Aggiornamento gas

Razionamento?

Russia waiting for US sanctions

Premesso che il gas è, e sarà essenziale per non restare al buio, al freddo o al caldo, vediamo come siamo messi.

Un passo indietro: l’amministrazione Obama – con Biden vice – ha sempre osteggiato NS2, il secondo tubo del gasdotto russo-tedesco nel Baltico, voluto da Merkel, per sostenere l’industria tedesca, e dai russi che avrebbero investito nel settore gas in Germania.

Osteggiato da sempre anche da Bruxelles, il gasdotto non riceve il permesso di operare e salta definitivamente per aria dopo l’invasione dell’Ucraina, come promesso da Biden nella famosa conferenza.

Saltano i due tubi capaci trasportare in Germania 110 miliardi di metri cubi di gas all’anno; noi ne consumiamo 70.

Nel 2015, un terzo del consumo europeo arrivava dalla Russia attraverso l’Ucraina, che ne “tratteneva” una parte per scaldarsi.

La bolletta ucraina, e le garanzie ucraine ai russi, venivano regolarmente pagate dalla UE purché il gas transitasse regolarmente.

Un ricatto che è durato durante la guerra.

Adesso non arriva più ma il gasdotto non è stato danneggiato, come peraltro sono riparabili i due nord stream.

La prima amministrazione Trump, i suoi rapporti con Putin, e la manutenzione delle centrali nucleari francesi aveva fatto intravedere il ritorno al gas russo, poi tramontato definitivamente con Biden.

Con il risultato che il prezzo del gas é cinque volte quello del 2020.

Adesso arriva liquefatto via mare, buona parte è ancora russo e il resto è americano.

Gli europei hanno dovuto anche attrezzarsi in fretta con le infrastrutture di rigassificazione e ora devono ricostituire le scorte per il prossimo inverno.

Gli stoccaggi servono essenzialmente per tenere in pressione i gasdotti e per far funzionare le turbine.

In pratica per non restare al buio. Non servono per combattere il freddo!

Quando il ministro dice di aver contrattualizzato gli stoccaggi intende i serbatoi e non il gas da metterci dentro.

La riapertura di NS, anche se arrivasse la pace, non sembra comunque politicamente accettabile a Bruxelles.

E poi non conviene né ai russi né agli americani.

Converrebbe ai tedeschi che nel frattempo utilizzano “a manetta” il loro carbone.

Venendo all’Italia, la chiusura di Hormuz e la distruzione dei treni di liquefazione dell’impianto di Ras Laffan in Qatar, che ci garantivano 8 miliardi di metri cubi all’anno, sui 70 consumati, peggiorano la situazione.

Bernabé e De Scalzi, uno ex e l’altro attuale AD di Eni, sono stati molto chiari sulla gravità della situazione e tra cinque mesi dovremo rinunciare completamente al gas russo “se non verrà riportata la pace in Ucraina”,come afferma Meloni.

È molto probabile che, speriamo,la guerra finisca proprio per evitare il blocco totale.

Nel frattempo però non viene presa alcuna precauzione, come per esempio quella di sensibilizzare la popolazione a usare meno gas: un minimo razionamento potrebbe incrementare gli stoccaggi e un migliore utilizzo dei condizionatori potrebbe evitare i numerosi blackout da terzo mondo.

Solo chi, come me, ha vissuto l’austerity degli anni ’70 sa cosa significa restare senza benzina o andare a letto alle 22.30.

Per capirne di più potrebbe essere utile rileggere un rapporto dell’OIES del 2014 che analizzava le alternative europee di approvvigionamento e criticava il fatto che si valutano sempre le opzioni europee e non quelle dei russi che, essendo i padroni del gas, sono molto più “elastiche“.

Il rapporto concludeva che la reciproca dipendenza, tra Russia e Europa, presentava più vantaggi che svantaggi, anche perché l’Europa non sarebbe mai stata in grado di diversificare le fonti energetiche, se non a carissimo prezzo.

Dopo il “green deal” consumiamo sì meno gas ma ne siamo molto più dipendenti, e inoltre bruciamo carbone.

Il rapporto indicava,al 2030, un fabbisogno aggiuntivo di 200 miliardi di m3/anno e un prezzo – 20 €/MWh – che i russi, affermava il rapporto, sarebbero stati sempre in grado di garantire.

Oggi costa più del doppio, e se arrivasse di nuovo via tubo?

Il commercio globale annuo di GNL al 2030 era previsto in 700 miliardi di m3.

Oggi siamo già a 800!

Noi riceviamo sempre meno gas dall’Africa e quello che arriva dall’Algeria è in parte russo.

Uncle Sam on Nord Stream

September 2015

“Why would you support Ukraine with one hand and strangle it with the other” Deputy Assistant Secretary for Energy Diplomacy, Robin Dunnigan, told a conference of policymakers. “Cutting off all gas transit through Ukraine would deprive it of $2.2 billion in annual revenue”.

According to Dunningan,the Nord Stream 2 pipeline, born to boost Russian gas supplies to Germany, shell deprive Ukraine in transit fees and runs counter to the EU’s goal of reducing its energy reliance on Russia.

Russia’s Gazprom sends today 55 billion cubic meters per year to Germany, across the Baltic via the Nord Stream 1, and with the new project shall double this capacity. Gazprom sends also a large volume of gas to EU via Ukraine but is willing to bypass this route, via a new pipeline through Turkey.

Gazprom recently formed up a consortium with E.ON , BASF/Wintershall, OMV, ENGIE and Royal Dutch Shell for the Nord Stream-2 with a cost of 10 billion euros.

While the EU and USA have imposed sanctions on Russia, because of its annexation of Crimea and its support to the separatist rebels, energy ties between Moscow and Europe get stronger.Russia provides around one third of the EU’s energy needs.

According to Dunningan: “North Stream-2 actually threatens not only Ukraine’s survivability and their resources, but it is a risk to fuel diversification in Europe, especially southeastern Europe”.

Dunningan should not forget that the gas bill of Ukraine, for billions of dollars every year, is paid by Europe. The only way for Europe to guarantee the passage of the gas through Ukraine. Furthermore the american shale gas will not be competitive in Europe.

The gas war has just started and the winter shall roll the dices.

February 2022

Mr. Biden’s ideas just before Russia entered Ucraina

https://t.co/DSU3ODbcf3

September 2022

The pipeline is over!