Ravvedimento in Inghilterra

Un articolo del Telegraph denunciava l’anno scorso i problemi degli smart meters: difficile controllo delle bollette, rilevamento dei dati di consumo simile a una lotteria, cattivo segnale di trasmissione, display illeggibile, sicurezza del software e privacy.

In definitiva, nessun risparmio per il consumatore.

Il governo, che inizialmente voleva sostituirli tutti entro il 2020, dopo i primi sette milioni ha fatto retromarcia perché la sostituzione aumenta solo le bollette.

Molto interessanti le recenti considerazioni di Ofgem – l’autorità inglese per l’energia – in merito ai diritti del consumatore.

In Italia la situazione é grottesca: l’incumbent – per i non addetti l’Enel – decide di punto in bianco, e senza chiedere il permesso a nessuno, di sostituire 44 milioni di contatori perché, non solo li costruisce ma potrà anche gestirli come meglio gli aggrada.

Per dare un minimo di ufficialità all’operazione, il cui costo sarà a totale carico dei consumatori, le specifiche vengono predisposte dall’Autorità per l’energia, che però non ha alcuna competenza in metrologia legale.

Con il risultato che il nuovo contatore diverrà parte di un sistema di misura illegale e sarà manipolabile da remoto dall’incumbent, che deciderà quanto consumiamo.

 

 

Spending review

Gli oneri di sistema delle bollette valgono 17 miliardi di euro all’anno e, prima di socializzarli, sarebbe corretto analizzarli fino all’ultimo euro e ridurli.

Sarebbe anche interessante capire come nutriamo le società che trasportano e distribuiscono energia elettrica e gas che, grazie a noi, conseguono margini operativi da record, con grande soddisfazione degli azionisti esteri.

Perché non c’è un Cottarelli di turno che riduca queste spese?

Saltano i primi operatori che non possono onorare i debiti e dobbiamo pagare tutti!

Perché non ci spiegano, prima di farci pagare ogni volta un extra diverso, quanti soldi incassa il sistema, facendoci consumare l’energia più cara in europa.

In Inghilterra, Ofgem – la locale autorità per energia – punta a risparmiare 5 miliardi di sterline nel periodo 2021-2026.

Risparmi che si otterranno mettendo un tetto ai dividendi, riducendo i periodi regolatori aprendo alla concorrenza la realizzazione di infrastrutture, abolendo la remunerazione di strutture inutilizzate e condividendo con gli utenti le efficienze realizzate.

Quindi richieste più stringenti per i business plan delle società di rete,  misure per assicurare che la capacità non utilizzata non gravi sulle bollette e misure di salvaguardia per i consumatori.

Un tetto ai prezzi retail dell’energia, come proposto dal governo, per i clienti domestici che non si riforniscono ancora sul mercato libero, e che, ancora oggi, sono il 60%; tetto da aggiornare ogni sei mesi.

Da noi niente di tutto questo, ma solo un costante aumento dei costi – freschi i 5,8 miliardi di euro del dimissionario Calenda – e delle bugie date  in pasto ai media, come l’ultima del costo di un caffè in più in bolletta per colpa degli utenti morosi.

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