La neurobolletta

E’ inverosimile che si sia arrivati a tanto:questa è una bolletta della luce!

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Senza entrare nel merito dei numeri, che variano dai pochi centesimi alle centinaia di euro, solo una squadra di menti contorte può aver creato un tale mostro di complicazione che nessuno leggerà mai, e forse il fine ultimo era proprio questo.

A parte la lista dei beneficiari, che vivono alle spalle delle bollette, nessun utente sarà in grado di verificare la correttezza delle voci di costo, se non andando a spulciare  ogni singola delibera dell’Autorità per l’energia che le ha generate.

Nessuno sarà in grado di verificare se qualcuno ci marcia, inserendo qualche voce in più, “perché tiene famiglia”.

Nessuno si rende conto dei costi per fatturare, ogni mese, in questa maniera.

A nessuno interessa perchè tanto paga il consumatore: per ricevere questo dettaglio paga anche un extra; se invece si accontenta della bolletta 2.0 (quella con quattro voci) parte già fregato.

Con la scusa della trasparenza, la bolletta diventa ogni anno più complicata perché le voci di costo si moltiplicano; ma siccome paga l’utente, nessuno dice niente.

Con il risultato che l’utente non sa quanto consuma ma non deve capire neppure quanto paga.

Invece la bolletta dev’essere uno strumento utile all’utente, come le bollette europee pubblicate nel blog. Non ci dev’essere nessuno che spiega una bolletta!

Con queste premesse stiamo lasciando il mercato tutelato a favore di quello libero e non potrà che andare peggio: vi proporranno un prezzo, ma non vi espliciteranno le voci che lo compongono o ne sottaceranno alcune.

Alla faccia della “capacitazione” dell’utente, termine caro al presidente Bortoni che purtroppo si usa, non a caso, solo in urologia.

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5 pensieri su “La neurobolletta

  1. ing. Beltrame
    mi rendo sempre più conto che in questo paese sono state attivate delle procedure che tutelano le grandi società a danno degli utenti.
    Non può essere diversamente se una pratica, vedi conciliazione, non viene risolta in quanto c’è l’obbligo che”Essendo obbligatoria il fatto che non rispondano e’ un grosso problema (vedi prescrizione dopo un anno).
    Ma di che cosa stiamo parlando: di tutela degli utenti o delle grandi società?
    Chi si inventato una procedura così aberrante pur di mettere in difficoltà il cliente di fronte alla legge?
    Se si vuole tutelare il cliente o cittadino che sia, lo stato dovrebbe attuare delle procedure che rendano snelli i processi: in Italia succede il contrario, le procedure allungano i processi con la possibilità di andare in prescrizione.
    Piccolo particolare: Chi ci guadagna con queste procedure? Le grandi società.
    Chi consente queste procedure? Il potere politico-economico.
    Queste due risposte ci permettono di capire quali sono i fondamenti del diritto.
    Un’ultima considerazione: come mai molte volte i valori trasmessi dalle società, in merito ai consumi, sono molto difformi rispetto alla realtà ed emettono sempre fatture con consumi non reali per cui successivamente emettono fatture di conguaglio non adeguate ai consumi reali?
    Se vuole Le posso portare qualche esempio: comunque è un dato di fatto.
    Distinti saluti Giuseppe Costantini
    Roma 12/08/2017

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  2. La cosa più nauseante che in questo Paese, i nostri Amatissimi .. amministratori lasciano intebdendere, che i costi sempre screscenti delle forniture elettiriche e gas, siano legati ad azioni speculative da parte dei fornitori , e non invece all’azione sempre crescente d’incremento tasse e gabbole statali, nella cava ricerca di sanare il pozzo senza fine delle spese incontrollate di stato.. Di tutta quella bolletta, ricordiamoci i 60% se lo pappa lo stato ; un tempo non arrivava alla metà .. +15 punti in pochi anni e’ un rendimento inviadiato anche da Debeers con le sue amate gemme

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  3. Visto che lo faccio di professione vi aggiorno su un dato che e’ a dir poco eclatante.
    Da gennaio 2017 in caso di reclamo indirizzato all’Autorita’ (AU) deve seguire la CONCILIAZIONE OBBLIGATORIA che dovrebbe mettere in video conferenza il cliente, il fornitore e il conciliatore.
    Se non si esegue questa procedura non e’ possibile rivolgersi all’Autorita’ Giudiziaria.
    Questo nuovo ufficio di conciliazione ha un solo e-mail senza alcun telefono, peggio ha un numero pubblicato non suo ma dell’AU che comunica di attendere l’e-mail che non arriva.
    Dopo un anno va tutto in prescrizione.
    Riflessioni:
    1) Sembra una copertura per l’ Operatore e una agevolazione per il Tribunale che non accetta denunce se non praticata la conciliazione.
    2) Dopo un anno la prescrizione, ma se non rispondono si puo’ procedere?
    3) I conciliatori sono nella stragrande maggioranza Commercialisti e Avvocati !!!!
    4) La conciliazione e’ retroattiva, vale anche per contenziosi ante 2017.
    6) Da 7 mesi non rispondono e AU e’ a conoscenza in quanto vede le richieste in copia.
    Altro che capire una fattura, siamo andati oltre.
    Alla prossima UB

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      • AU sta per aquirente unico che e’ l’ufficio incaricato dall’autorita’ per l’energia (AEEGSI) che in prima istanza gestisce la pratica di un reclamo mettendo a disposizione dei moduli per inoltrare la pratica (questo funziona). Se pero’ non si conclude il contenzioso con l’operatore si passa alla conciliazione.
        Essendo obbligatoria il fatto che non rispondano e’ un grosso problema (vedi prescrizione dopo un anno).

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