L’uplift e il potere di Terna

Terna aumenta l’uplift, Arera conferma e le bollette aumentano.

L’“uplift” paga in pratica tutte le attività messe in campo da Terna per mantenere in sicurezza il sistema elettrico nazionale ed evitare che resti al buio: sbilanciamento, i progetti di interconnessione con gli altri paesi, l’acquisto di energia di riserva,i rapporti con le utenze  interrommpibili, le centrali considerate “essenziali” etc.

Due voci prevalgono su tutte: l’energia di riserva, approvvigionata da Terna sua MSD  – Mercato Servizio Dispacciamento – sono le “chiamate” delle centrali, secondo criteri non sempre trasparenti e aste con prezzi in salita – e gli sbilanciamenti.

I due grafici che seguono sono piuttosto eloquenti: gli scostamenti mostrano che qualcosa non va e che, come sempre, l’emergenza paga,e il covid non fa eccezione.

Era ingiustificato il picco del 2016, ma in quel periodo bisognava eliminare i traders “non diligenti” – Starace li definì parassiti – che secondo Terna e Arera speculavano. L’uplift puntava inspiegabilmente a  20 €/MWh, ma la quota degli sbilanciamenti non arrivava a 5

Di nuovo nel 2017, eliminato qualche trader parassita, l’uplift s’impenna nuovamente perchè, questa volta, sono i produttori a sbilanciare, prima che Terna se ne accorga.

Dopo l’aumento comunicato da Terna in questi giorni, se confrontiamo il grafico del PUN – Prezzo Unico Nazionale – con quello dell’uplift,  notiamo che  quando il PUN scende  il dispacciamento sale e i produttori si rifanno dei margini persi col PUN facendosi “chiamare” da Terna nel MSD.

Il tutto con la benedizione di Arera, che non ha alcun controllo sul monopolio di Terna e sul costo dei suoi servizi o dei suoi progetti.

Così Terna fa utili trionfali sulla pelle di quelli che pagano le bollette.

Evidente, come nel caso dell’emergenza covid, l’incapacità di Terna a gestire il problema se non comprando, cara, energia di riserva per evitare il peggio.

Il potere di Terna, forte di un monopolio che dura da decenni, è devastante.

Le analisi costi&benefici “fatte in casa” sono insindacabili e senza programmi stringenti: il collegamento Calabria – Sicilia, gli interconnectors, e la farsa del Montenegro , le centrali essenziali strapagate per restare ferme, 50 nuovi GW di potenza conferiti con i medesimi criteri del CIP6 e la nuova linea Sicilia/Sardegna sono solo alcuni esempi.

Andate vedere i risultati di Terna, i bonus dei managers e come e quando vengono decise le opere. Poi moltiplicate i 20 €/MWh del uplift appena deciso per i 300 milioni di MWh consumati ogni anno in Italia.

Ci rivediamo al prossimo aumento.

 

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