Ma quale liberalizzazione?

Grande agitazione in vista della fine del mercato tutelato:venti milioni di consumatori presi in giro da vent’anni di promesse di risparmi, di contatori illegali e di bollette incomprensibili che dovranno scegliere un nuovo fornitore.

Gli unici a non capire cosa stia succedendo sono proprio loro, i consumatori, perseguitati ogni giorno da fornitori insistenti e da offerte incomprensibili. In vent’anni non si é visto alcun risparmio in bolletta e i consumatori sono stati volutamente mantenuti nell’ ignoranza: non sanno quanto consumano, quanto e come pagano le bollette più care in Europa.

La distribuzione é solidamente in mano a Enel che misura tutta l’energia, consumata e prodotta, ne controlla la produzione e – dicono gli esperti del ministero – il 73% della vendita.

Le bollette sono bancomat gravate da una tale serie di balzelli e tasse che é ormai impossibile quantificare la pura energia elettrica, prodotto originario della transazione.

Sono bastati pochi di anni di liberalizzazione del mercato all’ingrosso per fare pulizia dei traders parassiti e far lievitare i prezzi, con grande soddisfazione dei produttori che ricominciano a fare soldi.

Messa in sicurezza Enel e sodali, adesso intervengono gli esperti del ministero che propongono di introdurre un tetto antitrust progressivo al solo operatore dominante, ossia Enel, considerando che la posizione dominante dei distributori locali delle grandi città “non appare in sé lesiva della concorrenza”.

La prevista riduzione del monopolio é onirica: 60% al 2019, 50% al 2020, 40% al 2021, 30% nel 2022.

Quindi, nel 2023, i consumatori che non avranno ancora scelto il fornitore verranno messi all’asta con gare che saranno organizzate, e gestite da un soggetto terzo, quale l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ( fantastico!) o l’Autorità per l’energia.

“Al di là dell’eventuale violazione delle norme antitrust già vigenti” è l’unico riferimento ad una Autorità antitrust che ignora da sempre la situazione.

È ora il momento di convegni e simposi dove blaterare sulla centralità del consumatore che però deve restare inconsapevole – Girotto M5S – e al quale gettare qualche bonus ogni tanto, senza che capisca perché lo riceve.

Un’attenta lettura del rapporto Enel al settembre 2017 dà un idea di cosa sta succedendo.

8 pensieri su “Ma quale liberalizzazione?

  1. La liberalizzazione quale panacea contro dello strapotere del monopolista e degli oligopolisti.

    Egr. Ing. Beltrame, apprezzo molto il commento della liberalizzazione del mercato dell’energia che si è prodotta in Italia; siamo in realtà passati dal Monopolismo di Stato all’ Oligopolismo dei Big: ma non certamente pervenuti alla liberalizzazione.

    Ad Economia Politica mi hanno insegnato che nei sistemi Centralisti è lo Stato che decide cosa produrre, con quali modi farlo e quanto produrre. Nei sistemi ove vige invece il liberismo economico, l’iniziativa economica spetta al Privato, è lui che decide quali beni produrre, il modo in cui farlo, combinare i fattori della produzione “Capitale-Lavoro” pervenendo alla loro ottimizzazione allo scopo di immettere sul Mercato beni a prezzi più bassi e, qualitativamente competitivi.

    Lo Stato Italiano, con la Costituente del 1948 ha scelto il modello economico liberista: tanto che alcuni cattedratici amano parlare di Costituzione Economica. Andiamo a vedere poi a vedere in concreto cos’è successo. Chi produce l’Energia la rivende ai commercianti al minuto, i quali tramite i Trasportatori, i quali proprietari delle reti di trasporto e dei sistemi di Misura, dopo averla misurata, la consegnano ai Consumatori privati: Imprese e famiglie.

    Ed è qui nasce il FarWest. Il gas, una volta misurato col contatore che, in violazione di legge può essere anche vecchio di 40 anni e più, fornisce il risultato della misurazione in metri cubi; il Venditore gli applica un bel coefficiente di correzione C – di solito sempre maggiore di 1 – con l’effetto che in bolletta non ci va la lettura del contatore ma un numero sempre maggiore: alla faccia della trasparenza, del liberismo economico e della Legge !

    Dalla sintassi italiana deduco che se devo utilizzare un correttore, questo significa che il contatore non “conteggia” correttamente: ma allora lo Stato che ha il potere/dovere di controllo sulla misura che fa ? S’inventa un Organismo chiamato Autority e gli affida come funzione principale, gli inglesi direbbero la “Mission” di Regolare il Mercato. Infatti l’A.E.E.G.S.I. è Organo regolatore per definizione. Per un Costituzionalista, la necessità di ricorrere ad un’ Autority è la palese dimostrazione che il Mercato non si dispiega secondo le regole del “Liberismo economico” come dovrebbe: occorre un Ente apposito che abbia come compito che tale mercato rispetti le regole scritte in Costituzione in tema di Economia e Mercato. Il risultato è sotto gli occhi di tutti.

    Quanti capiscono quel che viene scritto in bolletta ? Ovvero concepiscono appieno se le voci di spesa che costituiscono la bolletta stessa siano giuste o meno ?

    Partendo dalla vice principale, costituita dalla quantità d’energia consumata (che però non è quella indicata dal contatore), rilevo che, nel caso del gas, è la lettura corretta …! E lo Stato sta a guardare.
    Quanti conoscono se il costo del trasporto è corretto ? Ho visto Bollette dell’elettricità ove a fronte di un consumo di energia pari a zero kWh, venivano esposti sia il costo del consumo che quello del trasporto.
    Ma se il consumo di energia elettrica è zero, la bolletta non dovrebbe indicare costi di nessuna natura: ma così non è, perché ci sono anche gli oneri sistema (che quasi nessuno sa spiegare cosa siano e come vengono calcolati), poi c’è l’Accisa, e, dulcis in fundo l’IVA: ovvero la tassa sulla tassa, che costituisce un’infernale meccanismo che vìola un precetto di rango costituzionale.

    Era questo il liberismo economico promesso dalla Costituzione del 1948, per la cui promulgazione è stato versato il sangue di migliaia di vite umane – giovani vite, vero futuro della Società post bellica – per addivenire a tale stato di cose ?

    Tutto ciò, caro Ing. Beltrame, mi fa sovvenire il detto, di grandissima attualità, del grande Massimo D’Azeglio:
    «Abbiamo fatto l’Italia. Ora si tratta di fare gli italiani».

    Il cavaliere Nero

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  2. Oltre alle competenze per affrontare la singolare fattispecie, la cosa più grave è che si opera in malafede, e a tutela di chi ha da sempre il controllo del mercato.

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  3. Il mercato italiano del energia non potrà mai essere trasparente, altrimenti chi ha affrontato con la propria famiglia il mercato libero, capirebbe che è una bufala fatto in questo modo,se non lo ha già capito.

    Crei un mercato pieno di insidie, lasciando carta bianca a chiunque di sguazzare e falciare le famiglie che ci cascano. Lasci un concorrente come Acquirente Unico che fa i prezzi politici per poi recuperare con perequazioni varie. Questo trimestre, per poter dire che l’energia cala – balla colossale – hanno tarato il dispacciamento a 9 €/MWh sul tutelato. Secondo lei il mercato libero se lo potrà permettere? Ma a loro cosa importa, tanto mica lo sa il cliente cosa paga e perché. Non sa che ormai la sua fattura è composta solo del 20/25% di costo energetico e il resto sono accessori.

    Tutto un mondo nebuloso a puro vantaggio dei soliti noti.

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