Nuove tasse per tutti

Le bollette sono sempre più care perché gli oneri di sistema sono esplosi e la soluzione sembra ora quella di trasformarli in tasse facendoli pagare non più solo ai consumatori ma a tutti i cittadini.

Si saranno detti: se si possono socializzare i buchi delle banche senza problemi perché non farlo anche con i costi parassitari delle bollette che alimentano un florido sistema?

L’idea era nell’aria dall’anno scorso: sedici miliardi di euro non sono facili da recuperare ogni anno con le bollette e così, dopo qualche velato accenno dell’Autorità per l’energia, che ha creato questa apocalittica situazione, e dopo gli assist della giustizia amministrativa, che ha definito “parafiscali” gli oneri di sistema, ecco AGCM.

Chiamata in causa da alcuni venditori, che non partecipando alla torta dell’energia, si ritengono discriminati, AGCM ne prende le difese, denunciando come “al crescere del peso relativo degli oneri di sistema, nonché del tasso di insolvenza dei clienti finali legato anche alle difficoltà create dalla crisi economica, le citate previsioni contenute nei contratti di distribuzione hanno determinato una situazione di crescente esposizione debitoria dei venditori nei confronti dei distributori stessi, che ha portato in alcuni casi alla risoluzione del contratto di trasporto, e conseguentemente all’uscita dal mercato di alcuni soggetti”.

Cioè il problema non è che la gente non riesce più a pagare le bollette ma che quelli che distribuiscono energia elettrica, oppure la producono incassando ricchi incentivi, o la vendono, continuino ad essere pagati, a prescindere.

Così AGCM parla di  “ridotta marginalità e quindi una scarsa capacità competitiva dei venditori” non direttamente riconducibile a carenze di efficienza, bensì a “effetti di clausole contrattuali che, addossando sui venditori la responsabilità integrale del pagamento degli oneri di sistema, determinano una ripartizione del tutto squilibrata del rischio derivante dalla insolvenza dei clienti finali relativamente a elementi, quali gli oneri di sistema, che prescindono dalla gestione industriale del servizio”.

Il problema di un umbundling farlocco viene solamente sfiorato:  “Il descritto effetto di alterazione del mercato aggravato dalla circostanza che nel mercato italiano della vendita di energia elettrica al dettaglio operino in concorrenza fra loro soggetti presenti solo in questo segmento della filiera e soggetti verticalmente integrati, a monte, nella distribuzione”.

AGCM si guarda bene dal dire che Enel controlla l’85% della distribuzione e che, con i 44 milioni di nuovi contatori, avrà il totale controllo del mercato, nelle more della fine del mercato tutelato.

Secondo AGCM ci sono solamente soggetti che “oltre a godere di vantaggi nella gestione finanziaria del rischio di insolvenza dei clienti finali in quanto appartenenti a gruppi societari (parent company guarantee) – possiedono, data la contestuale natura di concorrenti diretti e controparte obbligatoria dei soggetti venditori non integrati nei richiamati contratti, forti incentivi a comportamenti anticoncorrenziali”.

Il risveglio criptico di AGCM da un lungo letargo mette anche in luce “la carenza di potestà regolatoria della stessa Autorità per l’Energia” nel senso di “carenza di potere di ( etero ) integrazione del contratto tra distributore e venditore rispetto alle previsioni in materia di garanzie per la parte relativa agli oneri”.

Non si capisce una mazza ma s’intende che l’Autorità ha le sue colpe!

Quindi in attesa che succeda qualcosa, tutti avranno fatto quello che dovevano: AEEGSI di nutrire il sistema, con cifre da capogiro senza denunciarlo apertamente, AGCM di ritenere solo ora “necessario e urgente un intervento di carattere normativo” con due opzioni: “riconoscere pienamente la natura fiscale degli oneri ed eliminare la necessità di una loro specifica trattazione nell’ambito delle pattuizioni fra venditori e distributori”; oppure “prevedere una diversa distribuzione del rischio finanziario derivante da un’eventuale insolvenza dei clienti finali per gli oneri di sistema, in modo tale che lo stesso sia ripartito nell’ambito della filiera elettrica, evitando che esso gravi unicamente sulla parte liberalizzata del mercato”.

Traduzione: se ne occuperanno Governo e Parlamento che, con i tempi che corrono, non potranno che metterci di nuovo le mani nelle tasche, con la novità che lo faranno anche se non consumiamo nulla.

Un dubbio: servono davvero le Autorities?

 

Un pensiero su “Nuove tasse per tutti

  1. Le Autorities in questa paese non servono a niente e non svolgono il loro compito.
    Vedi nei telefoni: per i cellulari hanno multato Wind e poi Vodafone e poi TIM per aver modificato l’addebito da un mese a 4 settimane.
    Hanno pagato ? credo di no, perchè gli operatori continuano imperterriti e se ne fregano.
    Le multe saranno raddoppiate ? Ma neanche per idea, io sono convinto che non pagheranno mai.
    Ora anche per il fisso addebitano su 4 settimane.
    Con vari altri trucchetti TIM per il fisso mi fa pagare quasi il doppio di quello che pagavo 2 anni fa.
    Il Risultato ? Dicono che Cattaneo ha risanato i conti e prenderà 25 milioni di buona-uscita ! E noi paghiamo …. e nessuno ci difende.

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