Quando il consumatore industriale scopre a gennaio che il PUN vale 250 €/MWh non sta più ricevendo una previsione: è il conto, senza menu.
L’informazione dovrebbe invece permettere, a imprese e famiglie, di comprendere in anticipo quali scenari sono diventati ragionevoli, quali rischi stanno aumentando e quali scelte di copertura possano essere valutate.
Nessuno può sapere oggi quale sarà il PUN di gennaio.
Ma oggi sappiamo che il TTF invernale quota quasi 90 €/MWh, la CO₂ resta elevata, la produzione termoelettrica italiana è tornata a crescere, l’idroelettrico ha mostrato una significativa contrazione e il PUN di ottobre sarà superiore a 220 €/MWh.
Con il gas a 90 €/MWh ( quotazione di oggi 22 ottobre 2026) il sistema sta già entrando in un regime di prezzi elettrici estremamente onerosi.
L’eventuale crisi invernale non sarebbe quindi il semplice passaggio da una situazione normale a una situazione eccezionale ma il passaggio da una situazione già costosa a una situazione difficilissima da governare.
Ed è proprio per questo che comprendere oggi la traiettoria possibile del PUN non significa fare allarmismo. Significa permettere al consumatore — domestico e industriale — di prepararsi prima che il rischio diventi prezzo.
AVVERTENZA PER LE UTENZE DOMESTICHE RESIDENTI
Il PUN è un prezzo all’ingrosso e non coincide con il prezzo finale in bolletta. Per una famiglia residente con potenza tipica di 3 kW e consumi annui nell’ordine di 2.700 kWh, ai valori del IV trimestre 2026 i soli corrispettivi ARERA per trasporto/gestione del contatore e oneri generali valgono complessivamente circa 95 €/MWh equivalenti. A questi si aggiungono l’accisa, con le agevolazioni previste per le utenze domestiche residenti fino a 3 kW, e l’IVA al 10%, applicata sull’importo complessivo della bolletta. Inoltre il cliente sostiene anche dispacciamento, perdite di rete e commercializzazione, in misura variabile secondo il contratto. In termini semplici: al PUN non va sommato un solo importo fisso; il costo finale è sensibilmente superiore e cresce ulteriormente all’aumentare del PUN.
Non si sbaglia se per avere una stima del costo della bolletta si raddoppia il valore del PUN e quindi oggi dovremmo pagare come minimo mezzo euro a kilowattora.