Illegali e si pagano pure

La sostituzione dei contatori di energia elettrica procede speditamente, calpestando i diritti dei consumatori.

Se ci si oppone, chiamano i carabinieri oppure s’inventano consumi farlocchi del contatore da sostituire.

Basta un avviso in portineria: data prevista, durerà pochi minuti, senza la presenza dell’utente e non c’è nulla da pagare.

I kWh del vecchio contatore, magari difettoso e illeggibile, vengono trasferiti in quello nuovo: un’operazione illegale!

I contatori riportano il logo Enel, a conferma di in operazione industriale da miliardi di euro posta a carico dei consumatori.

I nuovi contatori faranno parte di un sistema che li gestisce da remoto, sistema che la legge non definisce.

Rispondendo alle interrogazioni parlamentari sull’argomento, il MISE  non ammette che non si possono modificare, da remoto,i parametri metrologici del contatore.

La potenza a disposizione dell’utente e la variabile tempo concorrono alla formazione del dato di consumo e non possono essere modificati.

Così come non si può modificare da remoto il software dello strumento, senza che l’evento sia registrato.

Per come è stato omologato in Europa “se al contatore è collegato un software, che svolge altre funzioni oltre alla misurazione, il software che risulti critico ai fini delle caratteristiche meteorologiche dev’essere identificabile e non può essere influenzato in modo inammissibile dal software collegato”.

E il poter modificare da remoto i dati che formano il consumo è inammissibile!

Nell’operazione c’è quindi un baco e il contatore, per come potrà essere utilizzato, non potrà che rafforzare la posizione di monopolio della società che distribuisce quasi tutta l’energia elettrica in Italia, monopolio sul quale l’antitrust non può intervenire.

La cronica latitanza del MISE ha comportato l’erroneo coinvolgimento di Arera su temi che non le competono.

Non compete ad Arera stabilire le specifiche dei contatori.

Dire “lo ha detto il regolatore” in settori dove non c’entra è fuorviante!

In attesa di un nuovo pronunciamento del MISE, cui unicamente compete la metrologia legale, chi si farà sostituire il contatore non sarà più certo del suo consumo e di quanto poi andrà a pagare.

Per completare il quadro, il comunicato di Arera conferma che ciò che era spacciato per “gratuito”, in realtà non lo è.

Sembra ripetersi quanto accadde tredici anni fa, quando bisognava “legalizzare” e far pagare agli utenti, le decine di milioni di contatori illegali che Enel aveva installato dal 2002 utilizzando, anche allora, l’esca del tutto gratis.

Nel 2007, il decreto di recepimento di una direttiva europea fece il miracolo di rendere legali tutti i contatori che non lo erano, e che senz’altro non lo potevano diventare per decreto.

Un decreto “salvifico” in odore di incostituzionalità. Pochi mesi prima del decreto, una delibera dell’autorità, che scriveva pacificamente il falso, aveva stabilito la procedura di come scaricare il costo dei contatori nelle bollette.

Adesso si fa avanti Unareti che, a Milano, installerá i contatori dell’Enel, è non lo farà gratis.

Prepariamoci quindi a pagare con le bollette, per anni, un contatore del quale non sappiamo nulla.

Nel prezzo anche il tizio che da remoto, battendo sui tasti di un computer, potrà decidere se dobbiamo consumare di più o di meno, oltre a violare apertamente la nostra privacy.

 

 

3 pensieri su “Illegali e si pagano pure

  1. E’ doveroso precisare che “per software critico” si intende quella porzione di software che svolge la “funzione della misura” e che DEVE ESSERE ASSOLUTAMENTE INACCESSIBILE da tutti (raccomandazioni OIML) ed ASSOLUTAMENTE separato dal software di gestione che NON svolge la funzione misura. Il mio dubbio è: MA IL MISE HA IL CONTROLLO DEL SOFTWARE CRITICO o si “fida” del fabbricante?

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