Il traffico illecito dei dati sensibili

Quanto valgono i vostri dati al mercato nero

Pochi guardano le bollette, o leggono i contratti prima di firmarli, molti non conoscono la differenza tra fornitore, quello della bolletta, e distributore, che ci fa arrivare luce o gas a casa e li misura con il contatore.

Ci stanno installando da anni, e chissà quante volte li avremo già pagati, contatori che possono venire letti e gestiti dai distributori “a distanza” cioè battendo sui tasti di un computer.

Non sappiamo cosa i distributori possano effettivamente fare “da remoto” perché i protocolli di comunicazione dei contatori non sono pubblici e i contatori non possono essere provati in contraddittorio. Non sappiamo quali dati vengono trasmessi,oltre a quello del consumo, ancora “stimato” nella maggior parte dei casi.

Quindi potrebbe anche darsi che il sistema “operatore-contatore” venga utilizzato in modo non ammissibile per es. decidendo da remoto il nostro consumo. La legge regola il solo contatore e non il sistema “operatore-contatore”.

Se per esempio ad un utente moroso viene ridotta la potenza, perché non farlo anche con quelli che la bolletta la pagano? Sarebbe truffa, ma chi potrebbe provarla? Come provare che la potenza contrattuale ( i 3 kW dell’utente domestico tipo) vengono mantenuti h24?

Quali siano i dati raccolti dai contatori é un altro mistero; prova ne è che, quando ci sostituiscono il contatore o cambiamo fornitore veniamo subissati di telefonate.

Eppure con quanta facilità firmiamo la clausola della privacy ad ogni acquisto? O concludiamo al telefono contratti di luce e gas, senza neppure sapere quanto consumiamo? Oppure leggiamo al telefono, a sconosciuti, le nostre bollette senza renderci conto di regalare dati sensibili? Firmiamo polizze assicurative senza leggerle e magari cestiniamo le modifiche unilaterali di contratto di fornitura di luce e gas?

Quei dati finiscono in rete e i tabulati vengono offerti anche su Facebook.

É anche grazie a quelle informazioni che poi riceveremo tutte quelle telefonate!

E in effetti, con i nuovi contatori potrebbero sapere tutto di noi: le nostre abitudini di consumo, quando siamo in vacanza, quante ore al giorno siamo in casa, se siamo dei buoni pagatori, e magari il nostro numero di telefono e l’IBAN.

E chi garantisce la sicurezza del dato che viene trasmesso?

Meglio perlomeno tenerci stretti i numeri di POD (per la luce) e di PDR (per il gas) perché con quelli possono millantare contratti non richiesti. Digitarli sui siti dei comparatori di offerte in rete può essere pericoloso.

Quei dati valgono centinaia di euro perché il mercato di luce e gas è un mercato di offerta, e i dati dei consumatori sono oro.

Così i distributori raccolgono i dati e li passano poi ai venditori, che sono spesso società collegate sotto lo stesso ombrello e che risultano ovviamente avvantaggiati.

Siccome i contatori nascevano anche per utilità dell’utente, ho provato la procedura per verificare i miei consumi sul SII – Sistema Informativo Integrato.

Ci si accede solo con l’identità digitale, ma pochi sanno cos’è e non possono perdere ore per farlo. Dopo uno slalom tra sms e password, ho potuto verificare i consumi solo di una di tre utenze a me intestate, delle altre due il sistema dice che non ci sono i dati.

In effetti, se non c’è un contatore di ultima generazione, l’utente non vede proprio nulla. Per il gas, dicono, ci vorranno anni anche se il nuovo contatore lo paghiamo da quando lo installano.

La nuova piattaforma è stata predisposta da Acquirente Unico, società pubblica che garantisce la fornitura di energia elettrica ai clienti del mercato tutelato.

In base ai dati Arera, il venduto di Enel supera l’80%, stessa percentuale dell’energia elettrica distribuita da edistribuzione, di intera proprietà di Enel.

Sui nuovi contatori c’è il logo Enel, e quindi, in futuro, saremo tutti più liberi di comprare energia da Enel, come ebbe a dire tanti anni fa il suo AD. Le altre centinaia di venditori si limiteranno a mercanteggiare i nostri dati.

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Autore: edoardobeltrame

“Ho scoperto il modo di ingannare i diplomatici. Io dico la verità, e loro non mi credono mai.” (C.B.C)

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