Marginale o payasbid

Prima di installare nuova potenza rinnovabile e prima di parlare di nucleare, considerato che andremo a gas ancora per un paio di decenni, sarebbe opportuno modificare l’attuale metodo della formazione del prezzo dell’energia.

Se ne parla ogni tanto ma poi non succede nulla.

LA data room di Milena Gabanelli sul Corriere della Sera analizzava correttamente i dati invitando ad installare più rinnovabile possibile, e in fretta.

Il messaggio al popolo dei consumatori è sempre lo stesso: “più si installa potenza rinnovabile e più la bolletta cala”.

Con il risultato che i consumatori, dopo aver pagato centinaia di miliardi di euro con le bollette degli ultimi vent’anni, non realizzano ancora che il costo delle bollette non solo non si è ridotto ma sta aumentando in maniera vertiginosa.

Quindi c’è qualcosa che non va perché sembra che più rinnovabile installo più aumentano le bollette.

Per capire come funziona il sistema a prezzo marginale riprendo i ragionamenti dell’ing. Filippo Giusto il cui libro “La luce tradita” è in pubblicazione.

In una trasmissione di report del 2009, dichiarò che il sistema a prezzo marginale non avrebbe portato ad alcuna riduzione della bolletta, neppure in presenza del nucleare, dovendo sempre il mercato ricorrere al gas come fonte ultima e più costosa.

Dopo sedici anni, e con il prezzo del gas che sta letteralmente esplodendo in questi giorni , non si può dire avesse torto.

Vi fu, anche in quella occasione, una sollevazione della politica contro Report e un’interrogazione parlamentare.

L’idea di Giusto era che, almeno per il nucleare, si sarebbe dovuto accettare un criterio di determinazione del prezzo  pay as bid, ovvero pagando il prezzo offerto, e non il prezzo marginale. 

Chi avrebbe controllato? Il CIP, comitato interministeriale prezzi, non esiste più ma una delle proposte del libro sarà proprio quella di riprendere la “regia dei soldi” che girano, che è poi quello che ha fatto la Spagna, con successo.

Nella data room Gabanelli scriveva: “Questo accade perché il costo finale dell’elettricità dipende dal «prezzo marginale», ossia il «prezzo dell’ultima unità di energia necessaria per soddisfare la domanda in un dato momento» (vedi Regolamento Ue qui art. 6 e Testo integrato dispacciamento elettrico, Tide, Arera qui articolo 3-13.3.8 pag. 64). In altre parole, il prezzo è determinato dall’ultima goccia di energia che entra nel sistema. In Italia, questa goccia è principalmente il gas, il cui costo, al contrario delle fonti rinnovabili, è legato all’andamento della quotazione di borsa di Amsterdam, e alle speculazioni di mercato innescate dalle questioni geopolitiche”.

A difesa della sacralità del prezzo marginale, Gabanelli cita l’articolo 6 del Regolamento UE del 2019 che determina il costo dell’attività di bilanciamento, ovvero il costo dell’energia impiegata per mantenere il sistema elettrico in sicurezza così recita:

la compensazione dell’energia di bilanciamento per prodotti standard di bilanciamento e prodotti specifici di bilanciamento si basa sul prezzo marginale, «pay-as-cleared», a meno che tutte le autorità di regolazione approvino un metodo alternativo di determinazione dei prezzi sulla base di una proposta congiunta di tutti i gestori dei sistemi di trasmissione, a seguito di un’analisi che dimostri la maggiore efficacia del metodo alternativo di determinazione dei prezzi.

Sulla base di questo ragionamento Gabanelli sosteneva che la nostra unica speranza di salvezza è fare in modo che il prezzo marginale non sia più determinato dal gas ma dall’auspicabile aumento delle produzione rinnovabile che ha prezzi più bassi del gas.

Con gli “oneri generali di sistema” delle bollette i consumatori sostengono le rinnovabili e ne riducono il prezzo. Sostegno che permette ai produttori di vendere al GSE con un buon margine. Lo stesso sostengono consente poi al GSE di rivendere l’energia rinnovabile acquistata in borsa al prezzo marginale del gas producendo extra utili incamerati dal GSE.

Senza che nessuno,invece, si preoccupi di ridurre gli oneri Generali di sistema che continuiamo a pagare in bolletta a vantaggio dei sicuri redditi dei produttori di rinnovabili e delle capienti tasche del GSE, società governativa che non ha alcun interesse di difendere i consumatori.

Ma a parte il profondo problema di giustizia fiscale e sociale che, con questo metodo, rende del tutto opinabile l’idea di incrementare le rinnovabili per ridurre la nostra bolletta, Giusto insisteva nel dire che la causa dell’enormità delle nostre bollette sta proprio nel sistema a prezzo marginale che ci è costato, negli ultimi vent’anni di borsa elettrica, almeno 200 miliardi di euro.

Prima di tutto l’energia di bilanciamento, che secondo la UE sarebbe sottoposta ad una valutazione con il prezzo marginale, non è tutta l’energia che arriva  in borsa.

Secondo la UE il «bilanciamento» è l’insieme di azioni e processi, in tutti gli orizzonti temporali, grazie ai quali i gestori dei sistemi di trasmissione “provvedono in modo continuativo a mantenere la frequenza del sistema entro limiti predefiniti di stabilità e ad adeguare l’entità delle riserve necessarie ai requisiti di qualità”.

Ma vi sono due tipi di energia:

1) quella prodotta dalle rinnovabili, che sono aleatorie, dipendono da circostanze atmosferiche del tutto casuali e pongono esse stesse problemi di frequenza;

2) quella prodotta col nucleare che deve andare invece sempre a regime costante e continuo senza flessibilità per controllare la frequenza.

Le due produzioni potrebbero essere escluse dal mercato a prezzo marginale e fatturate a pay as bid.

La Spagna, usando già la possibilità offerta dal Regolamento UE ha scorporato con successo le energie rinnovabili dal marginal price, facendo crollare il prezzo medio di borsa e facendo fallire i primi produttori e mettendo in allarme le banche.

La lettera di Giusto terminava affermando che si sarebbe potuta ottenere una riduzione immediata del prezzo dell’energia del 20%, allineandoci a tutti gli altri paesi europei che hanno rispetto a noi una gestione del mercato elettrico molto più trasparente e a vantaggio del consumatore,come predica da vent’anni la UE. 

  

      

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Autore: edoardobeltrame

“Ho scoperto il modo di ingannare i diplomatici. Io dico la verità, e loro non mi credono mai.” (C.B.C)

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