È corretto rivalutare contabilmente impianti che sono stati pagati per decenni con le bollette, generando costi fittizi che sono poi ri-addebitati ai consumatori?
Sicuramente no, ma visti i risultati finanziari delle principali società di distribuzione di energia elettrica, che siano in monopolio o meno, e vista la voce specifica di una bolletta qualcosa non torna.
La ricapitalizzazione dei cespiti è un esercizio di contabilità creativa molto di moda, si rivaluta il valore a bilancio, in questo caso, di reti, impianti, infrastrutture, la società capitalizza uno sproposito e il consumatore, sempre quello delle bollette, paga il tutto.
Perché lo fanno?
Adeguamento all’inflazione, diversa impostazione dei criteri contabili; per operazioni straordinarie (spin-off, quotazioni, riorganizzazioni), riallineamento (perverso) alle tariffe dall’Autorità (ARERA); incremento dei bonus del management, come il recente caso di Terna,
Come si formano le tariffe?
Enel – solo in parte, perché la rete di distribuzione in bassa e media tensione è della controllata edistribuzione – ma soprattutto per Terna – proprietaria della rete di trasmissione in alta tensione – vivono di bollette, che si basano sulle tariffe stabilite da Arera.
Le tariffe includono le quote di ammortamento degli impianti, i costi operativi di gestione degli stessi e, questa è la novità degli ultimi anni, la remunerazione del capitale (WACC).
Su quale capitale si calcola la remunerazione?
Se,con una creativa di rivalutazione contabile, il valore degli asset miracolosamente aumenta e il nuovo valore viene utilizzato per determinare le tariffe, cresce la base sulla quale viene calcolata la remunerazione, aumentano i ricavi attesi e quindi aumentano le bollette.
E qui sta la perversione!
Visto il costo che ogni consumatore paga in bolletta – la voce specifica è “trasporto e gestione del contatore” (che siete invitati per una volta a verificare ) – il dubbio legittimo, è quello di pagare, magari più volte, le linee elettriche, le sottostazioni, gli interruttori, i contatori etc. che sono già stati pagati da un paio di generazioni.
Il regolatore (Arera) utilizza la RAB (Regulatory Asset Base), che dovrebbe tener conto degli investimenti, effettivamente realizzati e riconosciuti, proprio per evitare la moltiplicazione di costi già esposti e recuperati con le bollette.
Una rivalutazione contabile non dovrebbe ( il condizionale è d’obbligo) automaticamente tradursi in maggiori tariffe, cosa che invece, guardando lo storico delle bollette, è dimostrabile.
E comunque, se si utilizza la RAB perché anche il capitale dev’essere remunerato?
I dubbi: una sontuosità eccessiva della RAB, che ha portato a sontuose rendite delle società che presentano utili anacronistici, una remunerazione del capitale troppo alta rispetto al rischio reale, l’utilizzo quanto gli asset storici.
Un problema di equità e di trasparenza quello della remunerazione del capitale, soprattutto per infrastrutture costruite sessanta anni fa, passate dai privati allo Stato e successivamente di nuovo ai privati senza che venisse neppure scalfito il monopolio.
È proprio il passaggio dal modello pubblico a quello regolato di tipo “quasi-mercato in monopolio” ad alimentare il dubbio che le regole siano indirizzate dai monopolisti, oggi quotati in borsa.
Il discorso vale per tutti i distributori che adottano lo stesso metodo.
Le operazioni di Terna:
- Operazione 2020/2021 (D.L. 104/2020). La manovra più significativa, con la quale Terna ha rivalutato i propri asset (linee ad alta tensione e stazioni) per 2,5 miliardi di euro.
- Operazioni Storiche (2003-2005). In fase di quotazione e consolidamento della Rete di Trasmissione Nazionale (RTN), Terna ha effettuato rivalutazioni per circa 1,2 miliardi di euro. Queste operazioni, pur avendo aliquote fiscali allora più elevate (intorno al 15-19%), allineavano il valore di carico della rete ereditata da Enel ai valori di mercato dell’epoca.
Le operazioni di edistribuzione:
- Maxi-rivalutazione del 2020 (DL 104/2020) È l’operazione più recente e imponente, Valore: 10,6 miliardi di euro. Enel ha aggiornato il valore di gran parte della rete di media e bassa tensione e dei nuovi contatori elettronici. Quante volte sono stati pagati i contatori, spacciati per gratuiti nei primi anni 2000?
- All’inizio del millennio, in occasione della liberalizzazione del mercato e della quotazione in borsa di Enel, sono state effettuate rivalutazioni strategiche per rendere il bilancio più solido. Valore stimato: circa 7,9 miliardi di euro.
(Contesto: Queste operazioni furono realizzate principalmente ai sensi della Legge 342/2000 e della Legge 448/2001. All’epoca l’aliquota era molto più alta (19%), ma necessaria per “ripulire” i valori di carico storici della rete, che risalivano a decenni precedenti.