La socializzazione dei buchi

Che gli amici degli amici falliscano non ce ne può fregar di meno, ma che consumatori e cittadini debbano poi coprirne i buchi sta diventando lo sport nazionale.

D’altro canto, visto che funziona per le banche e per il canone RAI in bolletta, perché non replicare il giochetto proprio sui servizi essenziali, come luce e gas?

Sarà la probabile conseguenza dell’affaire Gala, che sembra esposta per mezzo miliardo di euro di fideiussioni: fino a quando erano tutti amici non occorreva escuterle, ma adesso, che il vento é girato, si rivelano farlocche. Fino a quando i traders non sono diventati dei parassiti, come li ha definiti l’AD di Enel appena insediatosi, Enel incassava fior di aggi a copertura delle morosità, li incassa ancora?

Gli sviluppi della vicenda sembrano sposare la vecchia proposta del presidente dell’Autorità dell’energia, cioè quella di porre a carico della fiscalità generale gli oneri di sistema, che gravano per più di un terzo del valore delle bollette e, in valore assoluto, per 16 miliardi di euro all’anno.

Anche il TAR, che ha giudicato il caso Gala, ritiene adesso che gli oneri di sistema siano oneri “fiscali”, rivolti cioè alla generalità dei cittadini.

Nel corso delle audizioni annuali dell’Autorità per l’energia il tema della morosità, e delle garanzie chieste ai venditori anche per gli oneri di sistema, è stato toccato a più riprese, con gli operatori che hanno auspicato misure per mitigare il rischio morosità e nuove regole che sgravino dai relativi oneri i soggetti che operano correttamente, anche attraverso forme di socializzazione.

Nel frattempo, in previsione dell’apertura del mercato libero, si moltiplicano le società che vendono energia e gas e non esiste ancora alcun albo di categoria.

Criptico e trasversale il parere del presidente dell’Autorità secondo il quale: “le sentenze della giustizia amministrativa si rispettano ma hanno travisato la materia; la richiesta di socializzare sarà l’ultima spiaggia, non si andrà subito a socializzare il buco; dovremo riformare le decisioni della giustizia che non stanno in piedi, pur rispettandole; dovremo definire formule di sopravvivenza da qui al nuovo assetto ‘a canone Rai’, spero che il transitorio sia di alcuni mesi, vedremo; stiamo già pensando ai criteri da rispettare per iscriversi all’albo previsto dal Ddl concorrenza. Non è la soluzione, ma aiuta”

Traduzione: sta per arrivare una doppia mazzata, bollette e nuove tasse.

Vedremo anche da chi dovrà approvvigionarsi Consip, ora che Gala è sparita. Dovrebbe finire tutto al mercato di salvaguardia, a prezzi stellari o magari salterà fuori qualcun’altro.

Si accettano scommesse su chi sarà!

 

 

 

 

2 pensieri su “La socializzazione dei buchi

  1. Egr. ing. Beltrame
    Lei non può immaginare in quale distorsione del mercato (se così si può chiamare) sono capitato. A parte ho inviato diverse raccomandate alla RAi per informarla che le abitazioni intestate a mia moglie sono secondarie e mi sono visto addebitare il canone per il 2016. Quello che vorrei sapere se all’Agenzia delle Entrate di Torino sono lette le raccomandate perché, a tutt’oggi, risulta inevaso il canone per sette mesi del 2016.
    Ma l’aspetto più grave della vicenda sono le fatture pervenute per i consumi dell’energia elettrica relativi ad una abitazione secondaria disabitata e per un’altra abitazione che viene utilizzata saltuariamente.
    Vuole sapere a quanto ammontano le fatture globalmente per un periodo di circa 10 mesi quasi € 1.000,00.
    La cosa che mi ha sorpreso di più è il fatto che le fatture relative all’abitazione disabitata è di circa € 400,00.
    MI è pervenuta la risposta della società che cerca di giustificare detti importo con gli oneri di sistema e con altre voci: ma a casa mia, normalmente, la fattura dovrebbe essere preponderante il peso dei consumi: qui in Italia le voci si invertono, sono più le spese per altri oneri che per quelle relative ai consumi. (A proposito il contatore è fermo da mesi).
    Certo che l’AGEEGSI si è inventato un bel sistema di fatturazione per favorire le società: come mai negli altri paesi il rapporto tra consumi e spese fisse è completamente diverso rispetto al nostro paese?
    Un’ultima considerazione: mi fa sorridere il fatto che il garante abbia dato mandato alle società di sostituire i contatori di seconda generazione: ma mi sembra lecito chiedere al Garante in tutti questi anni i contatori utilizzati erano legali? A me sembra di no ed anche la loro frase nella delibera del 2007 che i contatori potevano essere utilizzati fino alla loro sostituzione, la dice lunga sulla legalità di questi contatori e su come sono gestite le situazioni di illegalità in Italia.

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