Paghiamo noi la linea che non va

La linea di trasmissione elettrica Sorgente – Rizziconi, che collega la Sicilia al continente, è costata 700 milioni di euro, tutti pagati con le bollette, ma non é ancora in funzione.

L’iter burocratico per la sua costruzione inizia nel 2003 e nel tempo i vincoli ambientali si sono modificati. I piloni della linea, situati in comuni diversi, sono così finiti nel mirino degli ambientalisti, che ne hanno ottenuto il sequestro.

Il mancato utilizzo ci costa, ogni anno in bolletta, più di mezzo miliardo di euro perché la linea doveva trasmettere energia meno cara alla Sicilia, dove produrla costa invece molto di più e dove il prezzo é diventato politico, perché l’energia elettrica siciliana é stata commissariata dal governo.

Il destino della linea, i cui pali vengono  sequestrati uno alla volta, sembra sposare le resistenze isolane e condizionare le scelte del governo che concede la proroga di ulteriori 2 anni per il completamento definitivo dei lavori dell’elettrodotto al febbraio 2018.

Il decreto interministeriale di autorizzazione datato 20 febbraio 2009 poneva un primo limite di cinque anni per il completamento definitivo dei lavori, quindi inizialmente fissato al febbraio 2014, successivamente prorogato di due anni.

Se per fare una linea, essenziale come questa, ci vogliono dieci anni, e se ogni anno di ritardo garantisce ai produttori siciliani mezzo miliardo di euro, Terna non può restare fuori dalla torta e infatti ha chiuso il 2015 con ricavi per la prima volta sopra i 2 miliardi, a 2,07 mld contro i 1,996 mld del 2014, l’Ebitda sale a 1,53 mld contro gli 1,49 mld del 2014 e gli investimenti totali ammontano a circa 1,1 mld.

 

3 pensieri su “Paghiamo noi la linea che non va

  1. Sorgente-Rizziconi, slitta a maggio l’udienza sul palo n. 40

    Il Tribunale di Messina rinvia per questioni procedurali (mancate notifiche)

    Per questioni procedurali slitta a inizio maggio (probabilmente il 3)
    l’udienza di merito del Tribunale di Messina sul sequestro del palo n. 40
    dell’elettrodotto Sorgente-Rizziconi.
    Il rinvio è stato deciso oggi dal giudice monocratico a seguito di mancate
    notifiche, tra gli altri, al legale difensore di Terna, Giulia Bongiorno.
    Come noto, a luglio la società aveva ottenuto il dissequestro ma ora la
    questione deve essere dibattuta nel merito. Nel frattempo, a fine gennaio
    la Procura messinese ha notificato un nuovo sequestro, relativo questa
    volta al sostegno n. 45. Terna ha comunque ribadito la propria intenzione
    di far entrare in esercizio il cavo entro il 1° semestre 2016, o comunque
    entro l’anno.

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  2. renzo no prendiamocela con la magistratura, la magistratura applica le leggi e secondo me il giudice ha fatto bene.
    aspettiamo la cassazione in tempi strettissimi. la linea doveva andare in servizio 4 anni fa! c’è qualcosa che non torna.
    forse ci sono altri interessi contro la linea ma ho già scritto sull’argomento ( vedi il link dell’articolo ).
    strano comunque che sia un unico palo su, che ne so, 700 ? aiutami. ciao

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    • Hai ragione.
      Sappiamo che oggi hanno fatto un’opera costosissima con cavo sottomarino a 380 kV ac e parecchia in tunnels.
      Hanno così compensato la mafia del movimento inerti, i cogliastri ambientalari con l’interramento.
      Alla fine il conto lo pagano i pantalone.
      Mandi

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