Gli insostenibili oneri di sistema

Una slide dell’Autorità per l’energia del 2014 analizzava gli oneri generali di sistema.

Fa impressione la componente A3: 12, 6 miliardi di euro nel 2014.

oneri in bolletta

Cifre di questo genere possono essere assorbite dalle bollette solo se la domanda di energia aumenta ma se la domanda cala, e sono sempre più numerosi quelli che decidono di prodursi l’energia che consumano, la componente A3 resta a carico degli altri, che sono sempre meno.

E’ quanto sta succedendo quest’anno: meno si consuma e più si paga!

Non era difficile prevedere, e prevenire, una simile situazione invece di lanciare allarmi come quello dell’Autorità per l’energia: “aumenta il timore per la crescita dell’autoconsumo”.

E’ ovvio che tutti quelli che ne avranno la possibilità, vorranno prodursi la propria energia!

Lo sviluppo dell’energia rinnovabile in Italia è stato impostato e perseguito con demenziale leggerezza e, dopo dieci anni, si cerca di rattopparlo, perché la componente A3 delle bollette tiene in piedi tutto il sistema.

Monti aveva limitato il monte incentivi annuo, perché tutti si erano messi a costruire impianti tanto paga pantalone, e Renzi li ha solo spalmati su un periodo più lungo

Gli investitori hanno fatto ricorso contro lo spalma-incentivi e si sono fatti riconoscere gli interessi; li impiantisti diranno, a chi può permetterselo, che fare un impianto comunque conviene, anche senza incentivi se no pagherà l’energia sempre più cara; quelli che non si potranno permettere un impianto, pagheranno il conto di tutti.

Ma fino a quando?

La prova evidente di quanto male sono state fatte le cose è che i primi produttori di energia fotovoltaica incassano anche 6/7 volte l’attuale prezzo dell’energia all’ingrosso di borsa.

IMG_0913

Così perlomeno una parte della A3 finirà a carico della fiscalità generale per far credere al popolo che le bollette calano, ma non sarà vero. Gli oneri generali di sistema del 2016 ammontano a 17 miliardi. Nel 2016 le energie rinnovabili ci sono costate 14,4 miliardi.

4 pensieri su “Gli insostenibili oneri di sistema

  1. Quello che sorprende in queste vicende è il ruolo del Garante.
    Infatti normalmente un garante dovrebbe, lo dice la parola, garantire che siano rispettate le regole.
    Invece in questa benevola Italia le regole dovrebbero essere stabilite con delle norme legislative che, per il mercato energetico, sono piuttosto vaghe e lasciano spazio ad un mercato per il quale si pagano voci a vario titolo più del 50% rispetto ai consumi.
    Non solo ancora oggi abbiamo dei contatori , cosidetti elettronici, per i quali non è stata stabilita la conformità e la regolarità delle letture in quanto le società distributrici forniscono a quelle fornitrici i dati che provengono dalla centrale, dati che sono digitalizzati ma la cui corrispondenza tra contatore e centrale può essre inficiata in quanto non esiste alcun documento che, tramite il MiSE, attesti la regolarità dei consumi rilevati in centrale.
    In questa situazione le società, soprattutto quelle maggiori, ci sguazzano e quando debbono effettuare fatture di conguaglio a distanza di anni ci danno sotto anche se sono richieste le comunicazioni tra società distributrice e società fornitrice che in molti casi, anche se esiste una delibera dell’AGEEGSI, che obbliga dette società a fornire la documentazione richiesta dal cliente, non rispondono affatto.
    Vorrei sapere a questo punto la funzione del Garante!!
    Per quanto mi riguarda la parola esprime un concetto molto semplice: deve controllare che le società applichino le normative che sono alla base del rapporto società/cliente. Invece qualche volte interviene come se fosse il legislatore.

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  2. Io sono da sempre contro le cosiddette energie rinnovabili.
    Meglio ancora dirò che l’unica energia rinnovabile che vale la pena di installare è il solare termico a bassa temperatura per i servizi sanitari, gli utilizzi domestici e, soprattutto, per le strutture di ristorazione, hotel e comunità in genere; non dove vivono 1 o 2 persone.
    .
    È ora di finire di tutelare i politici ed i tecnici a loro asserviti, che hanno fatto leggi e determinazioni che si accavallano e non si riesce più a capire cosa uno compra con la bolletta elettrica.
    .
    Il risultato sarà che le industrie energivore saranno costrette a lasciare l’italia a meno di altri pateracchi politici che pagheranno tutti i Pantalone d’italia.
    .
    Esempio di azienda energivora italiana che fa un contratto di fornitura interrompibile e con ciò avere nei turni notturni e sabato e domenica il costo dell’energia pari al 10% della tariffa giornaliera.
    In una settimana ci sono 21 turni di 8 ore ciascuno.
    .
    10 turni in fascia diurna dal lunedì al venerdì al 100% della tariffa
    e 11 turni in fascia tariffaria al 10% notturna;
    da lunedì a venerdì 5 turni più altri 6 (3+3) sabato e domenica.
    .
    Come risultato avrete che le aziende energivore con contratti interrompibili avranno un costo medio ponderato nell’arco settimanale pari a circa il 53% della tariffa intera.
    Ecco come mai le industrie energivore possono ancora restare in italia.
    Dove sta il trucco direte?
    Nessun trucco la differenza la pagano i Pantalone d’italia ovvero tutti quegli altri operatori diurni e famiglie che consumano e non sono in nessuna fascia “protetta”.
    L’ALCOA che è una ditta multinazionale seria e non voleva ricorrere a troppi sotterfugi ha mandato a defecare l’europa e l’italia;
    e bene ha fatto.
    .
    Prendetene atto perché fra poco nei piani di riduzione degli extracosti dovranno essere eliminati.
    Si sta viaggiando verso l’abolizione dell’acquirente unico e ciò metterà il pepe ai produttori.
    Per ora altro non dico e aspetto lunga la riva del fiume il passaggio dei cadaveri.
    .
    Una cosa che dovrebbe esistere in italia al pari della Gerrmania è il cosiddetto PUN negativo.
    Mancando in italia abbiamo avuto un’alterazione dei rapporti fra produttori e tutto e solo a vantaggio delle rinnovabili solare fotovoltaico, pale eoliche, biomasse e biogas.

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