Attenti con il gas!

Il gas è pericoloso e, per gli “addetti ai lavori”, una decina di decessi all’anno sono fisiologici.

I contratti di fornitura, che firmiamo con una certa superficialità, prevedono chiare responsabilità: il fornitore vende il gas all’utente e il distributore lo distribuisce e lo misura.

Con esclusione delle emergenze, il distributore si rapporta unicamente con il fornitore, anzi l’utente, di norma, non sa neppure chi sia.

La quota relativa a “trasporto e gestione del contatore” la troviamo in bolletta ed è piuttosto salata ma non è questo il punto.

Abbiamo cominciato a conoscere i distributori solo perché è in atto, a livello nazionale, la sostituzione dei contatori e quindi adesso ci scrivono oppure ci lasciano gli avvisi.

In passato, distribuzione e vendita del gas facevano capo alla medesima società locale che aveva quindi tutto l’interesse a risolvere i problemi dei consumatori; ora invece è proprio il consumatore, cioè chi firma il contratto di fornitura, a doversi preoccupare della sicurezza, per tutto quanto sta a valle del contatore.

Se, per esempio, il  contatore è installato, assieme agli altri, in un’area comune condominiale, il proprietario del’appartamento é responsabile della tubazione che parte dal contatore; se in quel tratto ci fosse una perdita, sarebbe lui a risponderne.

Gli amministratori di condominio non lo sanno o fanno finta di non saperlo

Alcuni fornitori, quelli seri, avvisano gli utenti che però, o non leggono oppure sottovalutano il problema.

Per i nuovi allacciamenti alla rete del gas, il distributore deve verificare che l’impianto a valle del contatore non perda e, solo dopo effettuato la prova di tenuta, fornisce il gas.

Ma anche nei subentri, la situazione può diventare  pericolosa: succede infatti che vengano aperti contatori sbagliati oppure la prova di tenuta della pressione non venga eseguita del tutto, o venga fatta sommariamente

E’ capitato, per esempio, che chi interviene, apra il contatore senza essere sicuro che sia quello giusto.

Se poi il fornitore del gas è lo stesso da anni, o magari da decenni, il pericolo aumenta considerevolmente.

Sono questi gi effetti di una regolazione che non prende in considerazione i problemi pratici che si creano sul campo, dove il rispetto delle procedure viene spesso sacrificato, colpa di un mercato sempre più aggressivo.

Ma qui si tratta di sicurezza e di vite umane!

La situazione peggiora quando distributore e fornitore non fanno capo alla stessa società: teoricamente, con una telefonata, si potrebbe far aprire il contatore sbagliato e far dare gas a un appartamento non occupato, come é successo a chi scrive per ben due volte.

Pericoloso sembra anche il nuovo contatore elettronico del gas, che ci stanno sostituendo a milioni di esemplari: é dotato infatti di una valvola interna che può essere chiusa da remoto se non pagate le bollette.

Arera dice che la valvola e stata prevista ai soli  fini “gestionali”.

La valvola però non é normata ai fini della sicurezza: potrebbe infatti non chiudere bene oppure restare aperta mentre, da remoto, sembra chiusa, esponendo l’utente a potenziali pericoli.

Perché sia stata prevista e perché nessuno abbia sollevato il problema resta un mistero. Come mai in Francia, dove hanno avviato un progetto pilota, non c’è alcuna valvola interna al contatore?

Solo per questa ragione, se il contatore si trova all’interno dell’abitazione, la sostituzione andrebbe rifiutata.

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