Tariffe retroattive

Un lettore é alle prese con la bolletta dell’acqua del 24/2/2020, che addebita un ricalcolo in base a tariffe del 2017.

Leggiamo allora l’art.1 della legge 481/95, costitutiva dell’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas – AEEG – ora Arera, alla quale è stata conferita anche la regolazione dell’acqua:

  • 1. Le disposizioni della presente legge hanno la finalita’ di garantire la promozione della concorrenza e dell’efficienza nel settore dei servizi di pubblica utilita’, di seguito denominati “servizi”, nonche adeguati livelli di qualita’ nei servizi medesimi in condizioni di economicita’ e redditivita’, assicurandone la fruibilita’ e la diffusione in modo omogeneo sull’intero territorio nazionale, definendo un sistema tariffario certo, trasparente e basato su criteri predefiniti, promuovendo la tutela degli interessi di utenti e consumatori, tenuto conto della normativa comunitaria in materia e degli indirizzi di politica generale formulati dal Governo. Il sistema tariffario deve altresi’ armonizzare gli obiettivi economico-finanziari dei soggetti esercenti il servizio con gli obiettivi generali di carattere sociale, di tutela ambientale e di uso efficiente delle risorse.

La legittima domanda dell’utente é: “devo pagare o no?” e “cosa mi succede se non pago?”

Il consiglio degli avvocati, di patronati o associazioni dei consumatori, non può  che essere quello di pagare ma, anche se non tutti hanno voglia e tempo di farlo, il “fai da te” funziona ancora, per tentare di far valere i propri diritti contro una richiesta che sembra pacificamente illegittima, dopo aver letto sopra.

Com’è possibile che Arera avvalli una decisione del governo andando contro il proprio statuto?

Com’è possibile che, per esempio, non si possa intervenire retroattivamente sugli incentivi alle energie rinnovabili ma sulle tariffe dell’acqua si?

Il consiglio è di non pagare, in attesa di sviluppi, anche perchè 300€, come nel caso specifico, sono una bella somma.

Un pensiero su “Tariffe retroattive

  1. Caro Beltrame, grazie per il riferimento all’art.1 della legge 481/95 costitutiva dell’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas.
    Ma non dimenticare il D.Lgs 206/2005 – Codice del Consumatore – e, in particolare, il comma “a” e il comma “b”, dell’articolo 13 dove si richiama “un sistema tariffario certo, trasparente e basato su criteri predefiniti, promuovendo la tutela degli interessi di utenti e consumatori”.
    Cosa rimasto in 15 anni di certo e di trasparente lo sanno solamente quelli di Arera che ha tradito il suo ruolo: ad oggi meno consumi, e meno inquini, più caro paghi il kWh.

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