Ma quale lettura dei contatori

Misurano quando vogliono: quasi mai!

Per rendere operativa la prescrizione di soli due anni, ARERA emette un documento di consultazione che a pag.21 “squalifica gli smart meters” il cui funzionamento, per come era stato promesso,è tutt’altro che smart.

I consumatori pagano con la bolletta il servizio di lettura dei contatori, eppure le bollette addebitano consumi stimati che sono sempre maggiori di quelli effettivi. 

Anche quando il consumatore comunica l’auto-lettura, il fornitore attende per mesi la conferma del distributore e, nel frattempo, continua a fatturare consumi stimati.

Il bollettone di conguaglio arriva quando il distributore finalmente legge il contatore, trova sempre qualcosa che non va e ricostruisce unilateralmente lo storico dei consumi elencando letture, presunte o meno, che risalgono magari a otto anni prima.

Con il bollettone arriva anche la proposta di dilazionarne il pagamento, cosa che tutti accettano senza pensare che i contratti impongono al distributore di leggere il contatore a scadenze precise.

Arera ha però inventato il tentativo di lettura che non va mai a buon fine per la gioia di tutta la filiera, meno che di quella dell’utente, il quale scopre che otto anni prima, il 15 agosto avevano tentato di leggergli il contatore!

Se poi il consumatore decide di cambiare fornitore é il delirio: il fornitore subentrante chiede al distributore di leggere il contatore, quello non lo fa e così, per mesi, arrivano bollette sia del vecchio che del nuovo fornitore, che a sua volta fattura consumi stimati.

É tutto questo perché nei contratti non é prevista una lettura di inizio fornitura!

Invece di ridurre il periodo di prescrizione, sarebbe stato molto più utile limitare tassativamente il numero delle bollette di acconto ( una all’anno) imponendo ai distributori di rendere il servizio per il quale sono profumatamente pagati.

Con il provvedimento si procrastina invece una situazione scandalosa, aggravata dal fatto che con i nuovi contatori la lettura dovrebbe essere effettuata in tempo reale, il che ovviamente non é vero, in attesa che i contatori siano tutti attrezzati mentre, con la delibera, si concedono due anni per non farlo.

Ma come mai i fornitori possono attendere anni per fatturare ingenti partite economi che restano in sospensione di accisa e imposte ai danni dello Stato? 

Autore: edoardobeltrame

“Ho scoperto il modo di ingannare i diplomatici. Io dico la verità, e loro non mi credono mai.” (C.B.C)

3 pensieri riguardo “Ma quale lettura dei contatori”

  1. Grazie per aver detto la verità !
    Dove sono le associazioni consumatori, mute mentre ARERA, e-distribuzione ed gli gestori stanno massacrando gli utenti, ignari degli affari sporchi perpetrati a loro danno.
    Ormai non è più il tempo delle proteste e delle proposte, occorre sollecitare la magistratura ad occuparsi di tutti i reati e sono tanti a carico degli operatori, che gestiscono e regolano il più importante e delicato pubblico servizio, quello dell’energia elettrica.
    E’ urgente ed indispensabile, che la guardia di finanza su incarico della magistratura, metta mano al controllo finalizzato a stabilire quanta energia elettrica produce e/o acquista e – distribuzione e quanto ne fattura ai consumatori.
    Il perchè di questa indagine è semplice: la misurazione dei consumi agli utenti è effettuato in modo illecito dai telegestori e dal sistema di telegestione, che ha avuto addirittura mandato dall’allora AEEG di riprogrammare il fattore tempo uno dei parametri metrologici fondamentali. Esiste su Internet, da alcuni anni un dossier Enel, che spiega per filo e per segno come e – distribuzione “gestisce” i telegestori da remoto, rubando dal 20% in su, attraverso la modifica dei secondi contenuti nell’ora.
    Nel dossier è spiegato cosa comporta indicare al telegestori che l’ora è di 3000 secondi invece di 3600.
    Tale dossier personalmente da parte mia, è stato portato a conoscenza del Ministro Calenda e dei suoi capi servizio, dell’AEEG, dell’Enel Energia spa.
    La risposta di e – distribuzione è stata: ” Quanto al sistema di telegestione, attivo per il contatore in questione, si precisa che lo stesso consente la lettura in remoto di quanto visualizzato dal display del contatore senza possibilità di modificare i dati rilevati dal contatore stesso.”
    Non c’è che dire e – distribuzione fa i miracoli, infatti fa apparire i consumi sul display senza pigiare ripetutamente l’apposito pulsante ed in assenza di telecamera legge a distanza detti consumi.
    In effetti il ricorso a tale eclatante ” balla ” è l’evidenza che tenta disperatamente di occultare l’unica verità: i consumi elettrici sono misurati in modo illecito.
    Cordialmente Andrea Di Giovanni
    movimentocittadiniindifesi@gmail.com

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  2. il 15 d maggio c’è a Trieste la seconda udienza ella causa 1754/17 sulla verifica fiscale sulle tasse italiane a Trieste. Secondo Trattato di pace di Parigi 1947, il prezzo dell’energia deve essere al prezzo di produzione di una centrale idroelettrica e senza tutti i balzelli italiani. Chi rimborserà i soldi versati in più a tutti i cittadini e aziende della provincia di Trieste chi pagherà?

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  3. Condivido pienamente il fatto che paghiamo la Gestione del Contatore senza un Servizio che dovrebbe essere garantito dalla telegestione,…. meno del 40% degli utenti effettua le autoletture.
    Ma a riguardo della fattispecie ” ricalcoli anteriori ai 5 anni”, solo chi non sà li paga, in quanto soggetti a prescrizione ( Sulla base di un art. del Cod.Civ. ). Ma è pur vero che Loro ci tentano comunque, e l’ho verificata su un mio cliente.

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