La “soap opera” dei contatori

I contatori? Non si sa cosa sono!

Premesso che:

  • la metrologia legale, che tutela la fede pubblica nelle transazioni commerciali che utilizzano strumenti di misura, compete unicamente al Ministero dello Sviluppo Economico;
  • su scala nazionale, prosegue la sostituzione di decine di milioni di misuratori di energia elettrica e di gas naturale;
  • la sostituzione viene imposta ai consumatori in forza a delibere di Arera ma in assenza di pronunciamenti del MISE;
  • i misuratori, una volta installati, diventano parte integrante di un sistema che permette ai distributori, di energia elettrica e di gas, di “gestirli” illegalmente da remoto;
  • il sistema, inteso come misuratore in campo e struttura della sua gestione da remoto, predisposta presso i centri operativi dei distributori, non è mai stato definito legalmente dal MISE;
  • la gestione da remoto dei misuratori è espressamente vietata dal D.Lgs. 22.2.2007, n.22: non è cioè ammesso modificare da remoto le variabili metrologiche che concorrono alla formazione del dato di consumo;
  • lo stesso D.Lgs stabilisce che l’unico dato legalmente valido della transazione è quello che si forma sul posto e non quello letto da remoto.

Non si comprende perché i consumatori debbano sostenere il costo di sistemi di misurazione illegali.

Per come è stato predisposto, il sistema sembra invece molto più utile ai distributori: i nuovi misuratori, che dovrebbero facilitare i consumatori nella rilevazione dei propri consumi, sono invece piuttosto complicati.

E anche questo è contro la legge.

Con la gestione da remoto,i distributori potranno raccogliere e utilizzare una notevole serie d’informazioni, sfruttandole a proprio favore o delle società di vendita collegate.

Tenuto conto che la quasi totalità dei misuratori di energia elettrica è fabbricata e controllata da Enel, tramite e-distribuzione, e decine di milioni di clienti Enel dovranno passare al mercato libero, è evidente che con tale operazione la posizione già dominante di Enel non potrà che rafforzarsi.

Nessuna risposta soddisfacente del MISE su quanto affermava Davide Crippa, divenuto sottosegretario con delega all’energia nel 2017, per il quale la sostituzione dei contatori era, quattro anni prima, una“soap opera che avrebbe dovuto essere immediatamente fermata”.

 

 

 

Il mercato dei dati

Quanto valgono i vostri dati al mercato nero

Perché perdere tempo con le bollette? Perché leggere contatorillegali?

Il distributore, che li gestisce da remoto, veglia su di noi perché ormai tutto è smart, tutto è connesso sopra le nostre teste.

Il distributore, se vuole, può decidere quanto consumiamo, può abbassarci la potenza e razionarci l’energia elettrica.

E la privacy andrà a farsi benedire!

Con quanta superficialità firmiamo la clausola della privacy ad ogni acquisto? O concludiamo al telefono contratti di luce e gas, senza sapere quanto consumiamo?Oppure leggiamo al telefono, a sconosciuti, le nostre bollette senza renderci conto di dare gratuitamente i nostri dati sensibili? Oppure firmiamo polizze assicurative senza leggerle e cestiniamo le modifiche unilaterali di contratto.

“Cosa vuoi che cambi?” Ci chiediamo ogni volta!

Eppure con i nuovi contatori sapranno tutto: quando ci facciamo una doccia, quanti giorni all’anno andiamo in vacanza, quante ore al giorno siamo in casa, se siamo dei buoni pagatori e, magari, conosceranno il nostro numero di telefono e l’IBAN.

Nessuno sa quali è quanti dati vengono raccolti dai contatori,e siccome non c’è nessuno che garantisca la sicurezza del dato che viene trasmesso, saremo tutti a rischio.

Meglio invece tenerci stretti i numeri di POD (per la luce) e PDR (per il gas); sono dati sensibili. Con quei numeri possono raggirarvi con i contratti non richiesti Dare quei numeri ai comparatori di offerte della rete può essere pericoloso.

Quei dati valgono centinaia di euro al mercato nero!

Con i nuovi contatori, ci avranno “profilati”  e sapranno benissimo come guadagnare alle nostre spalle. Il mercato di luce e gas è un mercato di offerta e i dati dei consumatori sono oro.

I venditori devono conoscere bene i polli e cosa c’è di meglio di un contatore intelligente e di una piattaforma che li gestisce tutti da remoto.

I distributori, quelli della rete, raccolgono i dati e li passano sottobanco ai venditori dei quali sono sempre “parenti stretti“.

Ho provato personalmente la procedura per verificare i miei consumi. L’accesso si fa con con l’identità digitale, ma pochi sanno cos’è e non possono perdere ore per farlo.

Dopo uno snervante slalom tra sms e password, ho potuto verificare i consumi solo di una delle mie tre utenze, delle altre il sistema dice che non ci sono i dati.

In effetti, se non c’è un contatore di ultima generazione, l’utente non vede proprio nulla. Per il gas, dicono, ci vorranno anni anche se il nuovo contatore lo paghiamo da quando ce lo installano.

La nuova piattaforma è stata predisposta da Acquirente Unico, società pubblica che garantisce la fornitura di energia elettrica ai clienti del mercato tutelato.

In base ai dati Arera del 2017, Enel, attraverso Servizio Elettrico Nazionale, vendeva l’86,5% dell’energia destinata al mercato tutelato e, attraverso edistribuzione, la distribuiva alla stessa percentuale di utenti domestici.

Sui nuovi #contatorillegali c’è il logo Enel, e in futuro saremo tutti più liberi di comprare energia da Enel.

Le altre centinaia di venditori si limiteranno a mercanteggiare i nostri dati.

Il portale del SII

Il portale del Sistema Informativo Integrato (SII) sarebbe anche a disposizione dei consumatori più curiosi, dotati di tempo e pazienza.

Forse è lo stesso portale di e-distribuzione che, secondo Arera, gestisce l’85% dei contatori nazionali?

È così che si rendono “terzi” i monopoli?

Arera spiega a cosa dovrebbe servire il portale,quando sarete riusciti ad entrare.

Del suo portale, invece, e-distribuzione scrive “il Cliente riconosce che l’uso dei Servizi avviene a proprio esclusivo rischio“.

Quindi a cosa serve un portale dove i dati non sono attendibili?

Ma gli stessi dati, se passano sotto l’ombrello SII, lo diventano?

Chi paga per questi “doppi servizi” del tutto inutili?

Scrive Arera: “il distributore, responsabile della lettura (più propriamente della “raccolta della misura”)”

La novità è che il distributore non misura più ma “raccoglie” i dati, dei quali non è responsabile, il che dimostra che della misurazione non importa nulla a nessuno, tranne che al consumatore che la paga con la bolletta, che sia corretta o meno.

Eppure la legge è chiara: il distributore è responsabile della corretta misurazione ma Arera non lo dice perché non si occupa di metrologia legale anzi, per statuto, non deve neppure sapere cos’è.

La validazione del dato di consumo da parte del distributore è infatti un altro buco nero del sistema: tutti aspettano la validazione, da chi misura, ma non è facile ottenerla.

Meglio i consumi stimati: sono senz’altro maggiori di quelli reali!

Ancora Arera:“I dati di misura trasmessi al SII sono quelli rilevati con le letture periodiche del contatore” quindi sono quelli prodotti dai contatori o sono quelli che il distributore ogni tanto raccoglie mandando in giro i letturisti?

Il SII é costituito presso l’Acquirente Unico, all’indirizzo è detto:

“Acquirente Unico, gestore del Sistema Informativo Integrato, è stato individuato dalla Legge Bilancio 2018 (art 1, comma 8, legge n. 205 del 27 dicembre 2017) come il soggetto deputato a mettere a disposizione dei clienti finali i loro dati di consumo di energia elettrica e di gas, secondo le modalità stabilite dall’ARERA e nel rispetto delle indicazioni del Garante in materia di protezione dei dati.

Acquirente Unico è la società pubblica, interamente partecipata dal Gestore dei Servizi Energetici S.p.A. – ovvero dal G.S.E. – interamente posseduto dal Ministero dell’economia e delle finanze – costituita dal decreto legislativo 16 marzo 1999 n. 79 allo scopo di garantire la fornitura di energia elettrica ai consumatori domestici e alle piccole imprese che non sono ancora passati al mercato libero.

Era il 1999 e, ancora oggi, decine di milioni di consumatori sono ancora serviti dal mercato tutelato

In quanto soggetto terzo, pubblico ed indipendente, negli anni sono state attribuite ad Acquirente Unico crescenti responsabilità e diverse attività quali lo Sportello per il Consumatore Energia e Ambiente, il Portale Offerte, l’Organismo centrale di stoccaggio dei prodotti petroliferi (OCSIT), Cassa Conguaglio GPL, oltre all’originaria funzione di approvvigionamento di energia elettrica per il Mercato Tutelato, per accompagnare lo sviluppo dei mercati energetici”.

Vi invito ad una prova pratica del funzionamento del portale: è un esperienza onirica!

L’accompagnamento dura da 22 anni e il numero di “badanti” cresce ma, alla fine, la nostra ultima “badante” sarà proprio il vecchio monopolista, che oggi fa più figo chiamare “incumbent”.

E’ probabile che il SII servirà solo per profilare la nostra “vita” energetica, in spregio a qualsiasi garanzia sulla privacy, e aiuterà i venditori, specialmente gli amici e i parenti dei distributori, e in particolare modo la famiglia dell’incumbent, a fornirvi l’energia elettrica al miglior prezzo, per loro.

Il portale di e-distribuzione

Le condizioni generali del servizio distribuzione di energia elettrica sono pubblicate sul sito di e-distribuzione che, secondo fonti ARERA, gestisce l’85% dei contatori operanti in Italia.

L’art. 9 recita:

9. Limitazione di responsabilità di E-distribuzione 

Il Cliente riconosce che l’uso dei Servizi avviene a proprio esclusivo rischio.

I Servizi vengono forniti così “come sono” e “come disponibili”

sul Portale di E-Distribuzione. 

Se il portale è di proprietà di e-distribuzione, e se e-distribuzione lo gestisce a spese dei clienti, perchè e-distribuzione non dovrebbe essere responsabile dei dati reperibili?

Il monopolio della liberalizzazione

La tabella, allegata alla relazione annuale di Arera, non necessita di spiegazioni.

Evidente la posizione dominante di Enel – tramite la controllata edistribuzione – nell’attività di distribuzione e misurazione dell’energia elettrica nazionale.

Se si considera poi che anche gli altri distributori hanno dovuto installare contatori Enel il quadro è completo.

Come in ogni attività commerciale, chi trasporta in monopolio – Terna – e chi distribuisce e misura in monopolio – Enel – controllano facilmente il mercato.

Se poi lo si fa in forza di concessioni – quella di Enel scadrà nel 2030 – non esiste alcuna liberalizzazione da completare ( un motivetto cantato spesso dai politici ) e il decreto Bersani del 1999 resta una bufala.

Con l’aggravante che Enel la produce e la vende, sia sul mercato libero che su quello tutelato a decine di milioni di utenti.

Appena ottenuta la concessione, fin dai primi anni 2000, Enel ha progettato, prodotto e installato decine di milioni di contatori di energia elettrica – mai omologati e quindi illegali – che determinano il valore delle nostre bollette.

Nel 2018, Enel ha poi deciso di sostituirli con contatori di nuovo tipo, di seconda generazione; questa volta li ha omologati, ma li gestirà da remoto, violando la normativa europea di omologazione e la privacy dei consumatori.

L’operazione contatori, del valore di svariati miliardi di euro, é garantita dalle bollette e rafforzerà il monopolio di Enel che, stando a quanto si legge in questi giorni, con la controllata Gridspertise potrà gestire a piacimento la rete elettrica nazionale.

Solo Enel sa quali informazioni i nuovi contatori saranno in grado di reperire, sono informazioni sensibili capaci di profilare il consumatore.

Per il garante, che si sveglia raramente, tutto regolare!

Un’altra tabella della relazione fotografa l’attività di vendita. Inutile commentarla!

La tassa “bolletta”

Bilanci trionfali delle società energetiche dopo la un anno di pandemia e di consumi ridotti.

Terna, Enel, A2A,Snam, Acea, Hera, Iren solo per citarne alcune, operano in mercati regolati ein forza di concessioni monopolistiche.

Possonocosì permettersi utili netti superiori al 30%, garantiti come per Autostrade.

Il settore si basa su regole, assetti di mercato e comunicazioni mediatiche che consentono ai monopolisti – tollerati da autorità compiacenti – di guadagnare quanto vogliono mentre chi non fa parte del “giro” é un bandito.

Adesso sono tutti impegnati a spiegare le bollette, a comparare offerte, e ad avvertire che,con il mercato libero,bisognerà scegliersi un nuovo fornitore, ma nessuno denuncia le parassitarie rendite di posizione, dove le componenti regolate della bolletta, che pesano per più di un terzo, aumentano senza alcun controllo.

Patetico l’intervento del governo e pericoloso congelare gli aumenti – per un miliardo di euro – in attesa, e nella speranza di tempi migliori.

Nove milioni di consumatori non riescono a pagare le bollette, diventando immediatamente preda delle società di recupero del credito, che telefonano dai paesi più strani minacciando il distacco della luce.

Si fanno tanti condoni, e allora perché non condonare le bollette piuttosto che girare i soldi ai cinesi, ai quali abbiamo già svenduto buona parte dell’argenteria e intendiamo continuare.

Ci stanno sostituendo i contatori illegali con altri, che opereranno in sistemi illegali, solo perché li pagheremo con la bolletta; non avremo alcun beneficio anzi chi li gestirà potrà taroccarli con un computer e succhiarci tutti i dati sensibili: quanto consumiamo, che potenza utilizziamo, a che ora saremo in casa.

I nuovi contatori li pagheremo quasi tutti all’Enel, assieme al canone della Rai e a quello della fibra ottica, visto l’accordo tra Enel e Tim.

E’ scandaloso che ci martellino con lo spread mentre la “tassa bollette” come i bonus a managers del tutto regalati in società monopoliste, vengono pagati senza problema.

Illegali e li paghiamo pure

La sostituzione dei contatori di energia elettrica prosegue calpestando i diritti dei consumatori.

Se ci si oppone, chiamano i carabinieri oppure s’inventano difetti del contatore da sostituire.

Nessuna raccomandata, nessuna comunicazione del fornitore, che resta l’unica nostra controparte contrattuale.

Ora basta un avviso del distributore, che nemmeno conosciamo, lasciato in portineria, con la data dell’intervento, che durerà pochi minuti, e senza la presenza dell’utente.

Con un criptico messaggio :”non c’è nulla da pagare”!

Così i kWh del vecchio contatore, magari difettoso o illeggibile, vengono travasati in quello nuovo: un’operazione illegale!

I nuovi contatori riportano il logo Enel, a conferma di in operazione squisitamente industriale da miliardi di euro messa a carico dei consumatori.

I nuovi contatori verranno a far parte di un sistema che potrà gestirli da remoto, sistema che la legge non prevede.

Rispondendo alle numerose interrogazioni parlamentari, il MISE tace sul fatto che, con il nuovo sistema, il distributore potrà, da remoto, modificare i parametri del contatore, come la potenza a disposizione dell’utente e il tempo, che concorrono alla formazione del dato di consumo.

Inoltre, per come è stato omologato in Europa, “se al contatore è collegato un software, che svolge altre funzioni oltre alla misurazione, il software che risulti critico ai fini delle caratteristiche metrologiche dev’essere identificabile e non può essere influenzato in modo inammissibile dal software collegato”.

E quindi poter modificare da remoto i dati che formano il consumo è inammissibile!

Un esempio:all’utente moroso viene ridotta la potenza a disposizione ma non c’è alcuna garanzia che l’operazione venga fatta anche al contatore dell’utente che la bolletta la paga.

In questa torbida iniziativa c’è quindi un baco e il contatore, per come potrebbe essere utilizzato, rafforzerebbe il monopolio della società che distribuisce l’energia elettrica in Italia, monopolio sul quale l’antitrust non interviene.

La cronica latitanza del MISE ha coinvolto Arera su temi che non le competono : non competeva ad Arera definire le specifiche dei contatori e quindi giustificarsi con “lo ha detto il regolatore” su questo tema è fuorviante!

In attesa del MISE, cui unicamente compete la metrologia legale, chi si farà sostituire il contatore non sarà più certo del suo consumo e di quanto andrà a pagare.

Per completare il quadro, il comunicato di Arera conferma che il contatore non è gratis!

Sembra di tornare al 2007, quando Enel doveva “legalizzare” e addebitare agli utenti, le decine di milioni di contatori illegali che aveva installato dal 2002 utilizzando, anche allora, l’esca del “tutto gratis”.

Nel 2007, il decreto di recepimento di una direttiva europea fece il miracolo di rendere legali tutti i contatori che non lo erano, e che senz’altro non lo potevano diventare per decreto. 

Un decreto “salvifico” in odore di incostituzionalità. Pochi mesi prima del decreto, una delibera dell’autorità, che scriveva pacificamente il falso, stabiliva come scaricare il costo dei contatori in bolletta.

Adesso è il turno di Unareti che, a Milano, installerá i contatori dell’Enel, è non lo farà gratis.

Prepariamoci quindi a pagare con le bollette, per anni, un contatore del quale non sappiamo nulla e anche un operatore che da remoto, battendo sui tasti di un computer, potrà decidere quanto consumiamo oltre a violare la nostra privacy, visto che il nuovo contatore conoscerà le nostre abitudini.

L’incombente creativo

“La nuova offerta con tre ore di componente energia gratis ogni giorno. Scegli le tue ore free, cambiale in libertà e monitora con un click i tuoi consumi”

L’incombente creativo è alla disperata caccia di clienti perché, tra sette mesi, venti milioni di utenti dovranno cambiare fornitore.

Dopo avergli sostituito il contatore, ecco come tratta il consumatore gonzo che non capisce nulla ma “gratis” è una parola che lo affascina da sempre, e l’incombente creativo, che con il gonzo gioca in casa, lo sa.

Quattro conti per capire di cosa stiamo parlando: un’utente domestico, con una potenza a disposizione di 3 kW, in un ora può consumare 3kWh, in tre ore 9 kWh.

La “componente energia” di 9 kWh vale circa 50 centesimi e, per 365 gg all’anno, 180 €.

Improbabile però che il gonzo resti a casa per tre ore al giorno, tutti i giorni dell’anno, solo per non pagare la componente energia della luce. Facendo funzionare contemporaneamente lavatrice, lavastoviglie, forno, asciugacapelli, e tenendo accese tutte le luci di casa per informare gli altri gonzi che la luce costa meno.

Senza dimenticare che, se il gonzo sfora, il contatore salta e deve riarmarlo.

I 180 euro teorici annui diventano così 40, o anche meno, ma il gonzo non lo sa.

Ma cercare di ottenere il risparmio,sul sito dell’incombente creativo, non è facile!

Prima di tutto il gonzo deve avere già il contatore di seconda generazione, il c.d. contatore 2G con il quale l’incombente creativo saprà tutto di lui.

Il gonzo infatti deve digitare il numero di POD e se il sistema scopre che il contatore non è un 2G il gioco finisce, ma non prima di aver dato all’incombente creativo un’informazione preziosa: il contatore deve essere ancora sostituito!

Il gonzo vorrebbe sapere “come fanno a saperlo, chi glielo ha detto” ma poi scopre che chi ha installato i nuovi contatori è uno stretto parente dell’incombente creativo e quindi è meglio lasciare perdere.

Con le altre domande del sito, l’incombente creativo fa una bella radiografia del gonzo che non potrà più scappare.

Resta il problema del cambio tariffa in funzione delle ore scelte, una procedura che la legge non prevede, ma cos’è la legge rispetto alla creatività di un incombente?

 

Gli omissis delle autorità

Le liberalizzazioni vengono spesso sbandierate da chi non sa neppure di cosa parla oppure da chi pretende di distorcere la realtà.

Dopo ben dodici anni di presunta liberalizzazione del mercato elettrico, è utile leggere questo documento di Arera, disseminato di omissis, messi lì apposta per non innervosire il vecchio monopolista – Enel – che adesso si fa chiamare “incumbent”.

Enel che, tra parentesi, ma resta il maggior finanziatore di Arera.

Anche se il processo di liberalizzazione del mercato elettrico è cominciato nel 1999,  solo dal 2007 ognuno, inteso come ognuno, può vendere energia elettrica.

E così, ad oggi, sono 550 le società attive nella vendita di energia elettrica senza che nessuno, inteso come nessuno, possa stilare una lista di buoni/cattivi per la privacy.

Il trasporto e la distribuzione sono monopoli,nazionali e locali, e i contatori, che ci stanno sostituendo a decine di milioni, sono tutti marcati Enel.

Con venti milioni di consumatori, che dovranno passare tra un anno al mercato libero, senza sapere cosa significhi, si indaga ancora sul mancato umbundling e sulla mancata separazione tra produttore, distributore e venditore che guarda caso, nella liberalizzazione all’italiana, fanno sempre capo ad un unica società.

Contro la chiusura dell’istruttoria dell’Antitrust sullo stesso argomento, un documento ineccepibile ma anch’esso pieno di omissis, Enel ha fatto ricorso al TAR.

La sentenza arriverà a tempo scaduto e saremo quindi tutti più liberi di acquistare energia elettrica dall’Enel.

Concessioni senza rischi

Il differenziale tra i titoli italiani e quelli tedeschi si riflette sulla remunerazione degli investimenti, garantita a chi gestisce servizi regolati, per ripagare reti elettriche, elettrodotti, gasdotti, stoccaggi, contatori etc.

Uno spread di 300 punti base potrebbe costare agli utenti italiani circa 460 milioni di euro all’anno in più sulle tariffe di elettricità e gas.

Il parametro tariffario, calcolato in base molteplici fattori di natura finanziaria, fiscale e di rischio paese dovrà essere aggiornato dall’Autorità  entro fine anno e inciderà sulla voce “spese per il trasporto” di luce e gas.

Le reti del gas e dell’energia elettrica, come per le autostrade, pagate da generazioni di utenti, garantiscono un ritorno sull’investimento a due cifre, e senza nessun tipo di rischio, tanto meno il rischio paese il cui premio assicurativo è pagato da ogni bolletta.

Meglio per tutti quindi che lo spread non salga ma sarebbe anche il caso rivedere le concessioni, che nel caso della distribuzione dell’energia elettrica, è monopolio di Enel.

 

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