L’attuale sistema elettrico italiano non è un libero mercato, ma un monopolio di Stato a forma societaria: il Governo controlla regole, le infrastrutture e i flussi finanziari mantenendo i benefici e scaricando i rischi sulle bollette dei consumatori.
La finta liberalizzazione, avviata con il Decreto Bersani, ha trasformato il costo del trasporto in un mezzo per incassare Oneri Generali di Sistema del tutto estranei al servizio.
La soluzione richiede un’operazione di pulizia strutturale: scorporare la tassazione impropria dalle bollette, separare nettamente le filiere pubbliche secondo le direttive UE e restituire competitività al tessuto produttivo nazionale.
Il Nodo Critico: La Diagnosi del Falso Mercato
L’architettura dell’energia in Italia soffre di un’inefficienza sistemica strutturata per proteggere la cassa pubblica a discapito della competitività d’impresa:
● Distorsione degli Oneri di Sistema: Attraverso il Decreto Legislativo 79/1999 (Decreto Bersani), lo Stato ha legato i contributi parafiscali e le scelte di politica industriale/ambientale alla voce “trasporto e gestione del contatore”. Questa scelta trasforma partite economiche avulse dai consumi in costi d’accesso alla rete.
● Coercizione Economica: Agganciare gli oneri di sistema al servizio essenziale di trasporto crea un meccanismo di ricatto operativo: chi rifiuta di pagare balzelli politici non viene gestito sul piano tributario, ma subisce il distacco dell’alimentazione elettrica.
● Conflitto di Interessi Statale: Attraverso il Ministero dell’Economia e delle Finanze, lo Stato riassume in sé ruoli incompatibili. Controlla la produzione e distribuzione (Enel/e-distribuzione), la trasmissione (Terna), la formazione del prezzo (GME), l’erogazione di incentivi (GSE) e la regolazione (ARERA). Lo Stato è contemporaneamente legislatore, arbitro, proprietario e beneficiario finanziario.
● Trasferimento Integrale del Rischio: L’incertezza e il rischio economico degli investimenti pubblici vengono azzerati per le partecipate e trasferiti integralmente sui bilanci delle aziende private e delle famiglie, che vedono la bolletta energetica pesare come una tassa di sovranità incontrollabile.
● Infrangimento delle Direttive UE: Nonostante la Direttiva UE 2019/944 (art. 43, comma 5) imponga la netta separazione tra chi gestisce la trasmissione e chi produce o vende energia, il modello italiano mantiene una convergenza sostanziale sotto l’egida dell’Esecutivo.
L’Alternativa
La proposta per azzerare questa rendita parassitaria non si fonda su posizioni ideologiche, ma su principi di sana gestione aziendale, trasparenza contabile e conformità europea.
(continua)