Arera e i sistemi illegali di misura

Per sostituirci i contatori di energia elettrica, i distributori invocano la delibera di Arera ma il consumatore non è obbligato ad accettarla e il sistema di tele-gestione del contatore è illegale.

Il sistema, che non è definito legalmente, prevede l’impiego di un contatore che, omologato come strumento autonomo, non può essere gestito da remoto.

E’ illegale modificare da remoto i parametri di misurazione: se il consumatore non paga la bolletta,gli riducono la potenza contrattuale ma non è garantito che non lo facciano, anche se la paga.

In attesa di chiarimenti, il consumatore si può opporre alla sostituzione e il dato valido della transazione rimane, per legge, quello rilevabile sul contatore, non collegato al alcun sistema remoto.

Interpellata da un consumatore, l’Autorità per l’energia scrive che “la modalità mediante la quale la quantità di energia elettrica viene misurata non é oggetto dei suoi interventi e che le responsabilità dell’attività di misura, previste dalla normativa vigente, ricade sui distributori”.

In assenza di un pronunciamento del MISE – Ministero dello Sviluppo Economico, unico competente per la Metrologia Legale –  é evidente che il sistema di tele-gestione, così come é stato predisposto dai distributori, non è legale, ai sensi degli articoli 7 e 8 dell’allegato I della direttiva MID: qualsiasi sistema di connessione di un contatore MID con software esterni non é né idoneo né sicuro.

L’omologazione MID del contatore riguarda il solo contatore quale strumento autonomo che perde la legalità quando viene inserito in una struttura di tele-gestione, i cui software possono modificarne i parametri e il risultato della misurazione.

Il documento di consultazione dell’Autorità per l’energia a pag. 50 riporta le osservazioni di un consultato che invocando il punto 10.5 dell’allegato I al decreto 2 febbraio 2007, n. 22, che ha recepito la direttiva europea MID, afferma che l’utilizzo dei dati rilevati a distanza non è riconosciuto dall’attuale legislazione metrologica”. 

L’unico sistema di misurazione legale dei consumi è rappresentato quindi da un contatore elettronico omologato che non interagisca con alcun altro software.

Non risultano, di conseguenza, legalmente valide le quantità di energia elettrica derivate da letture da remoto ai sensi dell’art. 10 del dell’allegato I della MID.

Nonostante abbia ammesso di “non avere poteri istituzionali e di non potere, di conseguenza, dare risposta alle questioni ad essa inerenti”, l’Autorità si é sempre prodigata in interpretazioni, consigli, osservazioni e segnalazioni che, in assenza di un chiaro pronunciamento del Ministero, non hanno alcun valore.

L’Autorità ha deliberato in aperta violazione della legge, per “difetto assoluto di attribuzione” (art. 21-septies l. n. 241/90) il che dovrebbe comportare la nullità delle sue deliberazioni, reclamabile in ogni tempo.

Risultano giuridicamente inesistenti e quindi impugnabili, la delibera 292/06 del 18 dicembre 2006, che dettava “Direttive per l’installazione di misuratori elettronici di energia elettrica predisposti per la telegestione per i punti di prelievo in bassa tensione”,  quella che autorizza  l’installazione dei nuovi smart meters “Realizzati secondo le specifiche funzionali emanate dall’AEEGSI con la Deliberazione 87/2016/R/eel” e la già citata 646/2016/R/EEL

Per quanto precede, l’utente ha il diritto di richiedere al proprio fornitore la dismissione del contatore in uso e la sua sostituzione con un contatore elettronico, omologato MID ma non interconnesso con alcun sistema remoto di tele-gestione, opponendosi, in tutte le sedi, all’adozione di soluzioni che non rispettino la metrologia legale.

Non essendo inoltre legale l’utilizzo dei dati rilevati tramite il sistema di telegestione , l’utente ha il diritto di chiedere al suo fornitore l’annullamento di tutte le bollette emesse a suo carico.

3 pensieri su “Arera e i sistemi illegali di misura

    • come volevasi dimostrare, grazie Fulvio. Questo dimostra che c’è un problema di legalità degli strumenti attualmente proposti e imposti con una legge che non prendeva in considerazione che gli strumenti non solo conteggiano unita di misura illegali ma che sono anche ” tarocabili”. Chi li ha installati, e mi riferisco ai condomini che li hanno deliberati, avranno enormi problemi nel conteggio della parte a consumo che sarà oggetto di contestazioni interminabili. Imporre poi di installarli entro fine 2018 é la prova che che alla fine del prossimo anno ci sarà un’altra proroga, perlomeno fino alla fine della stagione termica 18/19. In questo paese si va avanti così.

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      • inoltre ho scritto un’Ar all’ufficio metrico che intervengano poi sollevo un’ulteriore problema che sicuramente sarà all’oscuro, a Trieste con il decreto dei porto Franco Internazionale 13 luglio 2017 il Governo italiano ha ammesso di avere solo l’amministrazione su Trieste di conseguenza la legge non è stata estesa al TLT ne dal Commissario di governo ne dalla regione Fvg. Inoltre c’è già una causa in corso di verifica fiscale a Trieste … se vuole posso darle tutte le delucidazioni e documenti, che ovviamente è sotto censura dei media

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