Incentivi e truffe secretati

Con la voce A3 delle bollette ci sfilano dalle tasche una TAV all’anno e avremmo diritto di sapere dove finiscono i nostri soldi!

Una delibera dell’Autorità per l’energia conferma che non é così!

E’ il caso di un produttore di energia assimilata alle rinnovabili (incentivata con il CIP 6 che dopo 24 anni ci costa ancora un miliardo di euro all’anno) che immetteva in rete più energia di quella consentita, intascando per anni più incentivi.

E’ una truffa, ma l’indagine viene affidata dall’Autorità per l’energia al GSE, cioè lo stesso ente che riconosce gli incentivi al produttore.

Pur collaborando dal 2005 con le Fiamme Gialle, l’Autorità affida l’indagine al GSE, in avvalimento, cioè una delega a svolgere solo attività istruttorie, senza poter chiudere il procedimento, che resta di responsabilità dell’Autorità per l’energia. 

Conflitto d’interessi a parte, nel caso specifico, l’Autorità delibera il recupero amministrativo di quanto indebitamente incassato dal produttore ma non è chiaro perché:

  • siano necessari dieci anni per chiedere la restituzione dei soldi, ammesso che possano essere ancora recuperati e quindi per anni nessuno controlla quanta energia sia stata ceduta alla rete;
  • se ne occupino l’Autorità per l’energia, il GSE, la Guardia di Finanza e non la Magistratura;
  • l’Allegato A della delibera, che dovrebbe far luce sia sulla convenzione che su quanto indebitamente incassato, non viene reso pubblico “perché il documento contiene dati e informazioni commercialmente sensibili”. 

Ma come, i dati sono sensibili per chi ha fatto il furbo e ha rubato, e non per il consumatore che gli ha messo i soldi in tasca? L’Autorità per l’energia ha avviato una ricognizione.

Nel 2014, con tariffe Cip6, sono stati ritirati 11,5 TWh ( miliardi di kWh ) per 1,4 miliardi;

Da pag.165, la relazione annuale dell’Autorità enumera gli interventi ispettivi effettuati.

Non sono tanti 258 controlli, tenuto conto delle cifre in ballo, come sono insignificanti le poche decine di milioni  di euro recuperati, su oltre tredici miliardi versati.

Con più di 600.000 produttori di  energia fotovoltaica, quanti sono quelli che hanno fatto e continuano a fare i furbi e quando c’è ne accorgeremo?

Basterebbe confrontare l’energia verde prodotta ( rapporti di Terna ) con quella venduta, ma sarebbe troppo semplice!

Un pensiero su “Incentivi e truffe secretati

  1. Ing. Beltrame
    Analizzando l’ultima fattura relativa al consumo di energia elettrica, ho calcolato quanto incidono i consumi sul totale della fattura. Già avevo preventivato che ci doveva essere qualche anomalia ma arrivare al punto che i consumi equivalgono a tutte le altre voci è veramente una cosa scandalosa.
    Penso che l’Autorità con le le sue delibere tuteli le grandi aziende mettendo nella fattura voci che, molto probabilmente, in altri paese non sono prese in considerazione.
    La cosa che mi ha colpito maggiormente è la voce relativa alla dismissione delle centrali nucleari: paghiamo un’imposta a favore dello stato ed un’altra a favore delle regioni dove sono installate le vecchie e non più funzionanti centrali: fino a quando?
    Inoltre vorrei capire perché devo pagare l’IVA sull’imposta di consumo che è già di per sé un’imposta.
    Ma in quale paese viviamo: quale è il senso di pagare un’imposta su un’altra imposta?
    Sarebbe opportuno che l’Autorità rivedesse, al più presto, la struttura delle fatture che siano fatte in modo che prevalga il fattore consumo e non le altre voci incontrollabili.
    Ultimo aspetto: sono stanco di vedere che le fatture sono fatte in base ai consumi comunicati dai distributori con un sistema che non è mai stato omologato e del quale non si conoscono le caratteristiche e quindi illegale anche perché la legge italiana prevede che il dato fatturato é quello del contatore mentre i consumi fatturati sono quelli misurati a distanza.
    Per ultimo Le faccio presente che alla mia società fornitrice ho inviato una mail certificata nella quale ho chiesto che non permetterò la sostituzione del contatore fino a quando la società distributrice non mi fornirà la garanzia che il contatore è certificato e conforme alle norme europee. Inoltre mi dovranno assicurare anche quali sono le caratteristiche del sistema di gestione del contatore e trasmissione dati, se esistono, dal contatore alla centrale, in quanto la legge italiana prescrive che il dato di misura è quello fornito dal contatore.
    Mi scusi se mi sono dilungato ma ho voluto precisare alcune delle questioni tuttora pendenti sulla legalità dei contatori e sul sistema di fatturazione basato su dati trasmessi a distanza di cui non si sa niente.
    Distinti saluti Giuseppe Costantini

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