Il malloppo “commissariato”

Con il decreto Milleproroghe di fine anno il governo ha deciso il commissariamento del GSE – Gestore Servizi Energetici – società interamente partecipata dal MEF.

Da tempo al GSE c’era una situazione imbarazzante: baruffe,licenziamenti… una suburra indegna per un ente che gestisce i nostri soldi!

Il GSE gestisce gli incentivi alle rinnovabili, che noi tutti paghiamo con le bollette: 14 miliardi di euro previsti nel 2020. Gestire significa ricevere gli oneri di sistema delle bollette e girarli ai produttori, dopo aver verificato che ne abbiano diritto.

Commissariare il GSE senza dare giustificazioni plausibili è inaccettabile e quindi cerchiamo di capire cosa sta succedendo, perché i 14 miliardi li mettiamo noi.

Ed è nostro sacrosanto diritto sapere cosa ne fanno, fino all’ultimo centesimo e, se il governo si sente libero di commissariare il GSE senza ragione, il consumatore ha tutti i diritti di non pagare gli oneri di sistema della bolletta. Forse questa eventualità sfugge al “sistema” che da vent’anni  blatera di liberalizzazione.

Dunque, dal GSE dipende l’ Acquirente Unico che acquista energia energia elettrica per i venti milioni di utenti serviti ancora da contratti “tutelati”, le cui tariffe sono stabilite trimestralmente da Arera.

Bisognava uscire dal mercato tutelato da anni ma, proroga dopo proroga, sembra chiaro che non ci usciremo mai e ci stanno preparando il futuro.

Appena il GSE viene commissariato, il capo di Acquirente Unico, che dipende dal GSE, chiarisce che: “Il commissariamento non riguarda le società controllate…posso fare tutto io!”

Il Milleproroghe di fine anno viene emanato “salvo intese” ed ecco il colpo di mano, che per ora non sembra andato a buon fine, ma che prima o poi verrà ritentato.

Viene fatta girare la bozza di un emendamento al decreto che prevede che l’Acquirente Unico passi dal GSE, commissariato, al controllo diretto del MEF, che ne venga modificato lo statuto e che si metta a fare altre cose.

A cosa mira l’emendamento ? L’obbiettivo è evidente: mettere in sicurezza la parte del malloppo che rischia di dissolversi con gli insoluti : la morosità aumenta e, se il cliente finale non paga la bolletta, mancano gli oneri di sistema; fino ad oggi li hanno messi i fornitori, per conto dei clienti, ma é ovvio che non può durare.

La bozza dell’emendamento è creativa: vanno determinate  “le modalità e le condizioni con le quali i venditori di energia elettrica che fatturano ai clienti finali conferiscono mandato di pagamento irrevocabile in favore di Acquirente Unico”.

Definire in pratica le modalità “attraverso cui garantire che, mediante un unico pagamento da parte dei clienti finali, si proceda all’imputazione delle somme fra coloro che ne hanno titolo nonché le modalità e le condizioni in base alle quali i venditori di energia elettrica, decorso un periodo di tempo durante il quale abbiano posto in essere azioni idonee ad ottenere il pagamento delle fatture emesse nei confronti dei clienti finali, possano conferire ad Acquirente Unico S.p.a. mandato irrevocabile all’incasso dei propri crediti insoluti e non contestati”.

Per farlo AU avrebbe accesso “alle informazioni relative alla fatturazione e all’incasso dei corrispettivi a copertura degli oneri” nella disponibilità dei venditori mediante gli “specifici flussi informativi” del servizio informativo integrato.

Il servizio informativo integrato si basa sui dati raccolti dai contatori di seconda generazione che Enel sta installando in tutto paese.  Enel distribuisce infatti l’86,5% dell’energia venduta con il mercato tutelato, i dati sono tutto e il cerchio si chiude.

Un autentico delirio: AU sarebbe allo stesso tempo trader,”grande fratello” del sistema elettrico nazionale, cugino di Enel, esattore e recupero crediti pregressi!

Sembra che l’emendamento sia stato ritirato, dopo che il Mise ne ha disconosciuto la paternità, ma cosa resta di tutta questa torbida faccenda?

Il commissario deve essere ancora nominato e, viste le premesse, dovranno cercarlo sulla luna. Il governo,o chi per esso, non ha alcuna intenzione di perdere il controllo degli oneri di sistema, non ha alcuna intenzione di ridurli ma vuole avere la certezza che si paghino!

Cambiare qualche statuto o azzerare qualche controllata vale 14 miliardi di euro!

 

 

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