Debranding

Il provvedimento di Arera prevede il riconoscimento dei costi sostenuti dalla imprese distributrici di energia elettrica e di gas per il cambio del marchio e delle relative politiche di comunicazione: milioni di euro messi retroattivamente a carico dei consumatori.

Nel 2007, dopo soli otto anni dal decreto Bersani, la c.d. liberalizzazione del mercato dell’energia elettrica imponeva la separazione funzionale – unbundling – delle società che distribuivano l’energia elettrica da quelle che la vendevano.

A livello nazionale: edistribuzione da enel energia, o dal servizio elettrico nazionale, mentrea livello locale, Unareti da A2A, Areti da Acea oppure Ireti da Iren, Inrete da Hera.

Una società che vende energia, ed è posseduta dalla stessa società che possiede anche la rete di distribuzione, è palesemente avvantaggiata, non fosse altro per i dati commerciali dei clienti che, specialmente con i nuovi contatori intelligentissimi, restano in “famiglia”

Le reti di distribuzione avrebbero dovuto fare capo ad un ente terzo, come succede in Europa, ma da noi non si può anche perché le reti di trasporto e distribuzione sono state date in concessione, come per le autostrade, e le condizioni delle concessioni sono segreti di stato.

Ovvia quindi una certa resistenza dei monopolisti di sempre.

Quindi, adesso, pagheremo con le bollette i creativi per scelta del nuovo marchio, la carta intestata e i nuovi numeri telefonici, in attesa di pagare anche le nuove sedi perché, come succede a Cagliari, Terna, Enel ed edistribuzione non possono restare sotto lo stesso tetto.

Sarebbe questa la separazione funzionale?

Un unbundling inesistente genera dei costi che vengono scaricati sulla comunità e vanno a gonfiare i già trionfali bilanci delle società che, in monopolio, distribuiscono energia elettrica e gas.

3 pensieri su “Debranding

  1. Egr. ing. Beltrame
    Il sottoscritto non si sorprende più di tanto di fronte a certe situazione di privilegio da parte delle grandi società. Quello che non comprendo è come mai l’AGEEGSI emetta delle delibere che, guarda un po’, agevolano le grandi società a discapito degli utenti.
    Purtroppo mi rendo conto che l’utente deve essere spremuto oltre ogni limite basta guardare il glossario che, cercando di giustificare le varie voci che compongono la bolletta, di fatto mette in piedi una serie di voci che in alcuni casi risultano incomprensibili.
    L’importante però è che dette voci, purtroppo, fanno parte della bolletta per cui, pur essendo incomprensibili, fanno lievitare la stessa a vantaggio delle grandi società.
    Ci sono utenti che non sanno effettuare l’auto lettura ed anche quando lo sanno fare e la comunicano,come faccio mensilmente, non c’è concordanza tra dato comunicato e quello fatturato.
    Per non parlare poi delle fatture di conguaglio e delle letture stimate: a tutte le contestazioni fatte mi è stato risposto che rientra nella legalità.
    C’è da fare un distinguo: mentre per le società è tutto lecito, alle mie domande sulla legalità dei contatori dell’energia elettrica e del gas sono sempre in attesa di una risposta che non arriva.
    Ho l’impressione che le grandi società siano protette dal potere politico e l’Autorità competente non si permette il lusso di prendere in considerazione che l’imposizione di certi strumenti è fatto in contrasto proprio con le norme che sono alla base degli strumenti di misura: purtroppo quando ci sono i miliardi di mezzo tutto fa brodo anche approvare l’uso di strumenti né certificati né conformi ma soprattutto quello che dovrebbe essere contestato è il sistema di trasmissione dei dati dal contatore alla centrale e la validazione da remoto del dato di consumo, ma il MiSE non ascolta né risponde a queste osservazioni.
    Purtroppo noi cittadini siamo succubi di un sistema che non accetta critiche e nemmeno vuole applicare le norme di legge che sono alla base di un sistema democratico.

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      • Egr. ing. Beltrame
        Altro che dittatura, per come sono effettuate le letture, come sono trasmessi i dati dal contatore alla centrale, come sono trasmesse le fatture di trasporto dal distributore al fornitore e come è strutturata la fattura, siamo di fronte ad un sistema perverso messo in piedi da un potere politico al solo scopo di tartassare gli utenti.
        Vorrei solo sapere come mai il MiSE, ministero preposto al riconoscimento e alla validazione degli strumenti di misura, non abbia mai messo bocca per dire se gli stessi e il sistema di trasmissione siano legali e conformi alle norme di legge mentre questo diritto viene accentrato nelle mani dell’AGEEGSI che ha il compito di dare le indicazioni in base alle quali debbono essere realizzati gli strumenti di misura e non solo. Penso che sia un’anomalia solo italiana. Comunque la struttura delle fatture su come è impostata attualmente è solo a beneficio delle grandi società.
        Quello che mi dà più fastidio è il fatto che si parla sempre di letture stimate: a che cosa serve allora il sistema di trasmissione dati dal contatore alla centrale se non ad avere il dato del contatore in tempo reale?
        Scusi se mi dilungo ma sono indignato da questo atteggiamento delle grandi società appoggiato dalla politica.
        Spero che in futuro le cose cambino altrimenti per noi, di fronte ai continui aumenti, sarà opportuno limitare l’uso dell’energia che, allo stato attuale, ci costa molto cara.
        Distinti saluti Giuseppe Costantini

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