Ufficio Metrico di Milano non sono stati interdetti e continuano a fare il loro lavoro mentre il Ministero, come dieci anni fa, fa finta di niente.

 

7 pensieri su “Il sequestro dei contatori

  1. Dott. Beltrame
    Mi sono fatto una semplice domanda: perché l’AGEEGSI ha ritenuto opportuno emettere una norma che facesse riferimento a quella dettata dalla CE nel 2004 solo nel febbraio 2007 con una postilla che lascia molto intendere come sono applicate le norme in Italia mentre il Ministero competente non si è espresso o quantomeno ha fatto finta di far decadere il problema?
    Questa è l’Italia dei furbetti che cercano di favorire i grossi gruppi a discapito del povero cittadino che, dovendo tutelare i suoi interessi, come in questo caso, deve ricorrere alla magistratura.
    Senza contare l’IVA sulle accise che grida vendetta: come fatto presente in un precedente intervento vorrei sapere che fine fanno i nostri soldi sia per l’IVA suddetta sia per gli oneri di sistema.
    Ma detti importi sono versati dalle società allo stato oppure restano nelle loro tasche? Come facciamo a saper come sono dirottati detti introiti se sono calcolati in modo forfettario?
    Il nostro sistema di fatturazione sviluppato dall’AGEEGSI lascia alquanto a desiderare perché non ci fa capire come gli introiti richiesti dalle società per voci che esulano dai consumi siano gestiti.
    Come si possono controllare i bilanci di queste società per verificare dove vanno a finire i nostri soldi che non riguardano i consumi? Questo è il quesito che mi sono posto: poter dare una risposta a questo quesito permette di capire se quanto si paga oltre i consumi ha le finalità che sono alla base di questi importi extra anche se alcuni sono ingiustificati.

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    • È un decreto del governo e non una delibera dell’Autorità che si limita invece al come imputare le partite finanziarie che vengono stabilite dal Governo e Parlamento.I decreti,o le leggi, stabiliscono sempre che entro entro un certo periodo, l’Autorità dovrà provvedere in merito.

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  2. Ritengo che chi riscuote dei soldi debba essere responsabile di chiedere esattamente il corrispettivo per quanto ha fornito; così come il fruttivendolo, il benzinaio o l’orefice devono misurare con sistemi legali ciò che vendono a meno di incorrere nel reato di truffa. Lo stesso deve poter accadere nell’erogazione dell’energia (elettrica, gas etc….); invece i consumatori non sanno, non possono controllare e a volte capire quanto venga attribuito in bolletta ed in che modo. Quindi se ci fossero misurazioni non corrispondenti all’effettivo e sistemi non legalmente riconosciuti, così come gli erogatori di servizi denunciano gli utenti disonesti che “bypassano le misurazioni”, altrettanto dovrebbe avvenire per chi eroga e riscuote in modo illegale.

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  3. Quel che sconcerta in Italia è che da troppi anni, tutto passa attraverso l’indifferenza di tutti.
    Quando in un Ministero,alla domanda della giornalista che chiede se un contatore della luce è o non è uno strumento metrico,ecco la verità: il consumatore non è tutelato.
    Quanto più è massiva la violazione della legge, tanto più essa non viene più percepita come tale.
    Quanti contatori elettrici sono nelle stesse condizioni descritte da Beltrame ?
    Quanti contatori di energia termica non vivono in condizioni migliori ?
    E i contatori dell’acqua sono in regola ? Avete mai visto fare controlli su quelli ?
    E con la telefonia? Siccome sappiamo che in taluni casi il costo è basato sugli scatti e questi a loro volta sui secondi di conversazione, qualcuno fa una scoperta geniale: i minuti veri!
    Vi siete mai chiesti perché nessuno vi ha mai spiegato cosa si cela dietro quella parolina?

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    • In tutta Europa i contatori della luce sono omologati, e si possono provare, da noi no! Ci sarà una ragione visto che quegli strumenti vengono conteggiati decine di miliardi di euro. Questa volta però c’è una novità: viene giustamente sanzionato chi non si preoccupa che l’energia elettrica venga misurata illegalmente.
      Il fornitore ha sempre scaricato la responsabilità sul distributore. Da oggi dovrà ripensarci!

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  4. Dott. Beltrame
    una persone responsabile che è a conoscenza della normativa e che da una risposta di questo genere dovrebbe essere mandata a pascolare perché non sa assumersi quelle che sono le sue responsabilità di fronte ad un quesito facile facile senza con questo affermare”No perché capisco come è capziosa questa domanda è questo il mio problema”.
    Se questo è il suo problema figuriamoci il nostro perché di fronte ad una situazione nella quale dovrebbero esistere regole certe anche chi è delegato a formulare risposte tecniche precise si tira indietro.
    Non sarebbe il caso di mandarlo a spasso visto che non sa dare quelle risposte che, di fronte ad un problema come quello dei contatori, dovrebbere essere naturali in base alla normativa vigente.
    Ma si sa tutto è legato alle grandi società che hanno imposto anche la struttura della fattura con tutte quelle voci che, come Le ho già detto in precedente intervento, penso che siano oscure anche a chi lavora nel campo.
    Non solo quello che sorprende in queste vicende sono le fatture di conguaglio: ma come a che servono i contatori elettronici se poi i consumi effettivi sono riportati su fatture che sono inviate dalle società fornitrici dopo due /tre anni come è successo al sottoscritto.
    Se non c’è consapevolezza da parte dei rappresentanti della politica a rivedere certe procedure, a dare un preciso mandato al Garante, a fare in modo che di fronte a situzioni anomale ci sia una risposta ragionevole in tempi normali per non dire brevi allora possiamo tranquillamente dire che le grandi società possono fare il bello e il cattivo tempo e gli eventuali loro investimenti saranno sempre pagati dalla clientela forse non subito ma a tempo debito.
    Distinti saluti Giuseppe Costantini

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