MISE

Il D.M. n° 60 del 24 marzo 2015 viene emanato ai sensi dell’art. 19, comma 2 del D.Lgs. 22/2007 (recepimento della direttiva MID): “Il Ministero dello sviluppo economico stabilisce, con uno o più decreti, i criteri per l’esecuzione dei controlli metrologici successivi sugli strumenti di misura disciplinati dal presente decreto dopo la loro immissione in servizio”.

La direttiva MID regola l’immissione sul mercato europeo di dieci categorie di strumenti di misura, tra le quali i contatori di energia elettrica attiva.

L’art.22 del decreto di recepimento, emanato in forza della delega conferita dal Parlamento al Governo, stabilisce che : “I dispositivi ed i sistemi di misura di cui all’articolo 1, comma 1, se utilizzati per le funzioni di misura previste al comma 2 del medesimo articolo e per i quali la normativa in vigore fino al 30 ottobre 2006 non prevede i controlli metrologici legali, qualora già messi in servizio alla data di entrata in vigore del presente decreto, potranno continuare ad essere utilizzati anche senza essere sottoposti a detti controlli, purché non rimossi dal luogo di utilizzazione.

Questa clausola, che non poteva far parte della delega del Parlamento, aveva l’evidente obbiettivo di “salvare” decine di milioni di contatori non omologati, installati da Enel a partire dal 2001.

Non essendo strumenti omologati non si può effettuare su di essi alcuna prova in contraddittorio, tant’é vero che i contatori vengono confiscati dalla Prefettura.

Il decreto 60, emanato dopo otto anni, non poteva che riguardare i soli contatori omologati MID, eppure l’art. 5, comma 6, recita: “I contatori di energia elettrica, già messi in servizio ai sensi delle disposizioni transitorie di cui all’art. 22 del decreto legislativo 2 febbraio 2007, possono essere sottoposti a controlli casuali o, su richiesta, a controlli in contraddittorio, da parte delle Camere di commercio per accertare il rispetto degli errori massimi tollerati previsti dalle pertinenti norme o Raccomandazioni OIML”.

Il ministero dovrebbe chiarire:

  1. che i contatori non possono essere stati messi in servizio ai sensi delle disposizioni transitorie di cui all’art. 22 del decreto legislativo 2 febbraio 2007 essendo in realtà illegittimamente in servizio alla data di entrata in vigore dello stesso decreto;
  2. che non é possibile alcuna prova in contraddittorio su contatori non omologati.