MID

Il decreto legislativo 22/2/2007 n° 22 recepisce la Direttiva Europea 2004/22/CE (MID) che stabilisce i criteri di omologazione e di commercializzazione di alcune categorie di strumenti di misura tra i quali i misuratori di gas, di energia elettrica e termica.

L’art.22 del decreto recita:

1. La commercializzazione e la messa in servizio degli strumenti di misura sottoposti ai controlli metrologici legali che soddisfino le norme applicabili anteriormente al 30 ottobre 2006 sono consentite fino alla scadenza della validità dell’omologazione di tali strumenti. In caso di omologazione di validità indefinita, la commercializzazione e la messa in servizio degli strumenti di misura sottoposti a controlli metrologici legali che soddisfino le norme applicabili anteriormente al 30 ottobre 2006 sono consentite fino al 30 ottobre 2016.

2. Per gli strumenti di misura per i quali sia stata presentata la domanda di ammissione alla verifica ai sensi della normativa nazionale e comunitaria in vigore prima del 30 ottobre 2006, il provvedimento di ammissione a verificazione metrica e alla legalizzazione sarà rilasciato ai sensi della stessa normativa e comunque avrà validità fino al 30 ottobre 2016.

3. I dispositivi ed i sistemi di misura di cui all’articolo 1, comma 1, se utilizzati per le funzioni di misura previste al comma 2 del medesimo articolo e per i quali la normativa in vigore fino al 30 ottobre 2006 non prevede i controlli metrologici legali, qualora già messi in servizio alla data di entrata in vigore del presente decreto, potranno continuare ad essere utilizzati anche senza essere sottoposti a detti controlli, purche’ non rimossi dal luogo di utilizzazione.

Il pt.3, di dubbia costituzionalità, salvava decine di milioni di contatori di energia elettrica, installati su tutto il territorio nazionale dal 2001,mai omologati e quindi illegali.

Se, infatti, i contatori non erano legali prima del 30 ottobre 2006, come poteva un decreto estendere a vita il loro stato d’illegalità? 

A parte l’abuso di delega nel formulare il decreto, il pt.3  discrimina di fatto gli utenti tra quelli il cui consumo viene rilevato da strumenti illegali – la quasi totalità – da quelli il cui consumo viene rilevato da contatori omologati in accordo alla direttiva MID.

Alcuni requisiti essenziali della MID vanno ricordati:

“A prescindere dal fatto che sia possibile o meno leggere a distanza uno strumento di misura destinato alla misurazione di servizi forniti da imprese di pubblica utilità, esso deve comunque essere dotato di un visualizzatore metrologicamente controllato, facilmente accessibile al consumatore senza alcun ausilio. La lettura di tale visualizzatore è il risultato della misurazione che costituisce la base su cui è calcolato il prezzo da corrispondere.”

“Le caratteristiche metrologiche dello strumento di misura non debbono essere influenzate in modo inammissibile dal collegamento di tale strumento ad altro dispositivo,da alcuna caratteristica del dispositivo collegato o da alcun dispositivo remoto che comunichi con lo strumento di misura”  

“tutte le parti della transazione accettano il risultato della misurazione sul posto e sul momento”.

Quindi, se decine di milioni di contatori pre-MID erano, e restano illegali, e una parte ha il visualizzatore spento, per i contatori omologati MID non va meglio. 

La direttiva infatti è disattesa perché i contatori sono gestiti da remoto.

Da remoto il distributore di energia elettrica interviene infatti sui parametri di misurazione, che la MID espressamente vieta,  come per es. il tempo o la potenza a disposizione dell’utente, che inficiano il dato di misura.

Sul principio si é espressa chiaramente una sentenza lituana.

Rispondendo a un interrogazione parlamentare del 2013, il vice Ministro dello Sviluppo Economico, cui compete la metrologia legale, si esprimeva così:

“La legislazione in materia, è in effetti lacunosa ed ha probabilmente risentito anche della circostanza che almeno per tutti gli anni in cui la fornitura dell’energia elettrica era riservata allo Stato o ad imprese concessionarie, l’affidabilità della misurazione era nei fatti ritenuta connessa alla caratterizzazione pubblica del soggetto distributore. Inoltre, ha risentito dell’oggettiva difficoltà e complessità ad apportare innovazioni normative in un settore di misurazione che interessa un servizio pubblico essenziale di diffusione generalizzata, con milioni di punti di misurazione e che non consente applicazioni rigide e solo formalistiche delle norme, senza tener conto, peraltro, delle conseguenze in termini di possibili interruzioni di tale servizio pubblico”

In merito alle “applicazioni formalistiche delle norme” l’art.692 C.P. recita:

“Chiunque, nell’esercizio di un’attività commerciale, o in uno spaccio aperto al pubblico, detiene (1) misure o pesi (2)[472 2] diversi da quelli stabiliti dalla legge, ovvero usa misure o pesi senza osservare le prescrizioni di legge, è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da centotre euro a seicentodiciannove euro. [Se il colpevole ha già riportato una condanna per delitti contro il patrimonio, o contro la fede pubblica, o contro l’economia pubblica, l’industria o il commercio, o per altri delitti della stessa indole, può essere sottoposto alla libertà vigilata.] (3)

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