Le marcature CE

Sono decine di milioni i contatori “intelligenti” installati in Italia.

Non è chiaro per chi siano “intelligenti”, se per l’utente che ha invece notevoli difficoltà nel rilevare i dati del suo consumo, o per le società che li hanno installati, non solamente per risparmiare sul letturista.

L’avvento dell’elettronica, nella rilevazione dei consumi di gas e luce,non ha portato in effetti alcun vantaggio per l’utente che è ora alle prese con uno strumento di non facile lettura rispetto a quello di una volta che indicava solo un numero, kWh di energia elettrica o m3 di gas. Numeri che potevano essere facilmente confrontati con quelli delle bollette.

Per quanto riguarda l’energia elettrica, l’utente non vede più la “rotella che gira” e quindi presume che i contatori la misurino ma non ha la più pallida idea di come siano fatti, di come funzionino e di come vengano gestiti – illegalmente – da remoto.

Quando cominciarono ad installarli, nel 2001, doveva essere tutto gratis e, dicevano, avremmo pagato solo il consumo effettivo mentre oggi, dopo vent’anni, ci addebitano ancora consumi stimati.

Oltre ad un evidente problema di legalità – un argomento ricorrente del blog – c’è anche quello della potenziale pericolosità.

La marcatura CE, impressa sul contatore,dovrebbe garantire la conformità dello strumento alle norme in base alle quali è stato fabbricato, messo in commercio e utilizzato.

La marcatura CE significa cioè che qualcuno ha eseguito i test di sicurezza e un manuale deve spiegare all’utente cosa deve, o non deve fare, per evitare i pericoli.

Se la marcatura CE non è regolare:

  • la presunzione di conformità non sussiste e
  • chi lo ha installato, e chi ne utilizza i dati per fatturare, incorre in una sanzione amministrativa e alla confisca dello strumento.

I contatori attualmente in servizio sono contraddistinti da due tipi di marcatura: quella utilizzata prima dell’entrata in vigore della direttiva  MID – marzo 2007 – che riporta il simbolo CE, tra l’altro irregolare come ammette la stessa Enel, come in questa foto:

20150123_171918

e quella utilizzata dopo l’entrata in vigore della direttiva, dove il simbolo CE  è seguito da una M, da due cifre che indicano l’anno di apposizione della suddetta marcatura, e da quattro cifre che identificano l’Ente Notificatore Europeo che lo ha omologato. Segue poi un codice che identifica il dossier tecnico depositato presso il l’Ente Notificatore.

Questo è un esempio di marcatura regolare dove anche la C e la E sono apposte in modo corretto.

IMG_1360

I contatori, installati prima dell’entrata in vigore della direttiva MID, sono più di quaranta milioni e non sono mai stati omologati.

Non esiste pertanto alcuna la garanzia che rispondano a criteri o a norme di sicurezza e quindi non é chiaro perché la marcatura sia stata apposta,se non per motivi commerciali.

Dei contatori omologati MID viene invece attestata la conformità a un modello depositato, sia per quanto attiene alla precisione metrologica che alle norme di sicurezza, previste dalla direttiva.

La direttiva MID prevede inoltre che, all’installazione del contatore, venga consegnato all’utente il manuale d’istruzioni e d’uso e la “Dichiarazione di Conformità”, firmata dal legale rappresentante della società che lo ha fabbricato, oppure da chi lo ha immesso sul mercato.

La dichiarazione di conformità garantisce l’utente che i criteri di fabbricazione e di prova del contatore installato sono stati rispettati.

La dichiarazione di conformità attesta altresì che l’azienda che fabbrica il contatore, ha depositato un fascicolo tecnico presso l’Ente Notificatore Europeo che lo ha omologato e che può essere, a richiesta, consultato.

6 pensieri su “Le marcature CE

  1. ma il simbolo “ce” nella forma e nella misura riportato in foto; non corrisponde a comunità europea bensì a chaina export. attendo notizie sul fatto. grazie. emanuel caruso

    "Mi piace"

    • Vero. Non corrisponde al marchio legale europeo.Il marchio CE deve corrispondere a quello indicato dalla legge e se è sbagliato deve assolutamente essere corretto o il prodotto, sul quale è apposto, ritirato dal mercato. L’ammenda in tali circostanze va dai 500 ai 1500 euro, per ogni contatore. Sull’interpretazione “china export” non mi pronuncio.

      "Mi piace"

  2. Egr.sig. Beltrame
    Mi sembra fuori luogo che l’ENEL possa consegnare un documento che non è stato mai redatto in quanto gli strumenti installati entro il 2006 sono privi di qualsiasi etichettatura che ne attesti la conformità.
    Anzi diciamo che sono entrati di straforo in Italia in quanto il marchio CE non è quello depositato presso la Comunità Europea perché è quello tipico di China Export.
    Oltretutto manca la M e quindi possiamo concludere che l’ENEL ha effettuato una bella operazione di sostituzione dei vecchi contatori a disco a suo uso e consumo.
    Come faccio a sapere se i dati dei contatori sono, diciamo, esatti quando non esiste società che ne attesti la conformità.
    E poi i dati forniti dalle società distributrici non collimano mai con quanto viene rilevato dal cliente non solo a distanza di tempo ma anche dopo un giorno.
    Il che mi fa sospettare che la telelettura sia affetta da qualche errore a favore delle società fornitrici di energia. Come mai?
    Quanto sto asserendo è successo con la lettura del mese scorso: figuriamoci con le fatture di conguaglio che arrivano dopo tre anni, chi le controlla?
    Un saluto Guseppe Costantini

    "Mi piace"

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.