Breve storia dell’energia (2): il CIP 6

Nel 1992 scoppia tangentopoli, Enel diventa una S.p.A. e non costruirà più centrali.

La politica deve così trovare altre vie per far cassa.

Viene in aiuto l’Europa dove si parla da tempo di energia rinnovabile ed ecco gli incentivi, per quelli che costruiranno le centrali al posto di Enel; gli incentivi saranno d’ora in poi prelevati direttamente dalle nostre bollette.

Con il CIP 6 saranno così i privati a produrre energia, vendendola ad un prezzo “politico”.

Ma la vera invenzione é l’energia “assimilata” alla rinnovabile sulla quale c’è gente che campa da 24 anni.

Come possano venire assimilati alle energie rinnovabili, gli scarti di raffineria, i rifiuti e lo stesso gas naturale resta un mistero ancora da chiarire.

La “Convenzione  CIP6” lasciava ampi spazi interpretativi e veniva rilasciata in base a graduatorie, stilate per tipologia di impianto e di combustibile.

La graduatoria nasceva sulla base di semplice richiesta: bastava indicare un sito, che poteva anche non essere quello definitivo, e la potenza installata.

Senza neppure verificare i titoli del richiedente, una volta in graduatoria, veniva concessa la possibilità di trasferire, non solo la titolarità della Convenzione, e quindi la sua proprietà, ma addirittura il sito produttivo.

Si creavano così veri e propri crediti finanziari trasferibili: piccole società, o i loro titolari, entravano in graduatoria con più siti, rivendibili speculando.

Con il CIP6 vengono cosí costruite centrali dappertutto.

Ne approfittano subito i grandi gruppi industriali, che già producono energia per proprie esigenze, e le municipalizzate, con i primi inceneritori.

Ma ne approfittano anche società di scopo senza alcun impianto, che solamente intendano utilizzare, qualsiasi tipo di combustibile come per es. il catrame, i combustibili da rifiuti, gli scarti di lavorazione e i cascami termici.

Si racconta che il termine assimilate venne aggiunto di notte, in un momento di distrazione generale dei parlamentari; i lobbisti si superarono spiegando a chi votava che anche il gas naturale era in qualche modo rinnovabile, anche se in milioni di anni.

Il decreto viene ancora oggi periodicamente aggiornato e, ad ogni inutile tentativo di ridurre il costo delle bollette, si parla di cifre diverse.

Non c’è traccia delle prime graduatorie, come se si volesse dimenticare la vicenda, che invece pesa ancora come un macigno sulla voce A3 della bolletta.

(continua…)

 

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