I primi misuratori elettronici di energia elettrica vennero imposti da Enel a inizio millennio.
In quegli anni Enel era la “luce nazionale” e poteva fare quello che voleva. Non è che in vent’anni sia cambiato molto, ma chiedete a Bersani, sì quello che smacchia i giaguari, è tutto merito suo.
In cinque anni sostituirono trenta milioni di contatori!
Sostituire i contatori deve rendere se, dopo vent’anni, continuano a sostituirli.
La sostituzione è garantita dalle bollette, finanziata dall’Europa e tenuta sotto traccia dai media.
Quante volte li avrà pagati il consumatore nel corso degli anni?
I contatori era chiamati “intelligenti” solo perché avrebbero dovuto registrare il consumo e trasmetterne il dato da qualche parte.
Decimato un esercito di letturisti e, con i letturisti, anche la legalità perché il dato di consumo valido per legge è quello che leggi sul contatore.
Ma tutto questo al consumatore interessa poco perché, nella maggior parte dei casi, non sa neppure dove si trovi, il contatore.
Alla presenza del letturista il consumatore aveva una minima percezione del consumo, c’erano dei numeri che venivano registrati e sarebbero stati riportati sulla bolletta successiva.
L’installazione dei nuovi contatori – che venivano pubblicizzati come un esperimento unico al mondo, ma nel depliant di Enel erano solo “elettrodomestici” – avrebbero sostituito i contatori “con la rotella” che girava, le tamburelle ed un numero,molto chiaro.
Rotella che, dopo 70 anni continua a girare non solo in Italia – ancora in milioni (?) di contatori – ma in tutto il mondo come per es. in USA o in Germania, dove li fabbrica Siemens.
Va ricordato che Siemens non ha centrali, non ha reti elettriche e non vende energia, la misura è basta.
In Italia Enel fa tutto e, in più, ce la misura! Ritelefonate a Bersani.

I primi contatori elettronici erano quindi progettati e fabbricati da Enel, e solo Enel sapeva cosa sarebbero stati in grado di fare in futuro.
Un bel vantaggio per i distributori di energia elettrica che ci piazzavano in casa uno strumento capace di raccogliere informazioni sensibili, mentre per i consumatori, che lo avrebbero pagato,non cambiava nulla.
I primi trenta milioni non furono neppure omologati, perché Enel era Enel, con il risultato che oggi ancora milioni di contatori, quelli con il marchio CE farlocco, si trovano nella stessa situazione degli autovelox, i bancomat dei comuni italiani che non possono essere più utilizzati per scremare gli automobilisti, proprio perché non sono omologati.
Inoltre i contatori sono difficili da consultare,agendo sul tasto del contatore compaiono una serie di dati, perlopiù incomprensibili
Forse era proprio quello lo scopo: non fare leggere i contatori!
Impossibile poi la verifica legale in contraddittorio: nella cessione di beni venduti a “quantità” questa deve poter essere apprezzata, contestualmente, da venditore e compratore.
Questa la legge:
“A prescindere dal fatto che sia possibile o meno leggere a distanza uno strumento di misura destinato alla misurazione di servizi forniti da imprese di pubblica utilità, esso deve comunque essere dotato di un visualizzatore metrologicamente controllato, facilmente accessibile al consumatore senza alcun ausilio. La lettura di tale visualizzatore è il risultato della misurazione che costituisce la base su cui è calcolato il prezzo da corrispondere.”
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