Uncle Sam on Nord Stream

September 2015

“Why would you support Ukraine with one hand and strangle it with the other” Deputy Assistant Secretary for Energy Diplomacy, Robin Dunnigan, told a conference of policymakers. “Cutting off all gas transit through Ukraine would deprive it of $2.2 billion in annual revenue”.

According to Dunningan,the Nord Stream 2 pipeline,born to boost Russian gas supplies to Germany, shell deprive Ukraine in transit fees and runs counter to the EU’s goal of reducing its energy reliance on Russia.

Russia’s Gazprom sends today 55 billion cubic meters per year to Germany, across the Baltic via the Nord Stream 1, and with the new project shall double this capacity. Gazprom sends also a large volume of gas to EU via Ukraine but is willing to bypass this route, via a new pipeline through Turkey.

Gazprom recently formed up a consortium with E.ON , BASF/Wintershall, OMV, ENGIE and Royal Dutch Shell for the Nord Stream-2 with a cost of 10 billion euros.

While the EU and USA have imposed sanctions on Russia, because of its annexation of Crimea and its support to the separatist rebels, energy ties between Moscow and Europe get stronger.Russia provides around one third of the EU’s energy needs.

According to Dunningan: “North Stream-2 actually threatens not only Ukraine’s survivability and their resources, but it is a risk to fuel diversification in Europe, especially southeastern Europe”.

Dunningan should not forget that the gas bill of Ukraine, for billions of dollars every year, is paid by Europe. The only way for Europe to guarantee the passage of the gas through Ukraine. Furthermore the american shale gas will not be competitive in Europe.

The gas war has just started and the winter shall roll the dices.

February 2022

Mr. Biden’s ideas just before Russia entered Ucraina

https://t.co/DSU3ODbcf3

September 2022

The pipeline is bombed.

Non paghi? Stacco tutto!

Meglio prepararsi

Stanno per riaccendere i riscaldamenti e molti rischiano di restare senza gas.

Meglio quindi verificare i contratti che possono venire risolti anche così.

Sono circa una settantina – di 250 – le società che non saranno in grado di sostenere le condizioni di un mercato fuori controllo; per reperire gas, a un prezzo anche dieci volte superiore rispetto a quello di un anno fa, dovrebbero emettere garanzie bancarie che non possono emettere e assumersi il rischio di non essere pagate dai clienti finali.

Per primi verranno abbandonati i “cattivi” pagatori, come per es. i condomìni, che passeranno alla FUI, fornitura di ultima istanza.

Un mercato, quello della salvaguardia, che dovrà presto essere finanziato perché non è stata previsto, né capitalizzato per un’economia di guerra.

A breve la morosità aumenterà esponenzialmente mettendo in crisi tutto il sistema.

D’altro canto la “liberalizzazione all’italiana” ha creato centinaia di fornitori, che agiscono senza alcun controllo e senza un albo, lasciando i consumatori in balia di società senza scrupoli, destinate ora a sparire.

Dopo la tempesta ne resteranno una trentina, come negli altri paesi europei.

I sopravvissuti chiederanno pagamenti anticipati e garanzie che si aggiungeranno alla quota della materia prima: per i clienti finali, i condomìni, la spesa del riscaldamento del prossimo inverno triplicherà, ammesso che il gas ci sia.

E questo solo per scaldarci!

Le industrie avevano già capito in luglio quale sarebbe stato il loro destino!

I più bravi CFO si erano coperti con prodotti derivati per il 2022, ma non per il 2023.

Salvo qualche pezza messa dal governo, mentre a Berlino sono già cominciati i razionamenti, continuiamo a bearci sulle percentuali di riempimento degli stoccaggi senza spiegare ai cittadini che se farà freddo e senza il gas russo, arriveremo a malapena a fine anno.

L’anno termico inizia infatti il 1° ottobre, ed entro il 12 settembre i distributori di gas dovevano prenotare la capacità di trasporto a Snam. Ma circa un terzo, dei 70 miliardi di metri cubi che l’Italia mediamente consuma in un anno, sono ancora senza contratto.

Come consumare meno

Consigli pratici

La bolletta è diventata quasi tutta materia prima e quindi per risparmiare dovremo consumare meno.

In attesa dei necessari razionamenti, qualche consiglio:

  1. Sapere quanto consumate, in kWh e m3 di gas. Leggete i contatori!
  2. Verificare i numeri che leggete sui contatori con quelli delle bollette.
  3. Limitare la potenza contrattuale: una famiglia di quattro persone deve gestire una potenza massima di 3 kW utilizzando un elettrodomestico alla volta, magari di notte e a pieno carico.
  4. Non cambiare fornitore senza capire tutte le condizioni che vi offre. Evitare fornitori non referenziati.
  5. Non comunicare mai al telefono, o compilare moduli sulle piattaforme internet, con i dati sensibili delle vostre forniture che sono il numero di POD per la luce e il PDR per il gas.
  6. Annullare l’addebito diretto in banca perché solo in questo modo sarete costretti a capire cosa pagate.
  7. Dopo avere verificato le bollette, dovete pagarle nei termini perché i morosi verranno “staccati” per primi.
  8. Dovete verificare tutti i termostati di casa, dal boiler dell’acqua calda al frigorifero e alle valvole termostatiche dei termosifoni.
  9. Se usate il gas solo per cucinare, sostituitelo con piastre a induzione.
  10. Usate lampade a led e spegnete tutti gli apparecchi elettronici in stand-by, dal televisore allo stereo, dai computers alla Wi-Fi etc.
  11. Cambiate tutti i vecchi elettrodomestici energivori con i nuovi A++, utilizzare programmi eco sui nuovi e a pieno carico

Alla disperata ricerca di gas

Alla canna del gas

Ci voleva la guerra perché ci rendessimo conto di dipendere dal gas russo e di aver lasciato sotto terra il nostro.

Con il risultato che il prossimo inverno, senza il gas russo, potremo solamente indossare golf più pesanti.

Invece di incominciare a risparmiarlo, o perlomeno capire come potremmo ridurne il consumo quando sarà necessario, dobbiamo assistere ai viaggi della speranza del governo alla ricerca di gas che, sappiamo già, non potrà essere disponibile prima di un paio d’anni.

In attesa dell’autunno e delle bollette che molti non saranno in grado di pagare,sarebbe opportuno fare un po’ d’ordine nella misurazione del gas, che potrebbe regalarci qualche piacevole sorpresa del tipo: c’è più gas di quello che viene misurato!

Ci sono tre bachi nella misurazione e nella fatturazione del gas naturale: lo standard metro cubo, il potere calorifico superiore del gas e i sistemi di misurazione installati all’arrivo dei gasdotti in Italia.

1) Le bollette fatturano Sm3 – standard metri cubi – che non è un’unità di misura legale – l’unità di misura legale è il m3 – mentre il gas all’ingrosso si paga in MWh. In tutta Europa le bollette addebitano kWh . In Italia lo Sm3 non è l’unità di fatturazione che invece è l’euro.

2) Il PCS – potere calorifico superiore – del gas viene stabilito dalla Snam Rete Gas controllata da CDP, azionista di riferimento ENI. Il conflitto d’interesse é evidente.

3) I sistemi di misurazione del gas in entrata nel paese sono stati sottratti ai controlli della Metrologa Legale. L’inchiesta della Procura di Milano del 2008 é stata bloccata da un decreto, poi convertito in legge, che non ha risolto il problema. Una legge che è in contrasto con la Direttiva 2004/22/CE entrata in vigore in Italia nel marzo del 2007.

Sono tre anomalie che risalgono al 1997 e che il Mise non ha mai voluto risolvere, autentici tabù che non possono e non devono essere abbattuti!

Claudio Capozza – Edoardo Beltrame

Cronaca di un disastro annunciato

Dilettanti allo sbaraglio

La tempesta energetica abbattutasi sull’Europa negli ultimi nove mesi è stata affrontata male e se ne sottovalutano ancora i rischi.

La situazione dura ormai da otto mesi e la guerra in Ucraina l’ha solamente peggiorata.

A dicembre 2021 solamente gli addetti ai lavori si resero conto di cosa stava accadendo ma non lanciarono allarmi perché con questi questi chiari di luna gli affari prosperano e i risultati delle semestrali lo provano.

Di certo il governo sottovalutó il pericolo e il ministro Cingolani dichiarò serafico che i prezzi sarebbero scesi a marzo, un profeta!

Due mesi prima, Il parlamento europeo decideva che le fonti fossili non avrebbero avuto futuro in Europa.

E specialmente il gas della Russia sotto embargo, negando in pratica che quel gas rappresentava, e tuttora rappresenta, la fonte energetica principale europea.

Gli americani piazzavano il loro gas liquefatto in Europa in concorrenza con il gasdotto Nordstream che avrebbe invece reso autonomi i tedeschi.

I russi stavano già facendo una montagna soldi da settembre, soldi con i quali avrebbero finanziato Putin nell’invasione dell’Ucraina.

Finita la raccolta, a fine febbraio, la Russia invade l’Ucraina ma nonostante le immediate e ulterori sanzioni, il flusso del gas russo non s’interrompe.

Pochi giorni prima dell’invasione, Biden minacciava la distruzione del Nordstream se la Russia avesse perseguito il suo obbiettivo.

Era il segnale inequivocabile che sarebbe stato il gas a tenere banco nei mesi successivi e che il prezzo non sarebbe più sceso.

Appena Biden promette a Ursula 15 miliardi di m3 di liquefatto, un nulla per la domanda europea, un incidente agli impianti in Texas fa capire che la promessa resterà tale.

Siamo in agosto, il prezzo del gas é quello di dicembre e Arera scrive che le bollette dell’ultimo trimestre di quest’anno potrebbero raddoppiare rispetto a quanto paghiamo oggi!

Il conto, solo per tamponare la situazione, è arrivato a 50 miliardi di euro e stiamo riempiendo gli stoccaggi a prezzi stellari.

Ma il rischio é di non avere gas il prossimo inverno, nonostante le rassicurazioni di gente totalmente inattendibile.

Continuano ad illudere la gente sul livello degli stoccaggi che però, senza un flusso normale di importazione, non servono a nulla.

Gli errori in effetti sono stati madornali, come quello di inseguire gli Stati Uniti in un’avventura simile a quelle già vista nei Balcani.

L’idea di poter fare a meno del gas russo è stato un altro errore di Bruxelles. Meglio sarebbe stato parlarne con i russi, ma la Russia era sotto embargo dal 2015 per l’invasione della Crimea.

La rinuncia al gas russo, che nel frattempo l’Europa ha dichiarato “green” assieme al nucleare, ha portato alla riapertura delle centrali a carbone e di quelle nucleari.

Per tentare di fare a meno del gas russo siamo andati a elemosinarlo proprio dagli storici alleati dei russi in Africa, dimenticandoci che il cartello del gas europeo è sempre stato controllato dai russi.

Sono caduti governi,tra cui il nostro,e l’Europa è divisa come non mai: ogni paese cerca di sopravvivere a prescindere dell’interesse comune che, in campo energetico, non può esistere.

I tedeschi hanno già deciso di razionare, i francesi pure, e hanno il nucleare, noi ancora no perché “dicono” stiamo meglio di loro e poi abbiamo il sole e lo stellone italico e c’è la caviamo sempre!

Ma il rischio, enorme e ancora sottovalutato, é che la partita a poker con i russi, dove si puntano sanzioni e ritorsioni, diventerà pericolosa quando comincerà a far freddo perché, con il freddo, i russi hanno sempre vinto.

Dicembre 2021

Gas a Milano – confronto bollette

Le due bollette, dello stesso utente, sono relative allo stesso periodo dell’anno: prima bolletta del 2021 e prima bolletta del 2022.

L’utente ha consumato 100 metri cubi in meno e ha pagato 322 € in più.

Il prezzo unitario lordo del gas passa da 0,61 €/Smc a 1,48€/Smc con un aumento di due volte e mezza, nonostante gli interventi del governo: una riduzione di 2/3 degli oneri di sistema, e una diminuzione di imposte e IVA.

I media dovrebbero dare così le notizie: aumenti in periodi omogenei!

Tra tre mesi arriverà il conguaglio del riscaldamento e rifaremo i conti su quello!

Trivelliamo?

Nel 2018 ENI era ottimista sul potenziale del gas in Adriatico.

Dopo due governi nimby, spinto gridano dall’emergenza e dai partiti che sbraitano sul costo delle bollette, il governo ha deciso.

Con esclusione del golfo di Venezia, che se si fanno i buchi sprofonda, sono state individuate le aree da dare in concessione.

Tra gare e valutazioni dell’impatto ambientale, a correre ci vorranno un paio d’anni per iniziare a costruire, o rimettere a posto le vecchie e arrugginite piattaforme, e per posare i tubi per la connessione con la rete nazionale.

Con un certo ottimismo si incomincerà ad estrarre gas non prima del 2027.

Ma di quanto gas parliamo?

Ammettendo che le riserve siano di circa 70 miliardi m3, si può ipotizzare di poterne estrarre,a regime, 4/5 miliardi di m3/anno, ai quali vanno aggiunti i 3/4 miliardi che già estraiamo annualmente.

Per una produzione totale di 7/9 miliardi di m3/anno, degli oltre 70 che consumiamo mediamente in un anno.

Un incremento importante, ma non così rilevante da comportare una riduzione apprezzabile del prezzo per il consumatore.

Va infatti sfatato il mito del “se è italiano costa meno” perché il prezzo lo fa il mercato, come abbiamo purtroppo imparato in questi mesi.

Quali quindi i reali vantaggi?

  • il beneficio ambientale, il gas che non deve essere trasportato dalla Russia, viene compensato dell’inquinamento, tutt’altro che trascurabile, che la produzione di gas comporta;
  • la creazione di nuovi posti di lavoro;
  • le royalties, che lo Stato intascherebbe ma che dovrebbero essere subito investite nel settore energetico e
  • qualche prebenda ai comuni costieri interessati, come successo per il petrolio in Basilicata

Il gatto e la volpe

Sempre più numerose le società che pretendono di aiutare i consumatori nella scelta dei fornitori di luce, gas e telefonia.

Fanno il lavoro che ogni consumatore dovrebbe fare per rendersi conto di quanto spende per le sue utenze.

Ma è un falso aiuto, non privo di rischi!

È talmente semplice entrare in queste piattaforme da non rendersi conto del rischio e delle conseguenze di dare informazioni sensibili, che invece vanno tenute riservate. Una volta digitate, diventano una merce molto preziosa.

I comparatori vivono su questi dati che vengono pagati molto bene, a prescindere dalla percentuale sui contratti andati a buon fine.

Ma anche con i comparatori di offerte ci sono sorprese, come racconta un lettore del blog.

Due mesi dopo aver definito le condizioni di fornitura di energia elettrica con il comparatore, viene chiamato dal call center del fornitore che gli propone di “rimodulare la tariffa” perché “gli oneri di sistema aumenteranno del 40%”.

Il lettore sa che é una balla e il tono dell’operatore è quello di farlo recedere dal contratto appena firmato.

Dopo una verifica della documentazione contrattuale (65 pagg) scopre anche che la tariffa è più alta di quella concordata.

Richiama il comparatore che invece la conferma, indirizzandolo nuovamente al fornitore che il lettore dovrà contattare, per capire dov’è finita la differenza.

Quindi nulla è facile e tantomeno gratuito!

Meglio capire da soli quanto consumiamo e quanto paghiamo, non raccontare i fatti vostri a sconosciuti, non riempire moduli web con i vostri dati sensibili e non sottoscrivere nuovi contratti in questi mesi per evitare il peggio.


I nuovi contatori del gas

I contatori del gas andrebbero sostituiti dopo un certo numero di anni di funzionamento, in base alla precisione di misurazione, rilevata a campione.

E’ il metodo seguito da molti paesi europei oltre ad essere il più logico.

In Italia invece, anche se firmato dal ministro, non venne mai pubblicato in G.U. il decreto attuativo di una legge del 1991, senza il quale i contatori del gas possono, legalmente, funzionare in eterno.

Nel 2008, sollecitata dall’inchiesta della Procura di Milano sul gas – che aveva scoperto contatori di sessanta anni – l’Autorità per l’energia segnalò, a Governo e Parlamento, gravi problemi di metrologia legale – tuttora aperti – e , senza aver ottenuto risposte, impose i contatori di tipo elettronico.

Incurante del fatto che la metrologia legale non fosse di propria competenza – i sistemi di misurazione del gas, cosi come imposti dall’autorità, non sono mai stati legalizzati e lo standard metro cubo non è un’unità di misura legale.

L’Autorità impose un programma di adeguamento dei contatori esistenti collegandoli ai convertitori di volume, che potevano trasmettere il dato di consumo.Ma alcuni contatori erano talmente malridotti e obsoleti che il dato non era per niente affidabile, e inaffidabile sarebbe stato trasmesso.

Tutti i PDR ( punto di riconsegna del gas) ne sarebbero stati interessati: prima quelli industriali e commerciali e poi le utenze domestiche.

Se, per i consumi industriali e commerciali, l’intervento poteva anche essere giustificato, tenuto conto del volume del gas in gioco, la sostituzione di decine di milioni di contatori domestici sembrò subito una forzatura, giustificata solamente dal fatto che i nuovi contatori sarebbero stati pagati dai consumatori.

Le società di distribuzione del gas, invece, avrebbero lucrato sui contatori e risparmiato sulle letture manuali.

Siamo arrivati all’ultima fase del programma a ci stanno sostituendo i contatori domestici; in Italia già paghiamo il gas più caro in Europa e il nuovo contatore ci costerà decine di euro in più all’anno, per i prossimi quindici.

Ai distributori costa solo 50/60€, possono ammortizzarlo al 130% e ottenere un premio ( pagato dai consumatori) se il programma di sostituzione, opportunamente concordato con Arera, viene mantenuto.

Ammortizzare un contatore in meno di un anno, e farselo pagare ogni anno per i successivi quindici, è già un ottimo affare, meglio però spremere i fabbricanti, comparsi dal nulla e disposti a tutto pur di vendere, con le tipiche gare al ribasso bandite dai distributori.

Così, qualità e funzionalità di milioni di contatori, sono pessime: molti presentano evidenti difetti di misurazione – definite, da chi li gestisce, “anomalie metrologiche” – e i due terzi dei dati di consumo teletrasmessi vanno persi, con il risultato che le bollette ci fatturano i consumi stimati.

Cioè tutto come prima con l’aggravante che il consumatore paga un contatore complicato e che non gli serve, oltre ad un servizio di misurazione inesistente, a unico vantaggio dei distributori che rimandano qualsiasi intervento sulle reti di distribuzione, anche quelle malandate, a beneficio delle sostituzioni.

Il consiglio é di rifiutarne la sostituzione, anche perché i contatori sono potenzialmente pericolosi, specialmente se installati all’interno delle abitazioni: c’è una valvola interna al contatore che può essere aperta o chiusa da remoto, che non va bene, e le batterie al litio potrebbero incendiarli.

Alla proposta di sostituzione, sarà sufficiente richiamare la delibera di Arera che dichiara che il progetto è ancora in alto mare.

Gli utenti, ai quali fosse già stato sostituito, dovranno continuare a comunicare l’autolettura per evitare sorprese.

Attenti al gas

Dieci decessi all’anno per fughe di gas sono considerati “fisiologici”, ma quanti sono gli incidenti che non ne provocano?

Il pericolo è sottovalutato, specialmente nelle abitazioni più vecchie, dove il fornitore è lo stesso da anni,se non decenni.

I nuovi contratti prevedono infatti la sospensione della fornitura, in caso di morosità, agendo da remoto su una valvola posta all’interno del contatore.

Quando il cliente paga, la valvola viene riaperta, sempre da remoto, ma cosa succede se la valvola viene riaperta e l’impianto a valle non è sicuro?

Una volta, al cliente moroso veniva sigillato il contatore, una procedura costosa ma sicura, mentre oggi si manda un impulso e la valvola si chiude, lasciando in campo uno strumento potenzialmente pericoloso e soggetto a manomissioni.

I contratti prevedono chiare responsabilità: il fornitore ci vende il gas, il distributore ce lo porta e lo misura, ma dal contatore in poi sono tutti problemi del cliente finale.

A meno di emergenze segnalate dal cliente, l’utente non ha mai rapporti diretti con il distributore, anzi pochi utenti sanno chi sia.

Per la cronaca, sono i distributori che ci stanno sostituendo i contatori è ci avvisano ma senza passare dal nostro fornitore.

In passato, distribuzione e vendita facevano capo alla stessa società, che aveva tutto l’interesse a garantire ai clienti la sicurezza dell’impianto; con la liberalizzazione del mercato, e la separazione tra fornitura e distribuzione, il “post-contatore” è ora di responsabilità dell’utente.

Se, per esempio, il contatore è installato in un’area comune condominiale, l’utente risponde del tratto di tubazione a valle del contatore.

Gli amministratori dovrebbero informare i condòmini e provvedere alle verifiche.

I fornitori avvisano gli utenti che però non leggono oppure sottovalutano il problema.

Anche il nuovo contatore, che ci stanno sostituendo, presenta delle criticità essendo dotato di una valvola interna che può essere azionata da remoto.

ARERA – l’autorità per l’energia e il gas – ha ammesso l’uso della valvola ai soli  fini “gestionali”.

La valvola però non é normata ai fini della sicurezza e perché nessuno abbia sollevato il problema è un mistero.

Se il contatore è installato all’interno dell’abitazione, la sostituzione andrebbe rifiutata.

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