Il monopolio dei contatori

I contatori di seconda generazione“, che ci stanno installando, renderanno ancor più dominante la posizione di Enel, come già segnalava un provvedimento dell’Antitrust nel 2007.

Ci sono voluti nove anni solo per cancellare Enel, dal logo Enel Distribuzione per passare a e-distribuzione, ma nulla è cambiato: e-distribuzione misura quasi tutta l’energia elettrica nazionale e anche gli altri distributori utilizzano i suoi contatori.

Bene quindi ricordare come andò nel 2001 quando, per la prima volta, Enel ci piazzó in casa i suoi contatori intelligenti”, quelli che ci avrebbero permesso di verificare il nostro consumo e fatto pagare quello che realmente consumavamo,non più consumi stimati.

A quel tempo regnava Kaiser Franz Tatò, incoronato da Romano Prodi, e solo Enel sapeva quanto i contatori sarebbero stati ben poco “intelligenti” e come invece sarebbero serviti per controllare a vita il mercato dell’energia elettrica nazionale.

Enel era onnipotente e decise di non omologarli, anche se la legge lo imponeva: se volete la luce beccatevi ‘sta ciofeca!

Non essendo uno strumento di misura omologato, la ciofeca non poteva essere neppure chiamata contatore e così Enel optó per  “elettrodomestico“, marcandolo con un simbolo CE fasullo.

All’installazione, se era fortunato, l’utente riceveva il manuale d’istruzioni dell’elettrodomestico.

istruzioni

Nel 2000, Enel produceva ancora tutta l’energia elettrica nazionale; siccome la liberalizzazione – Decreto Bersani del ’99 – le imponeva di vendere buona parte delle centrali elettriche, una concessione blindata sulla distribuzione nazionale,e il nuovo elettrodomestico,le avrebbero permesso di mantenere il controllo del mercato.

Le condizioni della concessione sono un segreto di stato e l’apporto di edistribuzione al consolidato enel è di otto miliardi.

Il nuovo elettrodomestico era un prototipo, con problemi che nessuno al mondo aveva ancora affrontato: i dati di consumo di ogni singolo utente sarebbero stati trasmessi sugli stessi cavi elettrici di potenza.

Allo sviluppo del progetto “in itinere” mancavano solo le cavie ed ecco decine di milioni di sprovveduti consumatori italiani, pronti a pagare la luce, misurata tutta dalla stessa società che ancora la produceva.

I contatori venivano prodotti in Cina, il simbolo CE era fasullo,e nessun ente terzo li avrebbe mai verificati.

Siccome: “tutto era gratis e avremmo finalmente pagato solo quello che avremmo consumato, magari utilizzando la lavatrice di notte perché costava meno” nessuno fiatò.

Verificando le bollette si scoprì, dopo, che non era così: pagavamo, e ancora oggi paghiamo il contatore e seguitammo a pagare i consumi stimati, perché il dato si perdeva durante la trasmissione, a conferma che era un vero e proprio esperimento.

Mentre Enel installava velocemente decine di milioni di contatori illegali, il Parlamento europeo stava discutendo una direttiva che avrebbe stabilito i criteri di fabbricazione, omologazione e commercializzazione in Europa proprio dei contatori.

La direttiva, nota come MID, venne emanata nel 2004, entró in vigore solo nel 2006, quando ormai Enel aveva ultimato l’installazione degli ultimi “elettrodomestici” e venne recepita in Italia nel marzo del 2007.

Siccome gli “elettrodomestici” illegali erano ormai più di venti milioni, bisognava sistemare le cose, oltre a farseli pagare.

Intervenne l’Autorità per l’energia con la delibera 292/06, secondo la quale, al dicembre 2006,  “i misuratori attualmente installati presso i punti di prelievo …sono di tipo elettromeccanico e i misuratori orari installati alla data del presente provvedimento presso alcuni punti di prelievo debbano essere preservati”.

Era falso: gli “alcuni punti di prelievo” erano invece venti milioni ma l’Autorità ha sempre brillato per dire quello che le veniva detto di dire.

Con la voce “oneri di recupero continuità” la delibera scaricava il costo dei contatori in bolletta, con tanti saluti al “non vi costerà niente, é tutto gratuito”.

Ma c’era un altro problema,ben più grave: il Testo Unico delle leggi metriche, che imponeva, e ancora oggi impone, strumenti di misura legali.

L’Autorità per l’energia non poteva intervenire, perché la metrologia legale non era di sua competenza, e allora ci pensó di nuovo il “mortadella“, con uno dei suoi magici provvedimenti “ad aziendam”.

Nel marzo 2007, quando la direttiva MID viene finalmente recepita anche in Italia, un articolo del decreto di recepimento rende legale quello che legale non é, e non potrà mai essere: più di venti milioni di contatori illegali potranno funzionare “fino a quando verranno rimossi”.

Un capolavoro!

Il decreto di recepimento, di dubbia costituzionalità, sarebbe stato anche impugnabile per eccesso di delega: una direttiva europea non va recepita per lavare i panni sporchi in casa.

Appena il decreto viene pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, l’Antitrust, con un tempismo senza pari, denuncia la posizione dominante di Enel, ma ormai è tardi.

Solo su intervento dell’Ufficio Metrico di Milano centinaia di contatori furono sequestrati.

Adesso vengono sostituiti con quelli di seconda generazione e verranno così distrutte le prove di misurazioni illegali, effettuate da elettrodomestici illegali, installati non si sa neppure quando ma che ora, secondo Enel, avrebbero concluso il loro ciclo di vita.

Eppure, per decreto, i contatori illegali potrebbero operare all’infinito visto che possono restare lì dove sono e cioè “fino a quando non verranno rimossi”. 

E chi decide che debbano essere rimossi ? Enel, ma a nostre spese.

La metrologia legale compete al MISE che, a governi alterni manifesta i suoi dubbi.

L’Autorità per l’energia, invocata dai distributori in occasione delle attuali sostituzione con il nuovo Open Meter, non ha alcuna competenza sul sistema di tele-gestione del contatore, un sistema illegale, perché un contatore omologato MID non può essere gestito da remoto.

Durante i due governi Conte, la questione era stata sollevata in Parlamento senza risultati.

La storia quindi si ripete e il risultato non cambia: prima era il contatore ad essere illegale e adesso, che il contatore è legale, lo si gestisce illegalmente da remoto!

18 pensieri su “Il monopolio dei contatori

  1. Buongiorno, ho ricevuto dal mio fornitore, il preavviso di installazione del nuovo contatore del gas. Sto cercando di capire se la sostituzione sia effettivamente obbligatoria o meno avendo trovato pareri discordanti sull’argomento. Potete aiutarmi a capire?
    Grazie.

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    • Per quanto ho già esposto in numerosi post che trattano l’argomento, la sostituzione va, per ora, rifiutata in quanto:
      1) l’obbligo sussiste per i distributori e non per l’utente;
      2) per quanto a mia conoscenza, la trasmissione del dato di consumo non é ancora stata attivata;
      3) se la trasmissione del dato di consumo non viene attivata, anche con il nuovo contatore, la fatturazione continuerà ad essere basata sui consumi stimati;
      4) il funzionamento della valvola, posta all’interno del contatore, non é normato ai sensi della sicurezza;
      5) dalla sostituzione, pagherà in bolletta il costo del nuovo contatore.

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    • C’è un modo per esprimere in maniera corretta il rifiuto? Se si, quale?

      1) Perchè l’obbligo per gli utenti non sussiste? Non è stata resa obbligatoria la sostituzione dall’ Aeegsi?

      4)In che senso il funzionamento della valvola non è normato?

      5)Ma perchè dicono che è gratuito se poi non lo è?

      Grazie per aver risposto.
      Saverio

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  2. Che la misura dell’energia sia da considerare una barzelletta basterebbe analizzare la stragrande maggioranza dei contratti che vede la fatturazione in fasce di picco e fuori picco non disponibili sul contatore tanto che si utilizza una formula per la conversione delle tre fasce. I più preparati diranno, ma ci sono a disposizione le curve di carico, vorrei vedere quanti Clinti finali sono in grado di gestirle.
    A questo punto dovremmo porci un altro problema è non parlare solo di e-distribuzione.
    Ci chiediamo se chi ha una fornitura a Roma dove ACEA non mette a disposizione le curve di carico come controlla i consumi in picco e fuori picco. Un contatore dovrebbe permettere la lettura diretta al display delle misure utilizzate per la contabilizzazione dei kWh. Aggiungo un ultimo dato, i contatori 2G non fisualizzano sul display le fasce orarie ma solo il totale della lettura che si incrementa, mentre dalle curve di carico si hanno i consumi e non le letture, tanto da dover scaricare i dati di consumo e ricostruire le letture obbligatorie ad esempio per le dichiarazioni annuali all’ Ufficio Dogane. Questo è il quadro. A volte mi chiedo come questo Ufficio non si pone il problema che le letture devono essere ricostruite sulla base dei consumi. Per altri gestori di rete in Lombardia o altro. Non siamo uniti in questa nazione nemmeno sulla gestione dei rilievi dei kWh, figuriamoci sul resto.
    Se vi sembro polemico avvertiti che smetto di commentare.
    Umberto Bianchi.

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  3. HO PRESO DI MIRA IN QUESTI GIORNI PROPRIO LE BOLLETTE.
    HO FATTO LE PULCI A QUELLE DEL GAS E SONO SCONVOLTO.
    FATELO ANCHE VOI
    CHIEDETE TUTTE LE LETTURE DEL CONTATORE DALL’INIZIO FORNITURA E FATE IL CONTO CON L’ULTIMA LETTURA CONTROLLATE TUTTI I FORNITORI QUANTI MC TU HAI PAGATO E VEDRAI CHE E PAZZESCO I SOLDI CHE HAI PAGATO SENZA CONSUMI REALI.
    PROCEDERò AL CONTROLLO BOLLETTE LUCE . SVEGLIAMOCI.

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  4. Salve a tutti, ma scusate , se io acquisto un conta Kwh in norma MID e controllo in un mese la differenza tra il contattore Enel ed il mio MID, riscontro una tolleranza, se essa e fuori dai parametri , posso contestare i dati e farmi risarcire del dovuto ,dalla data d’installazione, corretto. Grazie delle risposte. D.

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  5. Egr. ing. Beltrame
    mi sono preso la briga di andare a vedere le competenze dell’AEEGSI riguardo all’uso degli strumenti di misura che debbono essere certificati e conformi alle norme non solo italiane ma soprattutto europee, cioè quelle del 2004 che sono:

    L’Autorità regola i settori di competenza, attraverso provvedimenti (deliberazioni) e, in particolare:
    Stabilisce le tariffe per l’utilizzo delle infrastrutture, garantisce la parità d’accesso, promuove, attraverso la regolazione incentivante gli investimenti con particolare riferimento all’adeguatezza, l’efficienza e la sicurezza;
    Assicura la pubblicità e la trasparenza delle condizioni di servizio;
    Promuove più alti livelli di concorrenza e più adeguati standard di sicurezza negli approvvigionamenti, con particolare attenzione all’armonizzazione della regolazione per l’integrazione dei mercati e delle reti a livello internazionale;
    Definisce i livelli minimi di qualità dei servizi per gli aspetti tecnici, contrattuali e per gli standard di servizio;
    Promuove l’uso razionale dell’energia, con particolare riferimento alla diffusione dell’efficienza energetica e all’adozione di misure per uno sviluppo sostenibile;
    Aggiorna trimestralmente le condizioni economiche di riferimento per i clienti che non hanno scelto il mercato libero;
    Accresce i livelli di tutela, di consapevolezza e l’informazione ai consumatori;
    Adotta provvedimenti tariffari e provvede all’attività di raccolta dati e informazioni in materia di servizi idrici;
    Svolge attività di monitoraggio, di vigilanza e controllo anche in collaborazione con la Guardia di Finanza e altri organismi, fra i quali la Cassa Conguaglio per il settore elettrico, il GSE, su qualità del servizio, sicurezza, accesso alle reti, tariffe, incentivi alle fonti rinnovabili e assimilate e in materia di Robin Hood Tax.
    Può imporre sanzioni e valutare ed eventualmente accettare impegni delle imprese a ripristinare gli interessi lesi (dlgs 93/11).

    A questo punto sono andato a leggere sia la delibera del 2007 che quella del 2009 dato che si riallacciava a quella precedente: sono rimasto sbigottito in quanto non si parla della certificazione e conformità dei contatori ma viene messo in discussione il fatto che ENEL DISTRIBUZIONE non avesse ottemperato al fatto di avere effettuato la lettura almeno una volta all’anno e questo per tre anni consecutivi: la società ha ammesso il fatto ma ha anche detto che la lettura era stata delegata ad una società esterna.

    La cosa che sorprende è il fatto che ENEL delega un’altra società ad effettuare quello che sarebbe suo dovere fare nei confronti del cliente.
    Ma la cosa più grave è che, mentre si mette in gioco la lettura, nulla viene detto sulla legalità del contatore: mi sembra di essere nel paese dei balocchi dove si gioca ma dove non sono prese in considerazione le cose serie.
    E sì perché alla base della fatturazione c’è il contatore elettronico, conosciuto solo da chi l’ha installato,
    che sembra un oggetto misterioso di cui non bisogna parlare: è assodato che lo strumento è legale e fornisce i dati con grande precisione.Sic!!!
    Distinti saluti Giuseppe Costantini

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  6. Buongiorno, vorrei raccontare la mia esperienza e chiedere il vostro parere:nel 2012 ho cambiato fornitore elettrico da Enel a gdf Suez. Dopo anni di “quasi” normalità a ottobre 2015 arriva una fattura di 3.200,00 euro.
    Gdf Suez afferma che a ottobre 2013 Enel distribuzione mi ha sostituito il contatore è che devo pagare l’errata fatturazione sino ad oggi.
    1) il contatore non è stato mai sostituito, si evince dalle letture dei consumi che non ripartono mai da zero;
    2) Enel distribuzione può sostituire un misuratore senza che il soggetto intestatario possa vedere e verbalizzare la lettura del vecchio contatore e che il nuovo segni zero?

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  7. Avendo disdetto il contratto con la società ENEL ENERGIA SPA dal 01/03/2015 per la fornitura dell’energia elettrica, ho ritenuto opportuno inviare i dati dell’autolettura il giorno 28/02/2015 alle ore 20:25 ma non mi sono stati accettati in quanto nella precedente fattura era prevista l’autolettura entro il 27/02/2015.
    Tramite SMS all’inizio del mese mi è pervenuta la comunicazione che era stata emessa la fattura relativa al consumo di energia elettrica nel periodo gennaio-febbraio 2015.
    Ho ritenuto opportuno telefonare al numero verde 800900860 per verificare se i dati fatturati coincidevano,con qualche piccola differenza, con quelli da me registrati e comunicati.
    La sorpresa é stata quella di sapere che tra quanto fatturato e quello comunicato vi erano 22 kWh di differnza che avrei dovuto consumare nelle tre ore e mezzo che andavano dalle 20:25 alle ore 24:00 dello stesso giorno.
    Penso che attiavando tutti i dispositivi elettrici che ho in casa per arrivare a consumare quanto previsto dalla fattura in base alla comunicazione del distributore, sarebbe saltato l’impianto stesso.
    Da quanto detto sopra si evince una sola cosa:le letture fatte in centrale con il sistema di telelettura molto probabilmente non collimano a favore non tanto del distributore ma di chi fattura.
    Le faccio presente che ho già inviata una raccomandata in cui contesto la validità sia del contatore che il metodo di telelettura in quanto il primo non è tra quelli certificati ed il marchio CE é tipico dei dispositivi provenienti dalla Cina mentre per quanto riguarda la telelettura non esiste una normativa rilasciata da un Ente governativo che, sulla base di norme di legge antecedenti, faccio presente che il mio contatore è stato installato nel 2006, ne attesti la validità.
    Infine ribadisco che ho già fatto presente a ENEL ENERGIA SPA di inviarmi i dati forniti dal distributore relativi ad una fattura di conguaglio del 2011 pervenuta dopo tre anni ma, dal mese di novembre 2014, sono ancora in attesa di una risposta.
    Detta richiesta è stata motivata da una delibera rilasciata dall’AGEEGSI in data 16/10/2014 alla quale la società ENEL ENERGIA SPA non ha finora ottemperato.
    Le consiglio di riportarla nel suo blog in modo che i suoi letteri si rendano conto dei comportamenti scorretti da parte delle società soprattutto nel richiedere i conguagli dopo tanto tempo senza fornire adeguate risposte al cliente che le ha richieste.

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    • Grazie per il suo intervento: la situazione é simile a quella di altri lettori. Lei ha centrato i due problemi: contatori illegali e sistema di telegestione del contatore da remoto illegale. Non sappiamo nulla di quello che fanno e di quello che possono fare. Non sappiamo quanti milioni di contatori siano letti da remoto e quanti milioni no. Non sappiamo perchè milioni di contatori hanno il visualizzatore spento e quindi non si può fare neppure l’autolettura, come ha fatto lei. AEEGSI è totalmente impotente così come l’Antitrust. Bisogna stare molto attenti e fare come ha fatto lei. Alla fine, magari dopo anni,tutto si sistema ma la domanda è: e tutti quei consumatori che non si comportano come lei ?

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  8. Qualche anno fa installarono nel nostro condominio il contatore intelligente e le nostre bollette sono misteriosamente raddoppiate.
    Alla richiesta di verifica, la risposta fu secca: “Noi possiamo anche fare la verifica, ma in assenza di anomalie le addebiteremo l’intero importo dell’intervento, pari a 290,00 €.”
    Stessa situazione con altri condomini, qualcuno provò a fare la verifica e… 290,00 € di addebito cadauno in bolletta. Ovviamente si son ben guardati dal rilasciare qualsiasi documento scritto, limitandosi all’atto verbale delle comunicazioni di rito. Strano?

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    • I contatori non MID, cioè quelli installati prima del marzo 2007, non possono essere verificati da alcun ente terzo indipendente perché non esistono procedure legali di prova. In tale situazione, farli provare alla stessa Enel é farsi inutilmente del male.Io li farei sequestrare dalla GDF che ha il mandato per la vigilanza del mercato o dal locale Ufficio Metrico, come succede a Milano.

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    • Dott. Beltrame
      Come mai, a suo tempo, nella zona di Ravenna è stato sequestrato un contatore su denuncia di una signora?
      Come mai adesso sono stati sequestrati altri contatori a Milano per fatturazioni esorbitanti ingiustificate?
      Come mai un giudice di Venezia ha ritenuto illegale far pagare l’IVA sulle accise ?
      Non le sembra che la situazione stia precipitando e che sia il garante che la politica cercheranno di metterci una pezza?
      D’altra parte sono in ballo miliardi di euro e non penso che le grandi società possano sostenere questo salasso.
      Volenti o nolenti dovremmo sottostare a regole di mercato infami che non c’entrano affatto con la libera concorrenza, con la struttura che sta alla base dell’erogazione di detti servizi ma soprattutto con gli organismi deputati al controllo del mercato dell’energia.
      Come detto solo una class action condotta da associazioni per la tutela del consumatore rappresentanti un notevole numero di clienti possono ottenere una giustizia quanto meno parziale altrimenti andremo avanti con norme e struttuire imposte senza la possibilità di controllo ma soprattutto di essere protetti da una normativa che non serva a tutelare le grandi società.

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