Risparmiare sarebbe anche possibile se sapessimo quanto consumiamo, invece tutti sanno quanto pagano ma pochi quanto consumano.
Non occorre leggere i contatori visto le bollette addebitano consumi stimati.
Per Arera sono 35 milioni degli utenti del gas e 10 milioni di utenti di energia elettrica che pagano consumi stimati.
Essendo i consumi stimati sempre maggiori di quelli reali, sono miliardi gli euro versati in anticipo.
Allo stato vanno così più accise e tasse mentre le società del settore presentano ottimi bilanci.
In tanti vivono sulle nostre bollette e il consumatore é diventato solo merce di scambio nelle operazioni di M&A.
Molti utenti non sanno neppure quale sia il proprio contatore; tutti si fidano di contatori vetusti, imprecisi o illegali, e appoggiano le bollette in banca senza rendersi conto di quello che fanno.
Quando poi arriva la bolletta di conguaglio, la rateizzazione è proposta in automatico e senza chiedere neppure scusa.
Adesso si sono inventati il tentativo di conciliazione, senza il quale non é possibile contestare.
Un altro “fuori gioco” dell’Autorità, perché questa non é regolazione del mercato.
Ci vogliono mesi per riuscire a far valere i propri diritti.
Ma se a milioni di consumatori non interessa neppure quanto consumano è del tutto inutile rifilare loro contatori sempre più sofisticati e a loro carico.
A chi servono in realtà i nuovi contatori?
Raccontano balle dicendo che serve a noi, raccontano balle dicendo che é gratis e quando non sanno più cosa dire ecco che “lo chiede l’Europa”.
Ti fanno passare anche da stupida perché “danno tutto per scontato” esattamente come il loro metodo cd presuntivo di rilevazione dei consumi , l’utilità del o della consumatore-ce è un arma a doppio taglio soprattutto nelle utenze cd domestiche, i contenziosi non avranno mai una fine…
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Egr.dott. Beltrame
La prima considerazione che faccio, in merito a quanto scritto, è quella che i cittadini magari sanno dove si trova il contatore dell’energia elettrica ma non lo sanno leggere perché da quando è stato installato nessuno della società fornitrici si è preso la briga di istruirlo nè tantomeno di fornire loro un libretto di istruzioni che, normalmente, accompagna qualsiasi apparecchiatura.
Già questa considerazione fa capire come le società distributrici ma soprattutto quelle fornitrici del servizio abbiano tutto l’interesse a non fornire ai loro clienti quelle informazioni che, forse , renderebbero più chiaro il rapporto cliente/società.
Inoltre quello che mi sorprende è la sovrapposizione dei ruoli dei vari enti o Ministeri: da quando la legge che ha creato il Garante gli ha dato l’opportunità di emettere delibere che non le competono?
Ma siamo in Italia dove esiste un detto: fatta la legge trovato l’inganno.
Questa è la situazione che si è venuta a creare in Italia dove la legge fatta in Parlamento è completamente disattesa all’atto pratico proprio da quelle società e da quegli enti che dovrebbero applicarla.
E’ chiaro che questa situazione andrà avanti fino a quando la maggioranza dei cittadini non prenderà coscienza che la maggior parte delle società emette fatture in molti casi non congrui con i consumi effettivi: il bello che lo stato ha dato loro l’opportunità di emettere fatture di conguaglio entro cinque anni dalla data di stipula del contratto.
Quello che sorprende, però, è il fatto che, quando sono richieste documentazioni in merito alle fatture di conguaglio, le società fanno orecchie da mercante: semplicemente non rispondono.
Per non parlare della richiesta fatta in merito al certificato di conformità e del libretto di istruzioni richiesto a ENEL ENERGIA SPA, mai pervenuti.
Fino a quando le grandi società saranno coperte dalla politica per interessi che vanno al di là degli scopi con cui sono nate, non sarà possibile al cittadino contrastare queste soprusi.
Per quanto sopra sono molto scettico che il rapporto cliente/società di servizi sia, per il futuro, un rapporto realistico che dia al cliente l’opportunità di far valere le sue ragioni e soprattutto coloro che hanno il compito di legiferare non siano d’accordo con le stesse socieàtà che dovrebbero applicare le leggi.
Distinti saluti Giuseppe Costantini
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