La socializzazione delle perdite

“buchi” e i debiti dei venditori di energia elettrica vengono pagati da tutti i consumatori: erano 500 milioni per  Gala, che poi è fallita, e sono 156 adesso per Green Network, che ne deve il doppio a Enel.

Si facciano pure avanti quelli che hanno fatto buchi, o magari pensano di farne in futuro: i consumatori annullano il rischio d’impresa, sono una garanzia per società innette e avide, le stesse che ci telefonano a casa ogni sera o spendono e spandono con campagne pubblicitarie milionarie.

Società che sanno che saranno i consumatori a pagare i loro debiti e hanno deciso, contro ogni logica, di operare in un mercato controllato dal vecchio monopolista – adesso si chiama incumbent perchè fa piu figo – che deciderà chi può vivere o deve morire.

L’incumbent conclude accordi transattivi con i soldi dei consumatori. E chi gli ha dato questa facoltà? Ma ovviamente il regolatore – Arera – il cui bilancio dipende per un quarto proprio dall’incumbent.

La buona notizia è che i soldi li abbiamo già tirati fuori da tempo!

Sono già nella CSEA – Cassa Servizi Energetici e Ambientali – basterà prenderli e girarli all’incumbent, come sono stati presi e girati ad Alcoa, Ilva, Alitalia e altri compagni di merende.

Ovvio che, con questo andazzo, i soldi della CSEA finiranno e centinaia di società, che non potranno transare con Enel, come invece ha fatto Green Network, scompariranno presto.

Ma è giusto così: sono società nate dal nulla e senza alcun “paletto” regolatorio, tanto poi provvedono i consumatori.

Il mercato finirà a non più di una trentina di società di vendita – pare che ora ce ne siano 700 – che potranno finalmente controllarne il prezzo.

Trionfale, invece, il cammino dei distributori e, in particolare, di quello dell’incumbent che distribuisce e misura, più o meno, tutta l’energia elettrica nazionale.

Come Dio, è lui che incassa i soldi e, se poi non li vede, decide chi deve fallire e con chi invece transare: Green Network è grande e in futuro potrebbe, tornare utile!

Scaricare i debiti dei privati sui consumatori alimenta l’altra socializzazione, quella degli oneri di sistema per 18 miliardi di euro all’anno, che avviene in sordina.

Nella CSEA ci sono sempre un paio di miliardi pronti per le emergenze,come per Alitalia. 

Ma anche quelli sono soldi nostri, pagati perché avrebbero dovuto darci dei benefici.

Ma sfido chiunque a dimostrare i benefici economici dell’energia rinnovabile per i consumatori. 

E adesso, che il valore degli oneri si avvicina alla metà del valore totale della bolletta, e la morosità aumenta, arriva la resa dei conti!

Secondo il TAR del caso Gala gli oneri di sistema sono oneri “fiscali”, rivolti cioè alla generalità dei cittadini.

Mentre, per il regolatore, è l’ex presidente Bortoni che parla: “le sentenze della giustizia amministrativa si rispettano ma hanno travisato la materia; la richiesta di socializzare sarà l’ultima spiaggia, non si andrà subito a socializzare il buco; dovremo riformare le decisioni della giustizia che non stanno in piedi, pur rispettandole; dovremo definire formule di sopravvivenza da qui al nuovo assetto ‘a canone Rai’, spero che il transitorio sia di alcuni mesi, vedremo; stiamo già pensando ai criteri da rispettare per iscriversi all’albo previsto dal Ddl concorrenza“.

Ad oggi, non solo non esiste l’albo ma i piazzisti di energia proliferano, tanto sanno che, come nel caso Green Network, non possono fallire.

E poi perché socializzarli in colpo solo quando lo puoi fare un po’ alla volta,magari senza che nessuno se ne accorga!

4 pensieri su “La socializzazione delle perdite

  1. Di questo passo se non avverranno cambiamenti di rotta finiremo x farci la guerra x il commercio dell’energia elettrica NESSUNO PERÒ PARLA di energia solare x il privato X che? Amici che lo anno fatto negli ultimi 3 anni dicono di guadagnare. 4 kw costo euro tra 4 / 5 euro il tempo e tecnologie aggiornate ci dirà se è conveniente.

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  2. Egr. ing. Beltrame
    Lei non può immaginare in quale distorsione del mercato (se così si può chiamare) sono capitato. A parte ho inviato diverse raccomandate alla RAi per informarla che le abitazioni intestate a mia moglie sono secondarie e mi sono visto addebitare il canone per il 2016. Quello che vorrei sapere se all’Agenzia delle Entrate di Torino sono lette le raccomandate perché, a tutt’oggi, risulta inevaso il canone per sette mesi del 2016.
    Ma l’aspetto più grave della vicenda sono le fatture pervenute per i consumi dell’energia elettrica relativi ad una abitazione secondaria disabitata e per un’altra abitazione che viene utilizzata saltuariamente.
    Vuole sapere a quanto ammontano le fatture globalmente per un periodo di circa 10 mesi quasi € 1.000,00.
    La cosa che mi ha sorpreso di più è il fatto che le fatture relative all’abitazione disabitata è di circa € 400,00.
    MI è pervenuta la risposta della società che cerca di giustificare detti importo con gli oneri di sistema e con altre voci: ma a casa mia, normalmente, la fattura dovrebbe essere preponderante il peso dei consumi: qui in Italia le voci si invertono, sono più le spese per altri oneri che per quelle relative ai consumi. (A proposito il contatore è fermo da mesi).
    Certo che l’AGEEGSI si è inventato un bel sistema di fatturazione per favorire le società: come mai negli altri paesi il rapporto tra consumi e spese fisse è completamente diverso rispetto al nostro paese?
    Un’ultima considerazione: mi fa sorridere il fatto che il garante abbia dato mandato alle società di sostituire i contatori di seconda generazione: ma mi sembra lecito chiedere al Garante in tutti questi anni i contatori utilizzati erano legali? A me sembra di no ed anche la loro frase nella delibera del 2007 che i contatori potevano essere utilizzati fino alla loro sostituzione, la dice lunga sulla legalità di questi contatori e su come sono gestite le situazioni di illegalità in Italia.

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