Incentivi e truffe secretati

Con la voce “oneri di sistema” delle bollette ci sfilano dalle tasche dai 15 ai 20 miliardi di euro all’anno. Avremmo perlomeno il diritto di sapere dove finiscono e se sono utilizzati in modo appropriato.

Una delibera dell’Autorità per l’energia – ARERA – conferma il contrario.

E’ il caso di un produttore di energia assimilata alle rinnovabili – incentivata con il decreto CIP 6 del 1992 che, dopo quasi trent’anni, ci costa ancora centinaia di milioni all’anno.

Il produttore immetteva in rete più energia di quella concordata, dopo aver intascato per anni più incentivi di quanti avesse diritto.

E’ una truffa ma l’indagine viene affidata da ARERA al GSE, cioè lo stesso ente che riconosce gli incentivi al produttore.

Conflitto d’interessi a parte, nel caso specifico, ARERA delibera il recupero amministrativo di quanto indebitamente incassato dal produttore.

Non è chiaro perché:

  • occorrano dieci anni per chiedere la restituzione dei soldi ammesso che possano essere ancora recuperati;
  • per anni nessuno ha controllato
  • se ne occupino ARERA, il GSE, la Guardia di Finanza e non la Magistratura;
  • l’Allegato A della delibera, con i dettagli della convenzione tra GSE e produttore e su quanto indebitamente incassato, non viene reso pubblico, “perché contiene dati e informazioni commercialmente sensibili”. 

I dati sono sensibili per chi ha fatto il furbo e ha rubato, e non per il consumatore che ci ha messo i soldi?

ARERA ha comunque avviato una ricognizione.

Da pag.165, la relazione annuale di ARERA enumera gli interventi ispettivi effettuati.

Non sono tanti 258 controlli, tenuto conto delle cifre in ballo, come sono insignificanti le poche decine di milioni  di euro recuperati, su oltre tredici miliardi versati.

Con più di 600.000 produttori di  energia fotovoltaica, quanti sono quelli che hanno fatto e continuano a fare i furbi e quando c’è ne accorgeremo?

Basterebbe confrontare l’energia verde prodotta (rapporti di Terna) con quella venduta, ma sarebbe troppo semplice!

Ecco il conto

Il rapporto annuale del GSE – Gestore dei Servizi Energetici – è devastante.

Il cap. 4 valuta l’impatto degli incentivi sulla componente A3 delle bollette, che da sola rappresenta l’80 % della voce “oneri di sistema”.

Nel 2016, la componente A3 valeva 14,4 miliardi di euro.

Il tendenziale è impressionante e un terzo degli incentivi erogati é irregolare.

Tutti ora propongono di staccarsi dalla rete, con piccoli impianti fotovoltaici ma, in questo caso, chi pagherà gli oneri di sistema?

Come ogni anno, i consumatori saranno chiamati a ripianare il disavanzo del GSE che nel 2016 è stato di 400 milioni; a carico degli utenti domestici dai 102 ai 165 euro,in base al consumo.

Un anno fa, Bortoni, presidente dell’Autorità, auspicava l’anno di spostare, parte degli oneri di sistema, sulla fiscalità generale “a garanzia della maggiore sostenibilità economica della bolletta elettrica”.

Nel frattempo il buco di chi non paga si allarga e tra una settimana l’Autorità per l’energia aggiornerà le tariffe dei contratti in tutela.

Dopo la fiammata della componente energia degli ultimi mesi ci dovrebbero essere delle sorprese ma la verità spesso fa male e forse decideranno di procrastinare il disastro.

Una seconda casa che non consuma energia paga una bolletta di 30 € al mese.

Il disastro degli oneri di sistema

Le bollette dell’energia elettrica stanno esplodendo e nessuno sembra rendersene conto.

Un documento di consultazione dell’autorità per l’energia valuta come ripartire gli oneri di sistema che quest’anno ammonteranno a 16 miliardi.

Fanno 6 cents/kWh, una volta e mezza l’attuale prezzo all’ingrosso.

La sola componente A3 sarà di 14,5 miliardi di euro.

L’inverosimile quantità di denaro mantiene il sistema dei produttori, trasportatori e distributori i cui bilanci,nonostante l’aria che tira, sono trionfali.

La quota parte energia (30% del totale della bolletta ) é invece calata, in linea con il prezzo del petrolio.

Cosa succederà quando la tendenza s’invertirà e dovesse arrivare la ripresa.

Il governo e l’autorità per l’energia difendono il sistema mentre i cinquestelle parlano forse di un futuro troppo lontano. 

 

 

 

 

 

In Perù con le nostre bollette

In Perù Enel si aggiudica la concessione a produrre energia fotovoltaica ad un prezzo di 43€/MWh, che é il prezzo di borsa odierno in Italia.

Solo per merito degli incentivi in Italia chi produce energia fotovoltaica incassa dalle sette alle dieci volte quel prezzo.

Sono questi successi che rendono il consumatore italiano particolarmente orgoglioso.

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