Il virus delle bollette

In pieno lockdown, e con le industrie ferme, le “monopoliste” dell’energia hanno annunciato, come ogni anno, risultati finanziari trionfali.

Felici e tronfi i manager e gli azionisti, tra i quali ci sono proprio i cinesi, responsabili di questa tragedia, mentre i consumatori non si rendono conto di mantenere tutti.

Le PMI e gli esercizi commerciali, che in questi giorni riceveranno le bollette, avranno l’opportunità di capire come mai pagano per il nulla e gli altri ci fanno i soldi.

Capiranno cioè non tanto quanto costa l’energia elettrica, ma quanto costa la bolletta dell’energia elettrica.

Con consumo pressoché nullo, riceveranno bollette di un valore pari al 70% di quando consumavano a regime.

I soldi andranno ai produttori di energia rinnovabile, ai distributori e ai trasportatori – anche se non hanno distribuito e trasportato nulla – e allo Stato.

Quale migliore opportunità sarebbe stata quella di risolvere il problema degli oneri di sistema: 15 miliardi di euro prelevati ogni anno dalle nostre tasche con le bollette.

Per quanto si legge nella bozza del decreto, il governo avrebbe deciso di sospendere una parte degli oneri per tre mesi, con parziali rimborsi  a settembre e a Natale.

Il governo avrebbe stanziato 600 milioni di euro, che è la stessa cifra che ci era stata sottratta con le bollette pochi mesi fa per “salvare” Alitalia.

Quando finalmente si renderanno conto di essere gli unici a tenere in piedi il sistema, credo saranno in pochi a decidere d’indebitarsi con le banche per pagare le bollette.

 

 

 

 

Un pensiero su “Il virus delle bollette

  1. Il suo sintetico ma molto incisivo e inconfutabile articolo dal titolo “Il virus delle bollette” mi spinge ad ulteriori considerazioni.

    La più banale è che come per il virus Covid-19, la ricerca del vaccino è ancora lunga e, probabilmente, tale che è più difficile dimostrare che l’efficacia dello stesso superi gli eventuali effetti collaterali; nel mondo scientifico ove non c’è accordo quasi su nulla, è condivisa invece l’opinione che il virus muti continuamente.

    Pertanto quando si perverrà al vaccino, esso sarà già divenuto obsoleto in quanto il virus si è nel frattempo modificato, come accade per quello influenzale: come per la composizione della Bolletta energetica e la chiarezza delle sue componenti attraverso l’analisi delle voci di spesa che la costituiscono.

    E veniamo al punto.

    Ogni bolletta è essenzialmente composta da 4 voci:

    – spesa per la materia prima energia;
    – spesa per il trasporto e la gestione del contatore;
    – spesa per oneri di sistema;
    – imposte: IVA e accise.

    Ho delle osservazioni sulla 2^ e 4^ voce di spesa.

    L’attività di Trasporto/distribuzione consiste nella consegna ai clienti finali, da parte dei distributori locali in base alla zona (e -distribuzione, Areti, Unareti, Ireti ecc). Se i clienti finali nulla consumano,il trasporto delle cariche elettriche è nullo: quindi come si giustifica la spesa di trasporto ?

    Quanto alla gestione del contatore, e alla relativa spesa, siamo nel buio più assoluto.

    Azzardo un’ipotesi: se nella gestione del contatore sono compresi tutti i costi relativi alla trasmissione dei dati di consumo e alla tele-gestione dei contatori di ultima generazione – anche chiamati “Smart Meter” – con il relativo abbattimento del costo dei c.d. letturisti di una volta per le Imprese di Distribuzione, allora non ci siamo.

    Se voglio sapere il mio consumo, schiaccio il tasto del contatore e lo leggo: pertanto ho subito il dato di misura.

    Il sistema di remotazione del dato è un qualcosa che soddisfa il Distributore, non già il Consumatore finale.

    Siamo nella classica delle situazioni in cui vale il detto latino :”Cuius commoda eius et incommoda”, ovvero: “Chi trae vantaggio da una situazione, deve sopportarne anche i pesi“.

    Il dato trasmesso a remoto costituisce un vantaggio per il Distributore, ma non per l’Utente finale, pertanto perché è quest’ultimo che deve poi sopportarne il costo ?

    Sugli “Oneri di sistema” ha già illustrato le anomalie e pertanto sorvolo.

    La quarta voce di spesa riguarda le imposte: IVA e Accise.

    Qui splende un’altra perla giuridica. Essendo l’accisa una cesura fatta dal Fisco all’atto dell’utilizzazione dell’energia da parte del Consumatore, per quale ragione essa viene ricompresa nella base imponibile sulla quale poi ci si paga l’IVA ?

    Ciò vìola il principio dell’unicità della tassazione, in quanto diventa una tassa sulla tassa.

    Siamo sicuri che questa è l’applicazione dei principi di Costituzione economica voluta dai padri costituenti ?

    Claudio Capozza

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