La socializzazione delle perdite

La Procura di Roma indaga su una torbida faccenda a danno dei consumatori.

A ferragosto di un anno fa, Enel e Green Network transavano sulla testa dei consumatori, con la benedizione di Arera (delibere n° 50/2018 e n° 568/2019) che adesso denuncia Green Network.

Questo il post dell’agosto 2020

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I debiti di alcune società che vendono energia elettrica vengono pagati dai consumatori annullando parte dei rischi d’impresa.

Un giochetto facile, specialmente per le nuove società, nate dal nulla, che ci telefonano ogni sera o ci perseguitano con le campagne pubblicitarie.

I fornitori di energia elettrica operano in un mercato controllato, a monte, dal distributore di riferimento – edistribuzione – al quale devono pagare sull’unghia gli OGS – oneri generali di sistema – a prescindere dal fatto che il loro cliente paghi o non paghi la bolletta.

Il distributore monopolista, che fa capo a Enel e che distribuisce quasi tutta l’energia elettrica nel paese, può così decidere chi deve pagare e chi no, chi può vivere o chi deve morire.

Erano 500 milioni quelli di  Gala, che poi è fallita e sono stati rimessi di nuovo dai consumatori e ora sono 166 quelli di Green Network, che ne deve il doppio a Enel e si mette d’accordo con Enel, perchè l’altra metà la coprano i consumatori.

Non è assolutamente chiaro come sia possibile una tale operazione sulla testa dei consumatori. Com’è possibile che Enel, attraverso la controllata edistribuzione, sia talmente potente da concludere accordi transattivi che riguardano soldi che i consumatori hanno già pagato con le bollette e che il fornitore, invece di versare, ha trattenuto per far quadrare i conti

Chi ha dato questa facoltà a Enel ? Arera non ha nulla da obbiettare?

Forse è per questa ragione che i fornitori sono più di 600, spesso società nate dal nulla e senza alcun controllo, il più destinate a chiudere lasciando debiti che tanto saranno pagati dai consumatori.

Il mercato finirà a non più di una trentina di società di vendita che potranno finalmente controllarne il prezzo.

Trionfale, invece, il cammino dei distributori e, in particolare, di quello di proprietà di Enel – edistribuzione – che distribuisce e misura, più o meno, tutta l’energia elettrica nazionale.

Come Dio, decide chi e quando deve fallire e chi invece, come Green Network può continuare a vivere e magari tornare utile in futuro.

Se si possono scaricare i debiti dei privati sui consumatori sarà una passeggiata socializzare gli oneri di sistema,per 18 miliardi all’anno

Nelle casse della CSEA, dove arriva annualmente questa montagna di denaro, ci sono sempre un paio di miliardi pronti per le emergenze,come per Alitalia.

Anche quelli sono soldi nostri, pagati perché avrebbero dovuto darci dei benefici, e invece vengono utilizzati per scopi diversi.

E sfido chiunque a dimostrare i benefici economici dell’energia rinnovabile per i consumatori.

E adesso, che il valore degli oneri si avvicina al terzo della bolletta, e la morosità aumenta, ecco la resa dei conti!

Secondo il TAR del caso Gala gli oneri di sistema sono oneri “fiscali”, rivolti cioè alla generalità dei cittadini.

Mentre, per il regolatore, è l’ex presidente Bortoni che parla: “le sentenze della giustizia amministrativa si rispettano ma hanno travisato la materia; la richiesta di socializzare sarà l’ultima spiaggia, non si andrà subito a socializzare il buco; dovremo riformare le decisioni della giustizia che non stanno in piedi, pur rispettandole; dovremo definire formule di sopravvivenza da qui al nuovo assetto ‘a canone Rai’, spero che il transitorio sia di alcuni mesi, vedremo; stiamo già pensando ai criteri da rispettare per iscriversi all’albo previsto dal Ddl concorrenza“.

Ad oggi, non solo non esiste l’albo dei fornitori ma i piazzisti di energia proliferano, tanto sanno che, come nel caso Green Network, non possono fallire.

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