Nel suo nuovo libro – La luce tradita – Filippo Giusto indica le vere ragioni per le quali l’energia elettrica è così cara.
Da bene essenziale allo sviluppo del paese, la luce si è trasformata in un mezzo capace di condizionare la vita dei consumatori, delle imprese e delle famiglie.
Il libro analizza la struttura del sistema elettrico italiano che, in venticinque anni, ha subito una profonda e silenziosa trasformazione, ne valuta il costo e il ruolo dei principali attori.
Testimone attivo della trasformazione, Giusto ripercorre il passaggio dal modello pubblico iniziale alla mancata liberalizzazione del mercato.
Un sostanziale fallimento, se l’attuale sistema non è in grado di garantire un prezzo equo dell’energia elettrica e se il divario, tra costo effettivo dell’energia e prezzo finale pagato dai consumatori, è così marcato.
Con la costante benedizione della politica, e dei governi condizionati da lobbies potentissime, i produttori, i gestori delle reti, i venditori, le varie autorità di regolazione formano un sistema talmente complesso da rendere impossibile individuare le singole responsabilità, gli interessi incrociati e i beneficiari.
I governi degli ultimi vent’anni hanno sovrapposto interventi senza una strategia energetica che avesse, come fine ultimo, il benessere dei cittadini e la prosperità del paese.
Si è passati così da un sistema che funzionava, e che ha sostenuto la crescita del paese, ad un molok che attinge risorse dal consumatore, senza neppure spiegargli cosa paga e perché.
Partendo dai dati di bilancio delle imprese rimaste saldamente sotto il controllo della politica, il libro indica l’ammontare degli oneri generali di sistema, dei costi di distribuzione e di trasmissione, della gestione delle risorse, delle accise e delle imposte, cioè tutto quanto non è energia e che siamo costretti a pagare, pena il distacco.
L’analisi si concentra sul periodo tra il 2013 e il 2024 e porta ad un devastante conto di centinaia di miliardi di euro, dimostrando che il costo della bolletta non dipende solamente da fattori esogeni, ma da decisioni politiche, fiscali e regolatorie.
La luce tradita avanza anche alcune proposte che potrebbero rendere il sistema più equo, trasparente, ed efficiente.
Trasferire alla fiscalità generale gli oneri che non dipendono direttamente dai consumi; rivedere il meccanismo di formazione del prezzo dell’energia elettrica; favorire contratti in grado di restituire ai consumatori i benefici delle produzioni a basso costo; rafforzare il controllo sui flussi economici e sulle responsabilità degli operatori.
Il tutto attraverso un Ente di controllo che riporti al centro l’interesse collettivo.
L’energia elettrica non è una merce qualsiasi: utilizzarla è condizione essenziale della vita quotidiana, della competitività delle imprese e dello sviluppo economico e sociale del Paese.
La luce tradita aiuta a capire il sistema per poterlo giudicare e per poter immaginare un’alternativa attraverso un confronto pubblico, restituendo a cittadini e consumatori il diritto di sapere cosa pagano, perché lo pagano e a chi.