Sono omologati i contatori del gas?

15027746_117283345418480_4088606324023310907_nSe per decine di milioni di contatori elettrici il Ministero definisce la legislazione “lacunosa”, per quelli del gas le cose non vanno meglio.

L’Autorità per l’energia impone ai distributori la sostituzione di 20 milioni di contatori in quattro anni. Come per quelli elettrici, i nuovi contatori del gas potranno essere letti e gestiti da remoto. 

La sostituzione è a carico degli utenti, che la pagheranno a rate negli anni con le bollette.

Sarebbe stato sufficiente imporre ai distributori di venire a leggere ogni tanto i contatori ma sarebbe stato troppo semplice e poco costoso. 

Meglio invece caricare le bollette di nuovi oneri di sistema, visto che già paghiamo il gas più caro d’Europa.

I nuovi contatori del gas saranno strumenti omologati presso laboratori metrologici europei, fabbricati e provati in accordo alla direttiva europea  MID; la correttezza della misurazione sará certificata dal fabbricante. 

I nuovi contatori del gas sembrano così nascere legalmente, non come quelli della luce, sbucati dal nulla e mai omologati da nessuno.

Ma non è sufficiente che i contatori siano omologati!

La direttiva MID regola esclusivamente il criterio d’immissione dei contatori sul mercato ma non definisce il sistema di misura” del quale lo strumento sarà parte integrante e con il quale interagirà. 

In Italia il sistema di misura non è mai stato definito, né omologato.

La metrologia legale compete al Ministero dello Sviluppo Economico e non all’Autorità per l’Energia alla quale fanno tutti erroneamente appello.

Non solo il contatore, ma é l’intero sistema di misura a dover essere legalizzato per assicurare che non ci siano interferenze sul dato di consumo, che viene trasmesso e poi elaborato per la fatturazione. 

Non legalizzando il sistema, si ricade nella stessa situazione dei contatori di energia elettrica, gestiti da remoto senza che nessuno controlli.

Addebitare il consumo in base a un dato teletrasmesso é diverso dal farlo in base a quanto indicato dal contatore. 

In caso di contestazione, il distributore deve dimostrare il corretto funzionamento dello strumento e spetta al fornitore del gas, dimostrare al cliente la rispondenza di quanto fornito con quanto indicato dal contatore.

La direttiva MID stabilisce inequivocabilmente che “è il dato generato del contatore l’unico valido per la transazione”, indipendentemente da come venga poi gestito a valle.

Misurare gas non è un’operazione semplice e fino ad ora si è ricorsi ad alchimie e, il vero scandalo tutto italiano, ad unità di misura illegali. 

Non sembra che, con il nuovo contatore, le cose miglioreranno.

Ci hanno già piazzato in casa milioni di contatori intelligenti per l’energia elettrica, senza dirci cos’erano, per quelli del gas abbiamo tempo per informarci e non farci fregare.

8 pensieri su “Sono omologati i contatori del gas?

  1. “é pacifico che, in caso di contestazione, il distributore ha l’onere di dimostrare il corretto funzionamento dello strumento che rileva il consumo; spetta cioè sempre al distributore, e al fornitore del gas, dimostrare la rispondenza di quanto fornito con quanto indicato dal contatore.”
    Ha scritto bene lei…. il dato che farà fede sarà sempre quello del display del contatore. Quindi dove sta il problema se si automatizza il sistema di acquisizione di quel dato? In fin dei conti anche prima quel dato subiva un processo di rielaborazione per arrivare in fattura (il letturista legge il dato, lo scrive su un device elettronico che viene scaricato in un server che lo aggancia al pdr…….)
    Dario Vairani

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    • Serena Pedrazzani e Dario Vairani

      Rispondo con piacere alle vostre considerazioni e vi ringrazio sperando di allargare la discussione.

      La lettura dei misuratori di una volta, quelli con il totalizzatore meccanico, era semplice: era intuitivo capire quanto consumavamo, potevamo tentare di consumare di meno e risparmiare.

      Se sforavamo la potenza contrattuale di 3,3 kW, scattava l’interruttore e non il contatore.

      Adesso scatta il contatore e la potenza di stacco la conosce solo il distributore.

      Diciamo che scatta quando vuole lui o quando qualcuno da remoto decide di farlo scattare.

      Quelli del gas erano, e sono, misuratori omologati quelli dell’energia elettrica, come spiegato, no.

      Con l’arrivo dell’elettronica, primi anni duemila, e dei primi misuratori elettronici statici (detti anche intelligenti o smart meters), la lettura del misuratore di energia elettrica è diventata talmente complicata da scoraggiare il consumatore a verificare il proprio consumo.

      Il nuovo contatore di energia elettrica veniva, e viene tuttora gestito da remoto; cioè si può agire sulla variabile tempo, determinando quando cambia una fascia oraria tariffaria, e sui trasformatori che poi influenzano la potenza a disposizione del consumatore.

      Il misuratore di energia elettrica statico, che non è stato omologato come quello dinamico che lo aveva preceduto, veniva così a far parte di un sistema complesso non legalizzato e, non essendo legalizzato, il dato di consumo sulla base del quale il consumatore veniva, e viene escusso, non era e non è sicuro.

      Con i nuovi misuratori di energia elettrica sono possibili cioè tutta una serie di azioni delle quali il consumatore non sa nulla e, se queste azioni non sono codificate e trasparenti, viene meno la trasparenza della stessa transazione commerciale.

      Con l’avvento della MID cambia poco per l’energia elettrica: il misuratore è omologato ma il sistema nel quale è inserito continua a non esserlo.

      Cambia per il gas: il consumatore che accetterà la sostituzione leggerà, d’ora in poi, un totalizzatore a cristalli liquidi e il misuratore, come per quello di energia elettrica, farà parte di un sistema non legalizzato e quindi soggetto alle stesse riserve fatte per il misuratore elettrico.

      Riassumendo: quanto è sicuro il dato che visualizziamo su un totalizzatore elettronico?

      Una volta quel dato era prodotto dal contatore stand alone ora invece è un’integrazione di azioni esterne non codificate e del tutto ignote al consumatore.

      La codificazione e l’omologazione del sistema, comprensivo di misuratori e tele-gestione da remoto, non è di competenza dell’Autorità per l’energia che ha emanato delibere che possono essere impugnate dal consumatore senza il pronunciamento del MISE, unico responsabile della metrologia legale di questo paese.

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  2. Buonasera, da poco mi hanno installato un nuovo contatore del gas, EF4 della meter italia.
    sorvolo sulle modalita’ di installazione ,il nuovo contatore essendo lo sportello su strada, e stato installato senza preavviso.
    rimango perplesso sull’effettivo uso di questo nuovo contatore,sia per la difficolta’ di effettuare la lettura dei consumi,sia sulla gestione della messaggistica e quant’altro.figuriamoci per una persona anziana o a scarsa mobilita’,o ipovedente.ho l’impressione che il contatore serva solo all’azienda erogatrice del gas a regolare aperture e chiusure del servizio di erogazione.vi chiedo se è possibile far installare questo nuovo contatore in una posizione piu’ ergonomica per l’utente?
    antonio liberatori

    Liked by 1 persona

    • Le sue perplessità sono le mie! A noi come utenti non servirà una mazza e lo pagheremo caro! Bisogna opporsi come ho spiegato in un altro post anche perchè i problemi restano gli stessi e paghiamo un servizio che non c’è ancora, cioè quello della lettura da remoto! Pubblichi per favore la prima bolletta che riceve così vediamo quanto glielo fanno pagare. Gz

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  3. Ho provato a verificare cosa intendono mettermi in casa, con la comunicazione che segue, al momento (12/4) tuttavia ancora senza alcun cenno di riscontro

    “Gent.mi Sigg.,
    mi e’ stata recapitata giovedi’ scorso la vostra comunicazione in merito all'”adeguamento ai requisiti funzionali minimi del gruppo di misura del gas…” e il giorno successivo e’ stata affissa in condominio la nota di avviso relativa all’intervento di sostituzione prevista per il prossimo mercoledì 8 aprile.
    Premesso che non risultano rispettati i tempi di preavviso previsti dall’ art. 12 della delibera AEEGSI 651/2014/R/GAS (“con un preavviso non inferiore ad un mese”) vi comunico che, desiderando essere – personalmente – presente all’operazione di sostituzione e consegna del Certificato di Conformità, necessito di congruo preavviso, comunque non inferiore a quanto previsto dalla citata delibera.

    Inoltre, sempre in ottemperanza alla suddetta delibera ma – soprattutto – alla necessaria trasparenza, vi chiedo cortesemente di fornirmi preventivamente via e-mail tutte le informazioni relative al gruppo di misura in via di installazione:
    – tipologia e marca apparato;
    – esauriente descrizione delle principali funzionalità e modalità degli azionamenti da remoto dello strumento (es. telelettura, disattivazione fornitura);
    – caratteristiche alimentazione (se a batteria: tipo e modalita’ sostituzione);
    – caratteristiche e modalità trasmissione dati per telelettura (incluso radiofrequenza, potenza e disposizione antenne e concentratori di ricezione in caso di comunicazioni wireless);
    – certificato di omologazione in accordo a direttiva MID, collaudo e taratura rilasciato da ente preposto inclusivo di certificazione di conformità alle norme relative all’inquinamento elettromagnetico;
    – il contenuto e significato delle informazioni presentate sul display del gruppo di misura.

    Sarei altresì interessato a sapere se il nuovo contatore consentirà la fatturazione secondo gli standard europei (in kWh e non Smc) e se, ai fini di una corretta e non contestabile fatturazione, sarà dotato di strumenti che consentano allineamento e certificazione del dato legale indicato dal contatore con quanto rilevato tramite telelettura.

    Infine, ma non ultimo, desidererei ricevere conferma che l’operazione di sostituzione non comporterà alcun addebito a mio carico, né nell’immediato né in futuro, né direttamente, né indirettamente neanche sotto forma di eventuali aumenti tariffari in bolletta per tener conto dei costi e/o delle quote di ammortamento e remunerazione del capitale degli investimenti da voi sostenuti.

    Restando in attesa di vostro cortese riscontro, porgo distinti saluti.”

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