Un contatore “spaziale”

La legge é chiara: “lo strumento deve essere dotato di un visualizzatore facilmente accessibile al consumatore, senza alcun ausilio”.

Eppure stanno sostituendo i vecchi contatori del gas – quelli con le tamburelle la cui lettura era a prova di stupido – con un aggeggio elettronico così complicato da non far capire quanto consumiamo ma in grado di toglierci il gas da remoto, se non paghiamo la bolletta

Questo é solo un esempio, tra i vari fabbricanti di contatori, che UNARETI, la società di distribuzione locale, sta installando a Milano.

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Se sarete riusciti a leggere, e ad eseguire in sequenza le operazioni previste dal foglietto lasciato sul contatore, sarete ormai degli esperti.

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Adesso chiedetevi come farete a controllare ogni volta che quanto vi addebitano è corretto, se lo farete regolarmente o non lo farete mai, quanto vi sta costando in bolletta uno strumento così sofisticato e quanto pagherete perché leggano, o magari stabiliscano da remoto, il vostro consumo.

Se poi dovrete fare una voltura leggete questo servizio chat.

Da ricordare che il gioiello di tecnologia viene imposto al consumatore per sensibilizzarlo sul risparmio energetico.

Un pensiero su “Un contatore “spaziale”

  1. Leggo, non senza stupore, che si stanno sostituendo i contatori del gas con il visualizzatore a tamburelle cifrate. Per legge dovrebbero essere già spariti dalla circolazione e invece ce ne sono ancora,vecchi di 40 anni!Però in questo strano paese si dà la precedenza all’operazione di sostituzione di contatori con contatori i”intelligenti”: i cosiddetti Smart Meters” 2.0.

    Quella Legge del 2008, prevedeva l’obbligo di sostituire i contatori domestici vecchi di 15 anni, affidando all’Autorità per l’energia Elettrica e il gas le “modalità di sostituzione”, L’autorità con svariate Delibere, la cui capostipite è la ARG/gas 155/08 ritardò oggettivamente la sostituzione. Nel frattempo a qualcuno venne in mente che erano maturi i tempi per inventare un nuovo contatore con molte più funzionalità: lettura da remoto, possibilità di interrompere il gas ai morosi, mettere a disposizione del consumatore una marea di dati schiacciando un solo bottone, etc.etc.

    I nuovi contatori, in realtà funzionano quasi tutti con l’antica camera di misura, prima fatta con pelle animale, poi in materiale sintetico. Ovvero il progresso metrologico dell’elemento sensore della grandezza metrologica conteggiata, ovvero il volume, non c’è stato !

    Quanto poi invece alle innumerevoli funzioni puramente gestionali, qui cominciano le vere sorprese !
    Tali contatori sono stati omologati secondo la Direttiva MID – ovvero la Dirrettiva 2004/22/CE – secondo la quale il dato che fa fede tra le parti è l’indicazione del volume che appare sul visualizzatore del contatore , sia che sia realizzato ancora a tamburelle cifrate, oppure di tipo elettronico: il dato trasmesso a distanza non fa fede in rapporto con terzi. Ma allora dov’è la rivoluzione?

    Da un fogliettino di istruzioni lasciato sul contatore, si scopre che devo pigiare x volte un tasto per accedere ad una determinata funzione: siamo certi che un funzionamento così macchinoso non vìoli una regola della MID che dice ” “lo strumento deve essere dotato di un visualizzatore facilmente accessibile al consumatore, senza alcun ausilio”. Qui tutto appare, fuorché facile !

    Quanto poi alla modalità di trasmissione dei dati, al protocollo utilizzato, alla sicurezza metrologica dei dati dal contatore a remoto e viceversa: il buio più assoluto. Non è dato sapere come tutto avviene e quali misure siano state attuate dal Costruttore e dal Distributore affinché eventuali impulsi o disturbi casuali vengano correttamente gestiti allo scopo di non interferire nel risultato della misurazione.

    La Direttiva MID prescrive: “Uno strumento di misura deve essere concepito in modo da consentire il controllo delle sue funzioni successivamente alla sua commercializzazione e al suo impiego. Se necessario dovranno essere previsti come parte dello strumento un’attrezzatura speciale o un software ai fini di tale controllo. La procedura di prova va descritta nel manuale d’istruzioni.
    Se a uno strumento di misura è collegato un software, che svolge altre funzioni oltre alla misurazione, il software che risulti critico ai fini delle caratteristiche metrologiche deve essere identificabile e non può essere influenzato in modo inammissibile dal software collegato”.

    Francamente non ho visto alcunché di tutto quanto previsto dal legislatore Comunitario.

    Quanto al problema della protezione dall’alterazione, la MID prescrive: “Le caratteristiche metrologiche dello strumento di misura non debbono essere influenzate in modo inammissibile dal collegamento di tale strumento ad altro dispositivo, da alcuna caratteristica del dispositivo collegato o da alcun dispositivo remoto che comunichi con lo strumento di misura”.

    Qualcuno ci ha detto come siamo protetti dall’alterazione, sia pur accidentale, da remoto ?

    E tutto questo, ing. Beltrame, dovrebbe rappresentare una miglior trasparenza del mercato e una maggiore tutela del consumatore?
    No, esattamente il contrario del motivo per il quale tali dispositivi verranno installati.

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