La bufala dei ripartitori

Il termine per l’installazione delle valvole termo-statiche e dei ripartitori di calore é stato prorogato di altri sei mesi, al luglio 2017.

Ma nessuno pagherà multe per non aver installato strumenti illegali.

Sul sito di condominioweb un produttore confermava che i ripartitori non sono strumenti omologati.

Se non sono strumenti omologati, non si sa cosa e come misurino, come possano essere verificati o come sia possibile manometterli.

Se non sono strumenti legali, non è legale utilizzarli per ripartire quote di riscaldamento addebitandone il corrispettivo: la legge é inderogabile anche dalle assemblee condominiali.

Il produttore riesce ad essere più esplicito:

“L’incertezza di misura, nel caso dei ripartitori, deriva principalmente dal fatto che il sensore posteriore deve accoppiarsi con il corpo scaldante su cui è montato, pertanto vi è un’operazione umana che influisce significativamente sul risultato della misura”.

“Abbiamo visto ripartitori fissati con nastro isolante da elettricista. Abbiamo visto ripartitori fissati sul tubo di mandata anziché al centro del radiatore. Anche in casi dove il posizionamento era accettabile, abbiamo visto ripartitori montati senza il necessario supporto posteriore (che deve essere riempito con gel conduttivo)” 

I ripartitori quindi non misurano l’energia termica che entra nel radiatore, ma stimano grossolanamente quella che ne esce, con un’evidente arbitrarietà:

  • nell’installazione;
  • nell’imputazione dei dati nel ripartitore;
  • nella gestione dei dati trasmessi dal ripartitore;
  • nell’imputazione di coefficienti correttivi che dovrebbero tener conto della dispersione di energia termica dei locali.

La richiamata norma tecnica di riferimento, la UNI 10200 è mostruosamente complicata mentre lo studio dell’Enea é chiaro.

In assenza di un’omologazione metrologica, ognuno fa quello che vuole e lo strumento non solo può essere installato male, ma può essere manomesso senza che nessuno se ne accorga per anni.

E il proprietario dell’unità immobiliare dovrebbe pagare sanzioni se non installa questi sistemi entro luglio 2018 ?

Ma state scherzando?

25 pensieri su “La bufala dei ripartitori

  1. Sarà anche una bufala, ma c’è un DATO DI FATTO… con i contabilizzatori la gente è Più attenta (chiude i termosifoni quando esce di casa o quando c’è meno freddo) e quindi si RISPARMIA GAS!!!!

    Mi piace

    • Certo, c’è maggiore consapevolezza, ma il punto é un altro: come viene ripartita la maggiore consapevolezza e quali danni crea su un impianto datato l’installazione di valvole e pompe. Dal punto vista economico, nel medio termine, i vantaggi di bruciare meno gas saranno compensati da onerosi interventi sull’impianto.

      Mi piace

  2. Proprio ora un commento posto su altro sito a nome ing. Garelli rimanda al suo sito (link
    http://www.garellinet.it/index.php/it/news-tecnologie/news/60-contabilizzazione-non-sempre-conviene-secondo-uni-en-15459-02-12-2016 ) che a sua volta rimanda ad un pdf (link http://www.garellinet.it/images/allegatiarticoli/EN15459_Studio_Appartamento_Tipico.pdf) dove è presente uno studio sulle possibilità di deroga per inefficienza in termini di costi

    Liked by 1 persona

  3. Ma perché è così difficile anzi praticamente impossibile trovare un tecnico disposto a mettere per iscritto in una perizia tecnica (come prescrive la norma) tutto quanto si legge circa l’inopportunità della contabilizzazione del calore in vecchi edifici (da eseguirsi necessariamente con i “famigerati” ripartitori) anche in zone climatiche favorevoli ?
    Manca forse una seria cultura tecnica o una sufficiente onestà intellettuale fra i tecnici ?
    Ad esempio, in un appartamento in Roma di circa 60 mq.(2 camere ed accessori), dove spendo circa 500 euro di riscaldamento all’anno, mi accingo a spendere più di 1000 euro (ovvero il doppio di quanto spendo annualmente) fra: valvole termostatiche, ripartitori, nuove pompe a portata variabile, trasmettitori per la rilevazione, analisi energetica e redazione di nuova tabella millesimale, spese di rilevazioni (quest’ultime ripetibili annualmente); dovrei pertanto “risparmiare” più di 100 euro all’anno in 10 anni solo per recuperare quanto ho anticipato, e tutto dovrebbe andare liscio pur andando a manomettere un vecchio impianto. Sinceramente non saprei come potrò risparmiare quanto preventivato in teoria dato che anche attualmente non sempre raggiungo i 20 °C. Al più risparmierà solo chi non usa l’appartamento ma sbilancerà la distribuzione di calore riducendo il confort degli appartamenti contigui. E dopo 10 anno mi troverò a dover nuovamente “spendere” per sostituire valvole e ripartitori … E’ evidente l’inopportunità (anzi la “follia”) di un tale intervento eppure dietro le pressioni (interessate ?) di tecnici ed amministratori non si è riusciti ad evitarlo ! Ed allora lo ripeto: perché non si trovano tecnici che mettano per iscritto (ovviamente dietro adeguato compenso che tenga conto anche di eventuali controversie e contestazioni) quanto si legge in questo forum ? Germano

    Mi piace

    • Questo purtroppo non é un forum e interventi come il suo sono rari. Direi una mancanza di onestà intellettuale mista all’ignoranza totale e interessata degli amministratori. Questo mi é capitato di vedere
      personalmente. La proroga data il 27 dicembre per sei mesi raccoglierà gli ultimi indecisi e poi, ci sarà un’altra proroga di sanzioni che non potranno essere mai comminate. Questo é il paese ma resistere si può.

      Mi piace

    • Io, sempre a Roma, con 80 mq pago circa 450 euro a stagione, ma dobbiamo tener conto che nelle bollette condominiali sono comprese anche le spese di manutenzione e conduzione e in più nelle bollette del gas è presente una quota fissa; quindi l’opinabile risparmio percentuale dovremmo calcolarlo su una cifra decisamente inferiore a quella che paghiamo e questo è un altro fattore che inganna gli ignari partecipanti alle assemblee. La cosa è talmente eclatante che un semplice calcolo ci ha portato a dedurre che andremmo in una efficienza negativa e si è deciso di attendere gli eventi senza muovere un dito. Inoltre tu hai accennato al “confort degli appartamenti vicini” e questo è un altro punto che assurdamente viene ignorato, perché, come i ripartitori, si entra anche qui nella illegalità. Passare da centralizzato a impianto similautonomo comporta un cambio di paradigma totale nelle modalità del riscaldamento, e soprattutto un cambio di caratteristiche costruttive dell’edificio: in un impianto centralizzato la temperatura degli appartamenti si suppone essere uguale e quindi il disaccoppiamento termico tra gli stessi è irrilevante: la trasmittanza delle pareti divisorie nei vecchi edifici è infatti intorno ai 2 W/mqK quando va bene; negli anni 80 è stata imposta per le nuove costruzioni una trasmittanza molto più stretta di 0,8 W/mqK anche negli impianti centralizzati (anche per problemi di acustica, le due cose vanno a braccetto), con la precisazione che se la parete dà su un locale non riscaldato, tale parete va considerata come esterna e la trasmittanza si aggira intorno ai 0,2 W/mqK (dipende dalle zone climatiche). In un edificio costruito con l’autonomo, si suppone che un appartamento possa spegnere il suo riscaldamento, quindi anche le pareti che dividono gli appartamenti stessi vanno considerate come esterne e infatti i muri divisori hanno coibentazioni simili a quelli che danno sull’esterno. Il vanto della contabilizzazione è proprio quello di trasformare un impianto centralizzato in un similautonomo, ma l’edificio non soddisfa la normativa di disaccoppiamento termico tra appartamenti e di fatto l’edificio va fuori legge. Ma questo aspetto non viene mai messo ben in evidenza come impedimento tecnico alla realizzazione della contabilizzazione e lo stesso CNI (Consiglio Nazionale Ingegneri) che ha redatto le modalità di accertamento per le deroghe non ne fa cenno (ma non accenna nemmeno alla illegalità dei ripartitori). Deduco che gli stessi ingegneri che dovrebbero redigere l’attestazione di deroga non hanno le idee chiare sulle illegalità che comporta la contabilizzazione nei vecchi edifici. Ricapitolando quindi, oltre alla inefficienza in termini di costi, esistono due impedimenti tecnici: non esiste un metodo metrologicamente legale per misurare il calore negli impianti a distribuzione verticale e, ancora più pesante, con la contabilizzazione, i vecchi edifici andrebbero fuori legge per difetto di disaccoppiamento termico tra appartamenti. Il cercare la deroga ad ogni costo è stato bollato dai soliti noti come tentativo di elusione, ma al contrario è un tentativo per rientrare in una legalità calpestata da queste direttive. Del resto resistere fino alle estreme conseguenze è l’unica maniera per opporsi ad una truffa tipicamente lobbistica da parte di ditte tipicamente tedesche (guarda caso) e come si sa le direttive europee sono completamente pilotate dalla Germania con la completa sottomissione dei nostri politici (e anche la Germania non brilla per onestà, vedi Siemens condannata per corruzione internazionale e l’ultima assurdità della Volkswagen).

      Mi piace

  4. Salve leggo con interesse tutte le notizie che voi pubblicate visto che proprio ieri l’assemblea condominiale ha deliberato il via all’installazione dei contatori indiretti. La paura delle sanzioni amministrative ha vinto su tutto. L’ingegnere che è intervenuto all’assemblea dopo la mia domanda sulla «inefficienza in termini di costi e sproporzione rispetto ai risparmi energetici potenziali», secondo le indicazioni della Uni En 15459 ha risposto che secondo lui c’era comunque un risparmio che la perizia costa e quindi non valeva la pena farla.
    Per me l’unica via è un ricorso al TAR con l’aiuto di Confediliza visto che hanno team di avvocati e sono combattivi, per lo meno a parole, con il supporto tecnico dell’ing. Edoardo Beltrame per cercare di bloccare la 102/2014 sui contatori indiretti.
    Cosa ne pensate?

    Mi piace

    • Vede Marco è un problema di metrologia legale. Se i contabilizzatori indiretti non sono strumenti omologati io non me li faccio installare perché l’assemblea non me lo può imporre. Cioè la legge è inderogabile per tutti!

      Mi piace

      • La ringrazio per la tempestività della risposta, ma sono comunque in una situazione difficile perchè se io non accettassi di installare i contabilizzatori indiretti mi dovrei difendere per vie legali nel caso che mi vengano comminate le sanzioni amministrative previste dalla 102/2014. Una procedura civile che sarà sicuramente lunga e dispendiosa. Mentre con un ricorso al TAR avremmo una pronuncia di un giudice per far valere i nostri diritti.
        Oppure come succede nel campo fiscale posso fare un interpello all’ufficio metrico della mia zona?
        cordialmente

        Mi piace

      • Allora vediamola da un’altra prospettiva. L’installatore deve installare strumenti legali. Lei non è d’accordo sul contratto e diffida l’amministratore dal dargli esecuzione

        Mi piace

  5. https://www.google.it/url?sa=t&rct=j&q=&esrc=s&source=web&cd=2&cad=rja&uact=8&ved=0ahUKEwiaj4r8y4nOAhWIJMAKHd4wCsIQFgguMAE&url=http%3A%2F%2Fwww.caleffi.com%2Fsites%2Fdefault%2Ffiles%2Fsc_home%2F09006_mid.pdf&usg=AFQjCNFqwU2rxKyJaaYoE4ys12t2gEeJLQ

    Documento della Caleffi sulla direttiva MID in cui si ricorda – con riferimento ai contatori di calore – che “ogni installatore è tenuto ad accertarsi che gli strumenti utilizzati siano conformi alla direttiva MID”, e che “l’art. 20 comma 1 del D.Lgs. 2/2/2007 n.° 22 prevede a carico dell’installatore una sanzione da 500 € a 1500 € per ciascuno strumento messo in servizio non conforme alla normativa MID”.

    Mi piace

  6. Quanto riporto riguarda in particolare i condomini allacciati a reti di teleriscaldamento.

    Il D. Lgs. 102/2014 all’art. 9 ha affidato all’Autorità per l’Energia elettrica, il Gas e il Sistema idrico il compito di dare attuazione, entro 24 mesi, alle disposizioni del decreto stesso per gli edifici allacciati a reti di telescaldamento.
    In data 19/5/2016 l’Autorità ha messo a disposizione per 30 giorni di consultazione il documento che ha predisposto (scaricabile qui: http://www.autorita.energia.it/allegati/docs/16//252-16.pdf) e che dovrebbe diventare definitivo entro il 20/7/2016 con eventuali modifiche apportata a seguito di suggerimenti pervenuti durante il mese di consultazione.
    Questi i punti salienti:
    1) art. 4.3:
    I SISTEMI DI CONTABILIZZAZIONE INDIRETTA NON SONO REGOLATI DALLA METROLOGIA LEGALE A GARANZIA DELLA TRANSAZIONE ECONOMICA E A TUTELA DEL CONSUMATORE FINALE
    2) art. 8.1:
    I CONTATORI INDIVIDUALI DI CALORE DEVONO (sottolieato) ESSERE OMOLOGATI AI SENSI DELLA DIRETTIVA MID.

    Per quanto concerne la ripartizione delle spese in edifici non provvisti di contabilizzazione individuale ricordo che il Comitato Termotecnico Italiano ha avviato la stesura del progetto di norma E0208F600 che aggiornarnerà ulteriormente la norma UNI 10200 (inserire E0208F600 nel campo “Ricerca” in alto a destra di questa pagina: http://www.cti2000.it/index.php), definendo, per gli edifici condominiali provvisti O MENO di dispositivi per la contabilizzazione dell’energia tecnica utile, i criteri di ripartizione delle spese di contabilizzazione invernale (di fatto i millesimi di potenza dei radiatori installati anziche i mcubi).

    Mi piace

    • Il comitato Termotecnico italiano non ha alcuna competenza in metrologia legale con non l’ha l’Autoritá per l’energia. La MID, vedi sopra, prevede i soli contabilizzatori di energia termica basati sulla portata di acqua e la differenza di temperatura tra mandata e ritorno. Tutto il resto è fuffa!

      Mi piace

      • Certo.
        Comunque l’Autorità avalla la sua inconfutabile tesi che i contatori indiretti non rispettano il Testo Unico delle Leggi Metriche e quindi non garantiscono la correttezza delle misure utilizzate per una transazione commerciale basata su di esse; e stabilisce che i contatori individuali DEVONO essere omologati MID.

        Anche la 10200/2016, in via di definizione, considererà i criteri di ripartizione delle spese anche per gli edifici sprovvisti di dispositivi per la contabilizzazione (quindi quelli che non potranno mettere i contatori diretti, che sono gli unici omologati MID).

        Finalmente si sta sancendo a livello normativo il requiem dei ripartitori, con buona pace di quanti si sono fidati dei titoli dei giornali, dei consigli “disinteressati” di amministratori condominiali o di operatori del settore in evidente conflitto di interessi.

        Buona lettura: http://www.confedilizia.it/wp-content/uploads/2016/06/PPR_9.6.16.pdf

        Mi piace

  7. Le lobbies al contrattacco delle modifiche in fase di verifica al Senato:
    http://www.ediliziaeterritorio.ilsole24ore.com/print/AC15RlAC/0.

    In particolare non vogliono che l’art. 9 comma 5 lettera c) del Decreto Legislativo 102 del 4/7/2014 passi da “secondo quanto previsto dalle norme vigenti” a “secondo quanto previsto dalla norma (europea) EN 834”, perchè non consentirebbe più di utilizzare i dispositivi conformi alle norme (italiane) UNI 9019 e UNI 11388 ovvero sistemi ITC-TC (quelli che l’Enea ha certificato avere un margine di errore tra il 9% ed il 38%) e i sistemi sistemi ITC-DCC (quelli che l’Enea ha certificato avere un margine di errore tra il 10% e il 44%).

    Complimenti davvero care lobbies: le multe per le procedure di infrazione alla legge europea – già avviate – e proprio per le quali si stanno approntando queste modifiche legislative, le pagherete voi o dovremo pagarvele noi per poi sorbirci anche strumenti di misura inaffidabili ?!

    P.S.:
    lo stesso discorso vale per il tentativo di richiesta di non cancellazione dalla legge 102/14 del riferimento alla normativa (italiana) UNI 10200, che costringe il popolo italiano ad aggravi di costi non previsti dalla legge europea di riferimento.

    Mi piace

  8. L’applicazione della contabilizzazione nei vecchi edifici è una forzatura spiegabile solo con una sottomissione completa dei nostri governanti alle lobbies interessate, considerando l’illegalità dei ripartitori e la mancanza di disaccoppiamento termico tra appartamenti (e anche le multe strutturate in maniera da mettere l’uno contro l’altro in una sorta di terrorismo psicologico)
    Per tali ragioni la cosa più conveniente è cercare di evitare ad ogni costo qualsiasi intervento per non restare invischiati in situazioni che possono portare ad un aggravio di spesa e a contrasti condominiali.
    L’unico spiraglio per derogare alla legge sta in quella frase ben celata da tutte le pubblicità ingannevoli che si trovano sul web, che recita ” se tecnicamente possibile e/o efficiente in termini di costi” documentata da tecnico autorizzato. Tale frase è importantissima perché crea una sorta di selezione tra le varie zone climatiche, considerando che a fronte di una spesa fissa, il ritorno economico varia a seconda del clima e si può andare nel “non efficiente in termini di costi”. Per constatazione personale, se l’impianto è sufficientemente bilanciato con centralina climatica ben regolata, già nella zona climatica D (Roma) si va addirittura in una efficienza negativa (ossia ci si rimette); a maggior ragione per le zone climatiche A, B, C ( Napoli, Palermo …). Per la zona E (valle padana) c’è una importante iniziativa di Confedilizia di Reggio Emilia che ha aperto uno “sportello calore” proprio per aiutare i condomini a verificare se si rientra nel “non efficiente in termini di costi”, avendo ricevuto numerosi reclami da parte di coloro che avevano già realizzato tali impianti; a tale scopo è utile leggere l’articolo al sito http://www.4minuti.it/citta/economia-0084467.html e andare sulla pagina facebook di Confedilizia Reggio Emilia dove si trova una intervista fatta ai responsabili di tale sportello; significativa l’affermazione dell’ing. incaricato che afferma chiaramente che non sempre le nuove tecnologie possono integrarsi con le vecchie: applicare la contabilizzazione ai vecchi edifici è come montare un motore Ferrari su una vecchia 500, ne uscirebbe distrutta (un chiaro riferimento al fatto che la contabilizzazione può essere applicata solo in quegli edifici progettati per accettarla).

    Liked by 1 persona

  9. http://www.enea.it/it/Ricerca_sviluppo/documenti/ricerca-di-sistema-elettrico/risparmio-energia-settore-civile/2014/rds-par2014-021.pdf/at_download/file

    Documento dell’ENEA che certifica che la contabilizzazione del calore indiretta con i ripartitori di calore è inficiata da errori nei seguenti range (vedi pagina 43):
    – sitemi HCA: tra il 4% e il 16%
    – sistemi ITC-TC: tra il 9% ed il 38%
    – sistemi ITC-DCC: tra il 10% e il 44%

    Mi piace

  10. Gentile Ing. Beltrame,
    intanto la ringrazio per la costanza e la chiarezza espositiva, nonchè la forza divulgativa con la quale sta mettendo alla luce problematiche che gravano, e non di poco, sui bilanci delle famiglie e delle imprese. Ha esaustivamente illustrato come si gonfiano “legalmente” le bollette del gas, soltanto applicando coefficienti correttivi alle letture del contatore, e sempre positivi: così, paghiamo in bolletta non è il quantitativo indicato dal contatore, ma qualcosa di maggiore!
    Ma allora il contatore a cosa serve se poi correggono il dato del consumo?
    Chi garantisce che il valore del coefficiente è congruo?
    E poi è contro la legge! Nessuna legge dello stato prevede che una misura fatta con il contatore del gas debba essere poi corretta.
    Siamo ancora in uno Stato Diritto o siamo diventati lo Stato del Dritto ?.
    In questo caso,il produttore dei ripartitori di calore, che parla di “incertezza di misura”,sa cos’è la Certezza del Diritto?
    Una legge Europea impone che tali strumenti debbano essere omologati sia per essere venduti che per essere installati e utilizzati.

    Liked by 1 persona

    • Estratto seduta 476 della Camera – Interrogazione M5S

      DE ROSA, DAGA, BUSTO, ZOLEZZI, MICILLO, MANNINO, TERZONI, CANCELLERI, VALLASCAS, FANTINATI, CRIPPA, DA VILLA e DELLA VALLE. — Al Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, al Ministro dello sviluppo economico. — Per sapere – premesso che:
         il decreto legislativo 4 luglio 2014, n. 102, in attuazione della direttiva 2012/27/UE sull’efficienza energetica, che modifica le direttive 2009/125/CE e 2010/30/UE e abroga le direttive 2004/8/CE e 2006/32/CE, impone la contabilizzazione del calore consumato dai singoli appartamenti;
         l’obbligo vige dal 2014, con sanzioni dal 1o gennaio 2017;
         a livello nazionale, l’obbligo d’installazione dei dispositivi per la termoregolazione e la contabilizzazione del calore è stato introdotto con l’articolo 9, comma 5, lettera b) del decreto legislativo n. 102 del 2014, prevedendo come termine ultimo il 31 dicembre 2016, fatti salvi i casi in cui la misurazione del calore non sia tecnicamente possibile o efficiente in termini di costi e proporzionata rispetto ai risparmi energetici potenziali;
         il progetto di legge 249 «Legge di semplificazione 2015 – Ambiti istituzionale ed economico» prevede di estendere l’obbligo di installare, entro il 31 dicembre 2016, sistemi per la termoregolazione degli ambienti e la contabilizzazione autonoma del calore a tutti gli impianti di riscaldamento al servizio di più unità immobiliari, anche se già esistenti, applicando quanto previsto dall’articolo 9 del decreto legislativo 4 luglio 2014, n. 102 (Attuazione della direttiva 2012/27/UE sull’efficienza energetica, che modifica le direttive 2009/125/CE e 2010/30/UE e abroga le direttive 2004/8/CE e 2006/32/CE);
         il riferimento alla norma nazionale all’interno della legge regionale n. 24 del 2006 implica che «L’efficienza in termini di costi può essere valutata con riferimento alla metodologia indicata nella norma UNI EN 15459. Eventuali casi d’impossibilità tecnica all’installazione dei suddetti sistemi di contabilizzazione devono essere riportati in apposita relazione tecnica del progettista o del tecnico abilitato»;
         per evitare le sanzioni i condomìni ricorrono al sistema di contabilizzazione indiretta, che prevede l’utilizzo delle valvole termostatiche, abbinate ai cosiddetti ripartitori di calore, su ogni radiatore;
         mentre, con la contabilizzazione diretta, il calore ceduto è calcolato sulla portata di acqua calda e sulla sua differenza di temperatura con quella indiretta, il ripartitore di calore stima il calore ceduto all’ambiente, in base alle caratteristiche del radiatore, alla sua temperatura e a quella dell’ambiente;
         i contabilizzatori diretti sono strumenti omologati, mentre i ripartitori indiretti non lo sono;
         infatti la Direttiva 2004/22/CE del 31 marzo 2004 sugli strumenti di misura – nota come Direttiva MID – recepita con il decreto legislativo n. 22 del 22 febbraio 2007, GU n. 64 del 17 marzo 2007 – Suppl. Ordinario n. 73 – regola la messa in commercio dei soli contabilizzatori diretti, trattati nell’allegato MI-004 della medesima direttiva;
         va così richiamato il Testo Unico delle leggi metriche, il quale stabilisce che, se una transazione economica è basata sulla misurazione di una grandezza, tale misurazione deve essere effettuata con strumenti di misura legali e la stessa grandezza deve essere espressa in unità di misura legale;
         la richiesta di un corrispettivo economico, da parte di un’amministrazione condominiale, a fronte della quantità di calore erogata alla singola unità abitativa, rientra in questa casistica;
         ma i ripartitori di calore, che vengono attualmente installati, misurano unità di misura aleatorie e non unità di misura legali. Ne consegue che i ripartitori non sono strumenti legali e quindi una qualsiasi pretesa economica, basata sulla loro rilevazione, e a prescindere dalle decisioni prese dalle assemblee condominiali, è da considerarsi nulla;
         ne consegue anche che, se i ripartitori sono illegali, non possono essere previste sanzioni per chi non li installa né, tantomeno, benefici fiscali –:
         se e quali iniziative intenda porre in atto il Governo al fine di rendere regolari e legali i sistemi di contabilizzazione indiretta quali i ripartitori di calore;
         se il Governo non intenda mettere in atto le opportune azioni correttive per incentivare l’utilizzo di soli sistemi certi di contabilizzazione diretta, dove tecnicamente possibile ed economicamente giustificato;
         se il Governo non intenda, in via transitoria, mettere in atto iniziative utili a regolamentare l’utilizzo di sistemi di ripartizione di calore con contabilizzazione indiretta certa ed omologata, al fine di disporre un riequilibrio dei costi sostenuti in funzione delle caratteristiche delle singole unità abitative. (5-06271)

      Liked by 1 persona

      • Chiedo anticipatamente scusa perché potrei sembrare un esaltato ed invece sono solo un cittadino che non vuole che una nazione intera venga presa in giro da quattro spregiudicati affaristi. Credo che applicare valvole e contabilizzatori in immobili vecchi privi di qualsivoglia coibentazione ed isolamento sia prenderci in giro: se avevo freddo prima continuerò ad avere freddo anche domani. Perché – e siamo tutti a favore dell’ambiente – non si trova il coraggio di dire che gli immobili italiani hanno caratteristiche e realtà totalmente diverse da quelle del nord Europa e che non si può imporre una misura li dove è inutile o che é aberrante immaginare che uno stabile del 1969 possa essere aggiornato a standard 2016. Io vivo nel mondo reale. Voi vivete nel mondo reale. Perché allora non creare un movimento di civiltà che serva per far emergere la verità. Non credo che sia giusto che una nazione intera, in nome di un millantato obbligo e rispetto per l’ambiente, possa chiudere gli occhi, supinamente pagando miliardi di inutili euro che andrebbero meglio nella già povera economia domestica, senza rispetto per l’onestà. Io dico di unire le nostre energie, perché altre arriveranno e perché come una voce sola, senza fare politica, si fermi l’ennesimo affronto alla brava gente.

        Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...