Liberi tutti:paga il consumatore!

In un paese dove:

  • il trasporto dell’energia elettrica é controllato indirettamente dallo stato con Terna.
  • la distribuzione dell’energia elettrica é controllata indirettamente dallo stato con Enel;
  • la misurazione dell’energia elettrica é controllata indirettamente dallo stato con Enel
  • una buona parte della produzione dell’energia elettrica é controllata indirettamente dallo stato con Enel;
  • il parlamento e i governi decidono cosa dobbiamo pagare con le bollette e l’Autorità dell’energia stabilisce come lo faremo;
  • sulle tariffe dell’energia elettrica vengono scaricati gli errori di altri

parlare di liberalizzazione é improprio.

Il sistema infatti non é assolutamente liberalizzato e ingrassa società statali in mano a manager che millantano efficienza e poi, quando il Codacons scopre che tutto è fuori controllo, l’Autorità, non sapendo che pesci prendere, invoca goffamente vaghi principi di “autoregolamentazione” , avendo fallito nell’imporre regole chiare, delega ai singoli operatori di mettere in atto azioni virtuose.

Come può un’autorità regolatoria richiamare nelle sue delibere la prudenza, la diligenza,la perizia e la previdenza che i produttori e i traders di energia elettrica avrebbero dovuto rispettare e che, secondo l’Autorità, non lo hanno fatto?

Così le regole, che non c’erano, vengono deliberate dall’Autorità in tutta fretta a luglio ma con effetti retroattivi al 2015; traders e produttori dovrebbero pagare Terna, solo perché Terna non è stata in grado di gestire gli sbilanciamenti della rete, come invece avrebbe dovuto essendo profumatamente pagata per farlo.

Il giochetto è sempre lo stesso: per bilanciare la rete Terna chiama l’accensione di centrali che così vendono la loro energia a più di dieci volte il valore di mercato; ci sono bilanci da sistemare, ci sono banche che devono rientrare dei crediti e una bella miliardata scivola per intanto nelle bollette di ognuno di noi.

 

 

Paghiamo noi la linea che non va

La linea di trasmissione elettrica Sorgente – Rizziconi, che collega la Sicilia al continente, è costata 700 milioni di euro, tutti pagati con le bollette, ma non é ancora in funzione.

L’iter burocratico per la sua costruzione inizia nel 2003 e nel tempo i vincoli ambientali si sono modificati. I piloni della linea, situati in comuni diversi, sono così finiti nel mirino degli ambientalisti, che ne hanno ottenuto il sequestro.

Il mancato utilizzo ci costa, ogni anno in bolletta, più di mezzo miliardo di euro perché la linea doveva trasmettere energia meno cara alla Sicilia, dove produrla costa invece molto di più e dove il prezzo é diventato politico, perché l’energia elettrica siciliana é stata commissariata dal governo.

Il destino della linea, i cui pali vengono  sequestrati uno alla volta, sembra sposare le resistenze isolane e condizionare le scelte del governo che concede la proroga di ulteriori 2 anni per il completamento definitivo dei lavori dell’elettrodotto al febbraio 2018.

Il decreto interministeriale di autorizzazione datato 20 febbraio 2009 poneva un primo limite di cinque anni per il completamento definitivo dei lavori, quindi inizialmente fissato al febbraio 2014, successivamente prorogato di due anni.

Se per fare una linea, essenziale come questa, ci vogliono dieci anni, e se ogni anno di ritardo garantisce ai produttori siciliani mezzo miliardo di euro, Terna non può restare fuori dalla torta e infatti ha chiuso il 2015 con ricavi per la prima volta sopra i 2 miliardi, a 2,07 mld contro i 1,996 mld del 2014, l’Ebitda sale a 1,53 mld contro gli 1,49 mld del 2014 e gli investimenti totali ammontano a circa 1,1 mld.

 

I signori dell’energia: Assorinnovabili

Il CIP6 e il capacity payment, il salvataggio di Sorgenia in conto MPS, le posizioni monopoliste di Enel, Eni e Terna, sono solo esempi di come vanno le cose in Italia, dove le bollette mantengono tutti con la benedizione dell’Autorità per l’energia.

A difesa degli incentivi alle rinnovabili provvede un comunicato del presidente di Assorinovabili, che parla di “sviluppo di un settore che ha generato occupazione, senza contare i benefici per l’ambiente e la nostra salute e che, non ultimo, ci ha resi più indipendenti dai produttori di energia da fonti fossili”.

Assorinnovabili sa benissimo che i consumatori pagano l’energia ai suoi associati, a un prezzo di 7/8 volte quello di mercato;  sono loro che immettono in rete energia anche quando non serve a nessuno e sono loro a incassare.

Analizziamo il settore e chiediamoci chi sono i beneficiari.

Prima di tutto sono i produttori stranieri dei pannelli; poi ci sono quelli che vendevano le autorizzazioni, i proprietari dei terreni, gli azzeccagarbugli che gestivano pratiche con i comuni, le banche e i fondi verdi.

In cambio di una modesta, e dequalificata occupazione generata per i soli installatori, il fotovoltaico ha annientato l’intero comparto termo-elettromeccanico nazionale, con devastanti effetti occupazionali sulle grandi imprese, già duramente provate dall’uscita dal nucleare.

Il paese sarà anche più indipendente dai produttori di energia da fonti fossili ma gli utenti, che sono poi il paese, dipendono a vita da quelli che producono energia rinnovabile, con l’aggravante che il prezzo delle fonti fossili si é ridotto mentre gli incentivi alle rinnovabili non calano e non caleranno per i prossimi 15 anni.

Assorinnovabili vorrebbe così le nostre bollette sempre più appesantite da incentivi per evitare la crisi del settore green, ma la crisi c’è ed è ora che anche la finanza green, speculativa quanto l’altra, finisca di pescare dalle nostre tasche trasferendo, esentasse, i profitti all’estero.

Paghiamo noi la rete delle Ferrovie

Saranno ceduti a Terna 9.300 chilometri di rete elettrica di proprietà di Ferrovie dello Stato che, con biglietti carissimi e servizio pessimo, godono di ottima salute e verranno in seguito privatizzate. Un aiuto al bilancio e una cospicua plusvalenza in vista della quotazione in borsa.

La rete delle ferrovie è tecnologicamente avanzata solo nei mille chilometri dell’alta velocità; il resto sconta decenni di pessimo esercizio e richiede manutenzione.

Se si trattasse di un normale contratto tra privati, e non tra società a maggioranza pubblica, il costo della manutenzione andrebbe detratto dal prezzo di vendita e invece i futuri interventi  di manutenzione resteranno a carico di Terna e saranno spalmati sulle nostre bollette.

Terna provvede già al trasporto dell’energia elettrica nazionale e il servizio viene sontuosamente remunerato con le tariffe stabilite dall’Autorità per l’energia che adesso sta valutando quanto vale la rete delle Ferrovie e quanti miliardi di euro dovranno essere caricati negli anni sulle bollette per la sua manutenzione.

Terna presenta da sempre ottimi bilanci e campa sulle nostre bollette;sarà facile recuperare il miliardo di euro per l’acquisto della rete delle Ferrovie e negoziare con l’Autorità per l’energia quanto ci dovrà essere succhiato con le bollette.

Pagheremo così tre volte quella porzione di rete:lo abbiamo fatto con le tasse in passato, lo facciamo con i biglietti e lo faremo in futuro con le bollette!

Con tale vorticoso giro di soldi, cospicui bonus finiranno nelle tasche dei rispettivi amministratori, mentre della riduzione delle bollette non sentiremo neppure il profumo.

Il bello é che tutto era nato quando Renzi, appena insediatosi, aveva denunciato il fatto che le Ferrovie godevano di tariffe agevolate.alle quali, ovviamente, provvedevamo noi utenti con le bollette.

 

 

La commissione UE e gli aiuti di stato

La Commissione Europea ha avviato un’indagine sui meccanismi di remunerazione della capacità elettrica per valutarne la coerenza con le norme sugli aiuti di Stato.

Un numero crescente di Stati membri adotterebbe meccanismi di regolazione della capacità per promuovere investimenti in centrali elettriche, o prevederebbe incentivi per mantenerle in servizio, al fine di garantire un approvvigionamento di energia che, in qualsiasi momento, soddisfi la domanda.

In tema di aiuti di stato va ricordato che, solo tre anni fa, la Commissione prorogava a fine 2015, la concessione di veri e propri aiuti di stato a società energivore, in particolare sarde e siciliane.

Terna poteva staccare, senza preavviso e in qualsiasi momento, il carico delle utenze definite per l’occasione “superinterrompibili” dalle quali sarebbe stata acquistata energia al prezzo di 300.000 €/MW/anno.

Alcoa, con una potenza installata di 260 MW, ricevette 234 milioni di euro, solo per il periodo 2010/2012, e venne poi nuovamente salvata dalle bollette di tutti, tramite il terzo conto energia delle rinnovabili.

Alla gioiosa festa sarda parteciparono anche altre aziende energivore, grandi e medie. E andò a finire che Alcoa non veniva mai staccata perché, togliendone il carico, si sarebbe creato un tale squilibrio da mandare in black-out l’intera Sardegna

Lo studio della commissione si concluderà nel 2016 e gli impegni con Alcoa scadono a fine anno.

Arriveranno prima i risultati dell’indagine o la proroga delle concessioni? E in questo caso, pagheranno di nuovo i consumatori?

In Italia si fa così: l’eclissi

La gestione della emergenza eclissi é l’ennesima prova che siamo un paese di peracottari,e di furbi che approfittano di ogni emergenza, o presunta tale.

In Germania avevano già previsto tutto e gli operatori erano stati allertati per tempo.

In Italia, invece, in un primo tempo si decideva per il distacco preventivo di tutti gli impianti per 24 ore, ridotto poi a 7 ore e, il giorno prima, parzialmente annullato.

In questa situazione i prezzi si sono così impennati per la gioia dei produttori di energia rinnovabile e dei traders che avevano scommesso che sarebbe finita così.

Scontata la dichiarazione di Assorinnovabili“Su base giornaliera le stime di Assorinnovabili dicono che l’approvvigionamento di energia elettrica abbia comportato per gli acquirenti un esborso pari a circa 12 milioni di euro in più rispetto al giorno precedente, con un incremento del 30% sul costo totale, passato da 40 a 52 milioni di euro”

Ma la domanda è un’altra: quanto hanno risparmiato i consumatori finali per non aver pagato gli incentivi ai produttori?

Per fortuna le eclissi sono rare ma ci si vede alla prossima!

#eclissi#energia