L’architettura dell’opacità

Perché nonostante le bollette siano sotto gli occhi di tutti nessuno sembra capirci nulla? La risposta non risiede nell’ignoranza del consumatore, ma in una precisa strategia di disarmamento cognitivo.


Come il marketing della complessità ha trasformato il consumatore in vittima

Nel marketing tradizionale, l’obiettivo è rendere il prodotto desiderabile.

Nel marketing energetico, l’obiettivo sembra essere quello di rendere il prodotto incomprensibile.

Se non capisci cosa compri, non puoi confrontare; se non puoi confrontare, non puoi scegliere; se non puoi scegliere, sei un prigioniero, non un cliente.

La bolletta italiana è un capolavoro di opacità, sembra un geroglifico, stratificato negli anni da Arera, un mezzo per tenere i consumatori lontani dal problema, di non far capire cosa acquistano e cosa pagano.

È un documento che mescola unità di misura fisiche (kWh, kW, Sm3), concetti fiscali (IVA, Accise), oneri parafiscali e componenti di trasporto.

Questa stratificazione non è casuale: in psicologia cognitiva, il fenomeno si chiama sovraccarico informativo.

Quando un individuo riceve troppe informazioni complesse in un formato disorganizzato, il cervello va in “blackout” e delega la decisione all’istinto o, peggio, alla rassegnazione.

Il consumatore-vittima smette di leggere la bolletta e guarda solo l’unica cifra che capisce: il totale in fondo alla pagina.

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Autore: edoardobeltrame

“Ho scoperto il modo di ingannare i diplomatici. Io dico la verità, e loro non mi credono mai.” (C.B.C)

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