Perché le bollette sono incomprensibili? Perché sono così diverse dalle altre bollette europee pubblicate nel blog?
Una precisa strategia di disarmamento cognitivo, il cd. marketing della complessità, hanno trasformato in vittima il consumatore italiano che non sa quanto consuma, perché non verifica mai i contatori, e si trova in bolletta consumi che non è in grado di verificare e prezzi che non capisce.
Nonostante i proclami sulla presunta comprensibilità, l’obiettivo sembra essere propio quello di rendere prezzo e quantità del prodotto incomprensibili.
Di conseguenza i venditori si sentono liberi di offrire quello che vogliono “tanto il cliente non capisce niente”.
Se non capisci cosa compri, non puoi confrontare; se non puoi confrontare, non puoi scegliere; se non puoi scegliere, sei un prigioniero, non un cliente.
La bolletta italiana è un capolavoro di opacità, sembra un geroglifico, stratificato negli anni da una autorità incapace, e lontana dalle necessità degli utenti, un mezzo per tenere i consumatori lontani dal problema, di non far capire cosa acquistano e cosa pagano.
È un documento che mescola unità di misura fisiche (kWh, kW, Sm3), concetti fiscali (IVA, Accise), voci parafiscali, come gli oneri di sistema, e voci di trasporto, distribuzione e misurazione.
Questa stratificazione non è casuale: in psicologia cognitiva, il fenomeno si chiama sovraccarico informativo.
Quando un individuo riceve troppe informazioni complesse in un formato disorganizzato, il cervello va in confusione e delega la decisione all’istinto o, peggio, alla rassegnazione.
Il consumatore-vittima smette di leggere la bolletta e guarda solo l’unica cifra che capisce: il totale in fondo alla pagina senza sapere se consuma di più o se luce e gas sono aumentati.