La validazione del dato di consumo

La direttiva europea MID sugli strumenti di misura stabilisce che il dato fidefacente la transazione é quello indicato dal contatore, dato che viene letto dal consumatore per verificare e tenere sotto controllo i propri consumi.

Se il contatore é omologato MID, e si presume quindi che funzioni correttamente, non c’è alcuna necessità  di validare il dato di consumo ma in Italia non é così.

Per l’Autorità dell’energia, cui non compete la metrologia legale, i fornitori di energia elettrica e gas, devono farsi confermare la correttezza del dato dal distributore

In attesa della conferma, che é sempre cronicamente in ritardo perché i distributori hanno la tendenza a non leggere i contatori o perché il dato si perde durante la trasmissione tra contatore e centro operativo del distributore, il fornitore emette bollette basate su consumi stimati, che sono sempre maggiori di quelli effettivi.

Fatturare consumi sempre maggiori di quelli effettivi, rappresenta evidenti vantaggi per tutti meno che per il consumatore: il fornitore incassa di più, il distributore incassa il corrispettivo di un servizio non reso, lo Stato incassa più accise, imposte e IVA.

Il distributore, unico responsabile del servizio misurazione, rimane così il giudice inappellabile della transazione, con la possibilità di correggere eventuali errori di lettura degli ultimi cinque anni.

Se poi fornitore e distributore fanno capo alla stessa società, il gioco é più semplice.

Il caso segnalato da un lettore  del blog é utile per capire come funziona: dopo alcuni anni di fornitura, il distributore si accorge di avere commesso un errore: secondo il distributore l’energia fornita era maggiore di quella conteggiata perché un fantomatico coefficiente K era diverso da quello impostato nel contatore in fase di installazione, operazione effettuata dallo stesso distributore e della quale il distributore è il solo responsabile.

Essendo uno strumento omologato MID, tutti gli eventuali coefficienti correttivi – come senz’altro si evince dalla dichiarazione di conformità dello strumento previsto dalla direttiva – sono una caratteristica intrinseca dello strumento e, se è stato impostato o utilizzato male dal distributore, non é senz’altro colpa del consumatore.

La MID infatti prevede che, una volta posizionato e installato, non possono essere modificati i parametri metrologici del contatore, né localmente né da remoto.

 

Liberi di consumare energia dell’Enel

“Saremo tutti più liberi di comprare gas dall’Eni”  fu il commento di Franco Tatò sul decreto Letta che 16 anni fa intendeva liberalizzare il mercato del gas. L’allora AD di Enel aveva ragione: il codice di rete della Snam, che trasportava tutto il gas nazionale per l’ENI, venne preso per buono dall’Autorità per l’energia e tutto restò come prima.

Ottenuta da Renzi la banda larga, Enel ha deciso ora di sostituire trenta milioni di contatori e le specifiche sono state predisposte dall’Autorità per l’energia.

Sui contatori, e sul sistema della loro gestione da remoto,dovrebbe esprimersi solo il MISE, a cui compete la metrologia legale, e invece silenzio!

Il consumatore, che negli anni ha pagato bollette sempre più care, pagherà anche i nuovi contatori e resterà senza il servizio di maggior tutela e saremo quindi tutti  più liberi comprare l’energia elettrica dall’Enel.

La nuova strategia di Enel é il completamento della “felice intuizione” ( Francesco Starace – attuale AD di Enel di Tatò che creò dal nulla il contatore elettronico, che nessuno gli aveva chiesto e che nessuno ha mai capito come funzioni.

La “felice intuizione”  fu in pratica quella di metterci in casa, facendoceli pagare, milioni di contatori illegali perché nessun ente terzo indipendente li ha omologati; nessuno ha mai stabilito per quanto tempo possano funzionare; sono milioni quelli con il visualizzatore spento e non possono neppure essere letti da remoto, così le bollette ci addebitano sempre consumi stimati.

Siccome i soldi li metteremo noi, come cittadini e come utenti, Enel ha deciso così di sostituirli.

Contemporaneamente, l’Autorità per l’energia ha deciso anche la morte dei traders – non per niente Starace li considerava parassiti –  che saranno multati, retroattivamente, per avere speculato sugli sbilanciamenti e condizionato il mercato.

Enel, che é anche il produttore di riferimento, consoliderà così il monopolio della distribuzione e della misurazione presentandosi ai consumatori che lasceranno il mercato tutelato, con il nuovo nome – Servizio Elettrico Nazionale – che sottende una certa ambizione.

L’ interrogazione del M5S riuscirà a svegliare il Ministero, l’Antitrust o la Commissione Europea?

L’Autorità contro i consumatori

Nessuna tutela per il consumatore alla sostituzione di un contatore!

Lo prevede l’Autorità per l’energia“La regolazione vigente non prevede la vostra presenza all’operazione salvo che il contatore sia posto in un luogo non facilmente accessibile per il distributore in assenza del cliente finale o di un suo delegato. Inoltre non è previsto il rilascio al cliente di documentazione ai fini della certificazione della lettura di rimozione il quale, pertanto, è riconducibile a scelte operative del distributore”.

Le conseguenze sono:

  • a meno di non dover entrare in casa, il distributore può continuare indisturbato a installare contatori, omologati o  illegali, come ha fatto negli ultimi anni, senza neppure informare l’utente;
  • ammesso che riusciate a leggerlo, l’Autorità ritiene del tutto inutile che registriate i dati di consumo del vecchio contatore. Meglio invece non fidarsi di dati di bollette che magari arriveranno dopo mesi e quindi fate verbalizzare i dati di consumo.

E’ un vostro diritto!

Come quello di sapere a che titolo si presenta un terzo (il distributore) senza che il vostro fornitore vi abbia neppure informati.

E se invece il vecchio contatore non si legge o é illegale, fatelo sequestrare.

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