Intelligenti per chi?

Leggere i vecchi contatori, quelli con la rotellina che girava, era facile.

Se esageravamo con la potenza “saltava la luce” e, dopo aver spento il forno, riarmavamo l’interruttore di casa, e non il contatore.

Era un modo per risparmiare, forzoso ma comunque efficace: avevamo tutti 3 kW di potenza a disposizione e potevamo sforarla del 10%.

Adesso salta il contatore e non sappiamo neppure perché. Potrebbero anche farcelo saltare da remoto tanto nessuno sa che cosa fanno da remoto. Se il contatore  salta troppo spesso ci raccontano che la potenza disponibile deve essere incrementata, alla faccia del risparmio energetico!

Se acconsentiamo, fanno tutto in poche ore, senza nessun intervento sul posto e lo scherzetto ci costa 300€ in più all’anno.

Ma allora perché i contatori sono diventati intelligenti e a chi servono?

Nel 2001, con l’avvento del nuovo contatore elettronico, il consumatore perde la sensibilità del proprio consumo anzi sembra proprio questo l’obbiettivo di chi li installa.

Il contatore viene gestito da remoto sulla variabile tempo, che determina il cambio tariffario in funzione delle fasce orarie, e sui trasformatori, che modificano la potenza a disposizione del consumatore.

Variabili che incidono sulla transazione di energia.

Il nuovo contatore è parte di un sistema complesso non legalizzato e, come tale,  il dato di consumo, in base al quale il consumatore viene escusso, non è né sicuro né protetto.

Sul contatore sono possibili operazioni delle quali il consumatore non sa assolutamente nulla e quindi viene meno la trasparenza e la correttezza della transazione commerciale.

Con la  direttiva MID sugli strumenti di misura cambia poco per l’energia elettrica: il misuratore è omologato ma il sistema del quale é parte continua a non esserlo.

E ciò vale anche per il contatore 2G che e-distribuzione (ENEL) ha deciso d’installare.

Cambia invece molto per il gas: il consumatore che accetterà la sostituzione leggerà un totalizzatore a cristalli liquidi e il contatore, come per l’energia elettrica, sarà parte di un sistema non legalizzato,quindi soggetto alle medesime riserve fatte per il misuratore elettrico.

In sostanza: quanto è sicuro il dato che visualizziamo su un totalizzatore elettronico?

Una volta quel dato era prodotto dal contatore stand alone ora invece è l’integrazione di azioni esterne non codificate.

La codificazione, e l’omologazione del sistema, comprensivo di misuratori e tele-gestione da remoto, non compete all’Autorità per l’energia ma al MISE e se il MISE non si pronuncia possiamo impugnare le delibere dell’Autorità che c’impongono la sostituzione.

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