Di chi sono i contatori?

Quasi 1.000 € solo per cominciare a consumare luce e gas.

Per un nuovo allacciamento alla rete elettrica milanese, il distributore pretende 500€ e installa un contatore, che verrà pagato di nuovo, e per anni, con la bolletta.

Ma non è che, in questo modo, l’utente diventa proprietario del contatore?

Nel 2012, governo tecnico, il D.M n° 75 definiva “titolare” del contatore: “la persona fisica, o giuridica, titolare della proprietà dello strumento o che, ad altro titolo, ne ha la disponibilità”.

Il decreto cancellava così la storica figura dell’Utente Metrico che era “colui il quale, per l’esercizio di un’attività di compra-vendita, ai fini della quantificazione della cosa da scambiarsi contro il prezzo, si avvale di uno strumento di misura”. 

Il termine “disponibilità” era ambiguo: la proprietà è un diritto assoluto mentre  il possesso é relativo; con quel decreto, tutti potremmo diventare, in effetti, possessori del contatore, che è installato nelle nostre case da anni, se non da decenni, e che abbiamo pagato per anni,o per decenni,con le bollette.

Ma, una volta diventati utenti, avremmo dovuto garantire che il contatore misurasse correttamente, nonostante il distributore ci addebitasse il servizio di misurazione.

Il successivo decreto 21 aprile 2017 n° 93 cancellava tutto e definiva titolare dello strumento “la persona fisica o giuridica titolare della proprietà dello strumento di misura o che, ad altro titolo, ha la responsabilità dell’attività di misura”.

Un esempio per chiarire: quasi tutte le stazioni di servizio stradali sono delle società petrolifere, ma la responsabilità della misurazione è del gestore della stazione.

É il gestore che, tramite le colonnine misura la quantità di carburante che viene scambiata contro il prezzo.

In questo caso il gestore è il titolare dello strumento di misura e ne ha la responsabilità. Stessa cosa avviene per le bilance degli alimentari.

Gli obblighi metrologici ricadono cioè su chi utilizza lo strumento per quantificare i beni, che sono oggetto della transazione.

Nei contratti di fornitura, di gas e di energia elettrica, chi misura è un terzo,il “distributore”, e la  questione si complica.

Il proprietario del contatore, e della rete di distribuzione, è il distributore.

Chi invece utilizza i dati prodotti dallo strumento, per quantificare e fatturare l’energia elettrica o il gas al cliente finale, è il venditore o fornitore.

Stando quindi all’ultimo decreto, dovrebbe essere il venditore ad assumere la titolarità del Contatore, anche se non ne è il proprietario.

Ora, se un contatore misura una quantità maggiore di quella ceduta, il venditore incassa l’ingiusto profitto, a prescindere dal fatto che il dato di misura gli venga comunicato dal distributore o dal cliente finale.

A chi si oppone alla sostituzione dei nuovi contatori, viene risposto che i contatori “sono proprietà del distributore” ma non esiste alcuna prova che lo siano.

4 pensieri su “Di chi sono i contatori?

  1. buongiorno, a me Eni sta chiamando in questi giorni affermando che il contatore presso casa mia è di sua proprietà, offrendomi un contratto di fornitura. In realtà il mio fornitore afferma che il contatore è di Unareti…. in quanto a Milano, dove abito, i contatori sono di tutti di proprietà di questa azienda, a prescindere dal venditore della fornitura. Ho chiamato il mio fornitore e me lo ha confermato a voce, esiste che lei sappia un documento ufficiale che afferma la proprietà di Unareti dei contatori di Milano?

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  2. La questione del contatore è ambigua però il distributore e il cliente finale -chi paga le bollette- sono stati messi sullo stesso livello per la rilevazione degli scatti, delle anomalie del contatore pertanto anche chi paga le bollette -persona fisica e giuridica- è considerato/a gestore, mettono a disposizione un n.verde per le autoletture, un n per gli eventuali guasti del contatore o della rete, un n per fare dei reclami sui consumi fatturati, di fatto esiste una co-gestione nella fornitura. Molti consulenti mi hanno riferito che è sempre obbligatorio comunicare al/alla consumatore finale la sostituzione dando un pre-avviso e motivando la sostituzione che deve avvenire in presenza della persona -fisica o giuridica- che paga le bollette che può contattare un tecnico di fiducia per verificare la veridicità delle motivazioni correlate alla sostituzione e se rilevano incongruenze può chiedere anche il rimborso delle bollette precedenti alla sostituzione.
    È ovvio che sostituire senza preavviso o senza darne comunicazione apre contenziosi continui perché si rompe il rapporto fiduciario che è tanto ignorato, certe società si danno la zappa sui piedi da sole.

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