RIPARTITORI

Interpretando una direttiva europea sul risparmio energetico, la norma UNI 10200 impone ai condomìni l’obbligo d’installazione di dispositivi di termoregolazione e di contabilizzazione dell’energia termica, consumata da ogni unità immobiliare salvo i casi di impossibilità tecnica ed economica”.

Per gli edifici riscaldati da più colonne montanti, che sono quelli più datati e più numerosi, la norma, che è una norma tecnica e non legale, impone sistemi di contabilizzazione di tipo indiretto, composti da un registratore di unità termiche – ripartitore – e da una valvola termostatica, con la quale é possibile regolare la portata di acqua calda al termosifone.

Ogni ripartitore viene configurato dal tecnico che lo installa in base alle caratteristiche geometriche e quelle di scambio del termosifone.

In base alla portata di  acqua nel termosifone, e delle caratteristiche dello stesso, il ripartitore elabora la quantità di energia termica “consumata” dal termosifone. E un valore numerico progressivo viene visualizzato sul display dello strumento.

Il ripartitore deve essere in condizione di poter rilevare sempre la temperatura dell’ambiente e quindi deve essere libero da qualsiasi ostacolo come tendaggi, mensole, copricaloriferi etc.

I ripartitori devono essere installati secondo le prescrizioni del produttore e non devono essere manomessi ma, non essendo strumenti legali, se uno lo fà, non può essere perseguito.

In caso di rottura del ripartitore, di spostamento o sostituzione del termosifone, si deve informare l’amministrazione del condominio per le opportune verifiche.

Per le caratteristiche costruttive e funzionali dei ripartitori, i dati calcolati sono fortemente influenzabili dal comportamento dei singoli utenti che, non solo  inconsapevolmente, potrebbero porre ostacoli sui dispositivi – asciugamani, ventilatori o complementi di arredo, falsando così le rilevazioni a loro favore.

La contabilizzazione indiretta dell’energia termica, effettuata con i ripartitori, se utilizzata in una transazione, qual’è quella di una ripartizione di spese condominiali, contravviene palesemente al Testo Unico delle Leggi Metriche il quale impone che” ogni convenzione di quantità che non sia di solo denaro, anche per privata scrittura, deve farsi in pesi o misura legali”. 

E i valori numerici, prodotti dai ripartitori, non sono unità di misura legali.

L’obbligo d’installazione di dispositivi di termoregolazione e contabilizzazione del energia termica individuale decade in caso di impossibilità tecnica, dell’installazione dei dispositivi, oppure se la loro installazione non risulta efficiente in termini di costo. 

Il rientro economico dell’investimento deve infatti avvenire entro un massimo di otto anni.

Nell’impossibilità tecnica dell’installazione dei ripartitori vanno comprese problematiche che invece vengono trascurate: lo squilibrio termico tra le unità immobiliari o lo squilibrio idraulico dell’impianto.

Questo succede negli edifici più datati, con montanti non coibentati e non in grado di sopportare sovrapressioni, conseguenti all’installazione delle valvole termostatiche.

Lo squilibrio termico é dovuto al fatto che i radiatori non sono sufficientemente dimensionati per garantire lo stato di confort nel locale attiguo a quello dove il termosifone viene parzializzato.

Ciò comporterebbe la sostituzione di buona parte dei termosifoni il cui ammortamento va ben oltre gli otto anni.

Un’attenta analisi energetica é prodromica a qualsiasi decisione condominiale.

Il parere del MISE non aiuta a risolvere il problema mentre il Comune di Milano ha iniziato a multare i condomini inadempienti.