I gattopardi dell’energia

Il grafico mostra i prezzi dell’energia elettrica di domani in tre zone: nord, sud e Sicilia.

La Sicilia consuma 21 TWh all’anno, il 7% del paese.

Da sempre, le nostre bollette pagano il pizzo ai produttori siciliani: domani vale 1,5 €/MWh in più sul PUN (prezzo unico nazionale).

Ci sono voluti più di dieci anni per costruire una linea elettrica che é costantemente in manutenzione e il cavo con la Grecia è interrotto.

Sull’isola del sole si produce poca energia fotovoltaica ma quella pugliese, che non costa nulla, non ci deve arrivare.

Per non lasciarla al buio, bisogna quindi accendere ogni sera, ma ora anche di giorno, centrali termiche degli anni ’60 con rendimenti arcaici.

Terna poi le dichiara essenziali e il gioco é fatto: raddoppio del pizzo!

Il prezzo dell’energia tedesca di domani é la metà di quello siciliano e con l’utilizzo parziale della centrale di Brindisi per problemi d’inquinamento, anche lì c’è qualcuno che ci marcia.

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I signori dell’energia: gli energivori

Lo scambio epostolare tra Massimo Mucchetti e Qualenergia é una pessima notizia per i consumatori che vedranno rincarare le bollette.

Mucchetti, che dalle pagine del Corriere combatteva le lobbies, é presidente della commissione industria del Senato mentre Qualenergia difende da sempre le energie rinnovabili.

Tutto nasce da un’interpellanza del M5S in merito all’esplosione degli oneri di sistema,che pesano per più di un terzo del valore delle bollette.

Oggi si parla delle società energivore che, proprio perché energivore, pagano l’energia a prezzi di favore, scaricando tutti gli oneri su quelli che consumano meno.

Il tema é quello degli interconnectors e cioè del vantaggio per le società energivore, di approvvigionarsi direttamente all’estero, in cambio del solo impegno a partecipare alla realizzazione di linee di trasmissione internazionali.

Per farle passano anni, o alla fine neppure si fanno, l’impegno resta solo un impegno ma nel frattempo qualcuno ci sguazza.

Le posizioni sono chiare: da una parte c’è Mucchetti che difende le società energivore, e i due miliardi di euro all’anno che costeranno ai consumatori, con la giustificazione che sono solo una parte dei 13 miliardi che i produttori di energia rinnovabile già scaricano sui consumatori.

Alcuni passaggi della lettera di Mucchetti vanno letti con attenzione: “la tentazione di incassare il beneficio senza investire davvero nei nuovi elettrodotti transfrontalieri ad altissima tensione è stata grande …… si deve dunque scegliere tra il lasciar morire l’operazione interconnector (mandando in cavalleria gli “aiuti” fin qui dati) e il concedere una proroga che, nell’arco di altri sei anni, consenta a Terna di costruire queste nuove linee transfrontaliere fermando, mano a mano che si completano, la corresponsione dell’anticipo dei benefici futuri”

Ma é ovvio, caro Mucchetti, che tutto finisce in cavalleria e che si compensare una distorsione – quella degli abnormi incentivi alle rinnovabili – con distorsioni ancora più devastanti, come gli interconnectors o il capacity payment. Non si capisce perché tutti i consumatori debbano pagare un tributo alla crisi, tranne i pochi privilegiati settori che invece vivono di rendita.

E anche se le linee di interconnessione, alla fine, si facessero avremmo energia a prezzi più bassi ma oneri di sistema più alti, mentre il problema è proprio quello di ridurre gli oneri di sistema invece di compensarli con altri provvedimenti.

E così se scopriamo che gli interconnectors  non si fanno, poco male, continuiamo a sperare che prima o poi si facciano! C’era l’impegno dei privati a investire ? Bastava l’impegno ma ora, dice Mucchetti, devono impegnarsi di più.

Tedeschi e francesi hanno capacità da vendere ed ecco servita l’Italia che importa per quasi il 20% della sua produzione, pur potendo produrre energia per due volte il suo fabbisogno.

Ecco come fanno i soldi gli energivori; la lista é lunga e sorpresa, c’è ancora Alcoa! Come mai ? 

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